Alla scoperta delle meraviglie di Cracovia

Alla scoperta delle meraviglie di Cracovia

CRACOVIA – Una cosa è certa, questa città vi stupirà. Percorretela in lungo e largo e vi convincerete a ritornare ancora, un weekend non basta, la lista delle cose felici da fare sarà troppo lunga.

Un detto polacco recita così: “A Varsavia si lavora, a Cracovia si vive”, vitalità e partecipazione si propagano infatti nelle vie della città sulla Vistola che tra il XIV e il XV secolo fu uno dei centri nevralgici per artisti, filosofi ed eruditi. In Rynek Glowny, Piazza del Mercato, pulsa il cuore del centro storico della città, patrimonio dell’UNESCO. La piazza, la più grande tra quelle risalenti in Europa al Medioevo, si circonda delle case delle famiglie benestanti realizzate in diversi stili, dei sontuosi palazzi e dei numerosi bar e ristoranti che danno la possibilità ai turisti e alla gente del luogo di sorseggiare un caffè o gustare un buon pranzo circondati dalla bellezza. In Rynek Glowny si possono ammirare la Basilica di Santa Maria, la Torre del Municipio e ci si può perdere nel Sukiennice (Mercato dei Tessuti), una struttura coperta in cui gioielli d’ambra e caratteristiche scatoline di legno realizzate artigianalmente in tante forme e colori ruberanno piacevolmente un po’ del vostro tempo spensierato. Questo luogo affollatissimo, pieno di vita e di colore, mi ha curiosamente riportato col pensiero nel Gran Bazar di Istanbul; quest’ultimo, senza dubbio molto più complesso e vasto, è un unicum, lo so, eppure a volte nella nostra memoria si creano delle strane e paradossali liaison, forse utili a non dimenticarci le cose speciali che abbiamo avuto la fortuna di vivere.

Rynek Glowny, Piazza del Mercato
Rynek Glowny, Piazza del Mercato

Nella piazza la Basilica di Santa Maria, realizzata dalla fine del XIII all’inizio del XV secolo, è stata più volte ristrutturata ed è per questo che al suo interno convivono diverse espressioni architettoniche, oltre al gotico dominante. Punta di diamante della basilica è sicuramente l’altare maggiore in legno di tiglio e rovere ideato dall’artista tedesco Wit Stwosz, ma è l’intero monumento religioso, con le sue vetrate, gli affreschi, il grande crocifisso in pietra e la così accesa esperienza cromatica, a lasciare senza fiato. Tutte le chiese della città sono dei tesori da scoprire e visitandole ci si rende conto di quanto sia forte la fede cattolica in Polonia: da non perdere la Basilica dei Francescani, l’unica in stile liberty della città, la Chiesa di Sant’Andrea, una delle più antiche di Cracovia, e quella dei Santi Pietro e Paolo che accoglie i visitatori con le statue in pietra dei 12 apostoli. In molti edifici ecclesiastici si svolgono inoltre concerti gratuiti di musica classica, di solito sui manifesti posti all’ingresso si trovano tutte le informazioni utili, “wstęp wolny” significa “ingresso gratuito”.

Basilica di Santa Maria
Basilica di Santa Maria

Tra le tantissime sorprese della città vi è il Teatro Slowacki (visitabile con una guida di lingua inglese), costruito nel 1893, sotto l’influenza austro-ungarica, e rimasto ancora oggi intatto. I modelli per la sua realizzazione furono quelli dell’Opera di Parigi e dei teatri viennesi e, adornato prevalentemente da motivi neobarocchi, fu la prima struttura della cittadina ad avere la corrente elettrica. Amato anche dai nazisti, che lo elessero luogo ideale per le cerimonie ufficiali, non venne mai bombardato durante l’occupazione tedesca, ragion per cui custodisce ancora al suo interno il sipario originale raffigurante allegoricamente l’ispirazione artistica della commedia e della tragedia. Durante il tour nel dietro le quinte del teatro i miei occhi hanno potuto anche vedere l’autografo di una delle mie poetesse preferite, Wisława Szymborska. Una piccola sala frequentata dagli artisti e dagli ospiti di riguardo ha infatti un’intera parete ricoperta dalle firme delle personalità di spicco che sono passate dal più bel teatro della città.

Teatro Slowacki
Teatro Slowacki

Percorrendo la bellissima Ulica Grodzka, dove potrete dedicarvi all’acquisto di souvenir, arriverete alla collina del Wawel, punto panoramico da dove poter ammirare il fiume Vistola. Dedicatevi a questo angolo di meraviglie entrando nel Palazzo Reale, nell’imponente Cattedrale del Wawel e perché no, nella Grotta del drago che secondo la leggenda divorò le vergini della città. Un salto nel Kazimierz è consigliato; fino all’Ottocento una città indipendente, divenne poi il quartiere ebraico di Cracovia che ospita diverse sinagoghe visitabili (tra queste la Synagoga Stara è la più antica e oggi è sede del Museo Ebraico) e Plac Nowy, sede nei weekend di un fantastico mercatino delle pulci. Dimenticavo, nei diversi chioschetti della piccola piazza è possibile gustare degli ottimi zapiekanka, una variazione polacca della nostra pizza, e nell’intero quartiere vi sono deliziosi ristoranti alla moda.

collina del Wawel
Collina del Wawel

A colpirmi della città polacca anche il Planty, l’area verde lunga circa 4 Km che circonda l’intero centro storico che mi ha fatto pensare ai giardini del Turia della spagnola Valencia. Passeggiando al suo interno potrete scorgere stagni, aiuole ben curate, fiori profumati, bar dove sorseggiare un drink (il Planty è aperto e frequentatissimo anche di sera) e statue raffiguranti importanti artisti polacchi. Non trascurate i musei, come quello nazionale con il celebre dipinto della “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci che da maggio 2017 non è più conservato al Castello di Wawel.

Planty
Planty

Dopo aver goduto della bella, verde e pulita Cracovia e delle sue gradevoli temperature estive che si aggirano intorno ai 20°, la tappa dei campi di concentramenti di Auschwitz e Auschwitz – Birkenau è d’obbligo. Consiglio vivamente di prenotare il percorso guidato in italiano prima di partire, i biglietti dei bus direzione Oświęcim (in tedesco Auschwitz) possono essere invece acquistati direttamente alla stazione dei bus. Finalmente ho avuto la possibilità di vivere l’esperienza che tantissime volte avevo immaginato leggendo Primo Levi e scrivendo la mia tesi di laurea sulla letteratura concentrazionaria. Michele, la guida italiana del mio gruppo, ci ha traghettato come Caronte nell’ex inferno nazista, rinfrescandoci importanti nozioni storiche, raccontandoci l’organizzazione dei campi di sterminio e le vite degli internati, non dimenticando mai di aggiungere dei dettagli biografici di alcune di quelle vittime che perdendo la dignità diventarono numeri. Di grande impatto emotivo il museo ma ancor più lo sterminato Auschwitz – Birkenau, la cui fine è difficilmente percepibile. Inutile soffermarmi sui dettagli di ciò che ho visto, utile invece suggerire a tutti voi di compiere questo viaggio. Purtroppo non posso fare a meno di riferire che anche in questi cimiteri a cielo aperto sono state avvistate “persone” (poche per fortuna) poco rispettose e incivili, intente a consumare del cibo, a fare selfie e foto ricordo; Michele è sempre intervenuto, e di questo gli sono grata.

Auschwitz – Birkenau
Auschwitz – Birkenau

A Cracovia tornerò per rivivere la città e completare la mia lista di cose da non perdere, come la fabbrica di Schindler e la poco distante Miniera di sale di Wieliczka. Ah, una curiosità? Nella Piazza dei Tessuti, all’aeroporto e in altri luoghi vi sono delle enormi teche di vetro attraverso cui i cittadini contribuiscono con il loro denaro alla salvaguardia del loro patrimonio, i contenitori di vetro trasparente sono lì, senza alcun servizio di sorveglianza e sotto gli occhi di tutti, notte e giorno, curioso, no?

Un angolo di colore vicino ai resti delle antiche mura della città
Un angolo di colore vicino ai resti delle antiche mura della città

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Elisabetta Severino

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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