Il cuore e il dolore dell’Albania: il ritorno di Ismete Selmaj

Il cuore e il dolore dell’Albania: il ritorno di Ismete Selmaj

BOLOGNA – Lunedì 13 novembre, a quasi un anno di distanza dal suo ultimo lavoro, torna la scrittrice albanese con due nuovi libri da non perdere editi da Bonfirraro.

Lunedì 13 novembre, la libreria Ubik (Via Irnerio, 27) ospiterà la presentazione di due libri davvero interessanti, che segneranno il ritorno di una scrittrice, ormai da parecchio tempo lontana dalle scene pubbliche. Entrambe le letture sono edite da Bonfirraro Editore. Stiamo parlando di Ismete Selmaj, autrice albanese con la scrittura tatuata sulla pelle, da sempre focalizzata su racconti che parlano della sua terra natale. Nonostante viva ormai da oltre 20 anni in Italia non riesce a dimenticare la sua terra e la racconta, nonostante le brutture, per non far dimenticare quello che è successo al popolo albanese.

Partiamo con i titoli. Il primo, “Verginità rapite” è una storia di coraggio e di riscatto. Un libro appassionato e feroce, un libro che resta e sopravvive al suo fisiologico epilogo narrativo.
La protagonista, Mira. Come mirabile, degna di ammirazione, meravigliosa. Per lei vale l’espressione latina Nomen omen, il destino nel nome, di nome e di fatto. Un presagio di lotta, la profezia di una battaglia che inizia a quindici anni, tra i banchi di scuola, quando la violenza di un uomo la sorprende poco più che bambina e ne segna la vita per sempre. Stuprata più volte dal professor Estref, segretario del Partito della scuola, e minacciata dalla certezza della tragica sorte che sarebbe toccata a lei, e ai suoi cari, se solo avesse osato denunciare, Mira tace, e si porta dietro il mormorio delle malelingue fintamente benpensanti, come un codazzo strisciante che la segue passo passo, dal giorno in cui si scopre incinta. Quasi fosse lei la peccatrice, l’imputata, la polvere viziata e viziosa da nascondere sotto il tappeto di certe ipocrisie.

iSMETE SELMAJ
La copertina del libro “Verginità rapite” di Ismete Selmaj

Anche il suo secondo libro di Ismete Selmaj, “I bambini non hanno mai colpe”, è ambientato nell’Albania successiva al crollo della Repubblica Socialista, avvenuta nel 1991.
I bambini non hanno mai colpe, sono vittime anche quando si ribellano, comunicando e agendo con il solo linguaggio con il quale sono stati allattati e mai svezzati: la violenza.
I bambini non seducono i pedofili; non corrompono l’altrui ingenuità; non sono responsabili dei drammi familiari e sociali.
Una realtà dove il Kanun, ossia il Canone di ascendenza medievale, scardinato dal comunismo ma radicato nella zona montuosa della nazione, macchia di sangue la convivenza sociale, alimentando una atavica sete di vendetta che, oggi, non arretra neppure davanti ai più piccoli, colpevoli solo di essere nati con il marchio di un delitto da punire.
E su quelle macerie di case e palazzi costruiti con materiale scadente, dove stagna l’odore dell’urina e della muffa, dove perfino il sole si nasconde per lasciar spazio al buio della umana coscienza, si costruirà una nuova società che sia davvero figlia della democrazia e del diritto.
I bambini non hanno mai colpe, non è solo un thriller canonico, basato sulle indagini successive a un assassinio e intrecciato con segreti e misteri destinati a dipanarsi in colpi di scena, è anche un romanzo di denuncia.

Ismete Selmaj
La copertina del libro “I bambini non hanno mai colpe” di Ismete Selmaj

Due letture forti, che lasceranno sicuramente il segno. Nel corso della presentazione, Ismete Selmaj racconterà i suoi lavori al giornalista e documentarista Ndue Lazri, Pirro Quendro (presidente associazione “La Svolta”) e alla fashion blogger Mariagrazia Golfieri.

BONFIRRARO EDITORE

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5 Responses to "Il cuore e il dolore dell’Albania: il ritorno di Ismete Selmaj"

  1. Lamberto Cantoni
    Lamberto Cantoni   11 novembre 2017 at 19:20

    La trama di entrambi i libri è struggente. Non conosco l’autrice. Sarebbe interessante se l’editore consentisse la pubblicazione di alcune pagine da allegare all’articolo critico.

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  2. Antonio bramclet   12 novembre 2017 at 19:22

    Non avendo letto i libri, l’unica cosa sensata che posso dire è che la presentazione mi ha dato il desiderio di leggerli. In particolare il secondo: mi piace l’idea di coinvolgermi nella lettura di un romanzo thriller che trasmette valori sociali.

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  3. Antonia Storace
    Antonia Storace   12 novembre 2017 at 20:13

    Una scrittrice ed una donna di grandissimo spessore, umano, culturale e narrativo. “Verginità rapite” è uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni.

    Antonia

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   12 novembre 2017 at 20:31

      Ho conosciuto Ismete al Salone del Libro di Torino ed ho avuto modo di conoscerla ed apprezzarla come persona. Purtroppo anch’io non ho letto il suo libro ma, dopo anche il consiglio spassionato di Antonia, porrò rimedio al più presto!

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  4. Ismete Selmanaj   12 novembre 2017 at 20:46

    Vi ringrazio tutti di questi commenti lusinghieri. Il suggerimento di Lamberto è molto interessante e riferirò all’editore.

    Rispondi

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