Mucha, il maestro dell’Art Nouveau al Vittoriano

Mucha, il maestro dell’Art Nouveau al Vittoriano

Dopo il successo di Milano, approda anche a Roma la mostra su Alphonse Mucha, che potrete visitare fino a l’11 settembre al Complesso del Vittoriano. Noi di MyWhere abbiamo già riferito sulla mostra a Palazzo Reale di Milano.

Non solo Barbie, quindi, al Vittoriano in queste settimane, ma anche tanta arte. L’altra rassegna presente, infatti, è dedicata a Alphonse Mucha, uno dei più significativi interpreti dell’Art Nouveau, la corrente artistica sviluppatasi a fine ‘800 che coinvolse l’architettura, la pittura, il design e le arti applicate creando un nuovo linguaggio comunicativo a 360°.

La mostra intende presentare tutta la carriera artistica e la poliedricità di questo grande maestro dell’Art Nouveau, dalla formazione, al successo professionale, alla partecipazione ai fatti sociali e politici della sua nazione. Al fine di far conoscere la molteplicità di questi aspetti, il percorso espositivo   è diviso in 6 sezioni: Un boemo a Parigi, L’artefice dello Stile Mucha, Un cosmopolita, Il mistico, Il patriota e L’artista-filosofo.

Nato nella regione ceca della Moravia nel 1860, Mucha divenne ben presto uno dei più celebri illustratori del suo tempo, influenzando vari campi artistici del fine siecle. L’incontro con l’attrice Sara Bernhardt lo consacrò al successo definitivo, realizzando per la diva locandine teatrali e altro materiale pubblicitario, inaugurando uno stile destinato a raggiungere  notevole e duratura fama. Bellissimi i poster, dedicati alla sua musa ispiratrice  partire da quello del 1894 ,Gismonda, fino ai successivi quali Tosca, Lorenzaccio,  La Dame aux camelias, La Samaritaine e altri.

A lui si deve, infatti,  la nascita di un nuovo genere di arte visiva fiorito nella Parigi della Belle Epoque. Mucha mise insieme immagini di donne seducenti e layout tipografici innovativi, dando vita ad originalissimi manifesti. Le sue meravigliose e sensuali raffigurazioni femminili dalle linee seducenti, che rimandano a personaggi fiabeschi, vennero  prese come modello, diffondendo nuovo genere di arte visiva non solo a Parigi e in Europa ma anche negli Stati Uniti.

Un creativo. Un pioniere. Mucha ha profondamente influenzato l’arte contemporanea e ha continuato a ispirare anche in tempi recenti. Basti pensare agli anni ‘60 e ’70, anni in cui le sue opere e il suo stile tornano ad ispirare il mondo dei poster e il marketing di molti prodotti commerciali di raffinata qualità. Come si può ammirare sia nei poster pubblicitari come quelli per la Nestlé, il celeberrimo Biers de la Meuse, Parfum Rodo,  sia nelle scatole di dolci e biscotti, sia negli oggetti d’arredo e gioielli (Esposizione universale del 1900)

In un processo di continua sperimentazione, l’originalità delle sue opere sta nel rapporto diretto tra antico e moderno, tra manualità artigianale e pubblicità commerciale.

La mostra, come anticipato all’inizio, non mette in rilievo solo il Mucha “esteta” ma anche quello impegnato socialmente  e politicamente. Al secondo piano delle sale espositive, infatti, troviamo importanti opere della sua produzione improntata a temi spirituali e patriottici, che fanno da cornice alla cosiddetta “Epopea slava”. In queste opere emerge fortemente la componente patriottica, il radicale attaccamento alla terra natìa e a tutto il popolo slavo, rivelando e completando la complessa ed eclettica personalità dell’artista ceco.

La mostra è curata da Tomoko Sato ed è organizzata e prodotta da Arthemisia Group, in collaborazione con la Fondazione Mucha.

Potete trovare tutte le informazioni per Alphonse Mucha: http://www.ilvittoriano.com/mostra-alphonse-mucha-roma.html

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Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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