L’Alta Moda italiana in mostra al MAXXI di Roma

L’Alta Moda italiana in mostra al MAXXI di Roma

Del MAXXI di Roma avevo già parlato a fine agosto, quando la mostra di Gaetano Pesce aveva spezzato, più che positivamente, la routine estiva da spiaggia che, ahimè, non riesco a sopportare molto a lungo. Se decido di dedicargli nuovamente un articolo è perché uno dei miei desideri, ossia quello di dare più spazio alla moda italiana nel panorama culturale, è stato esaudito attraverso l’inaugurazione di una mostra curata e ospitata proprio dal MAXXI, in collaborazione con Bulgari, main partner dell’iniziativa, e Alta Roma: “Bellissima, l’Italia dell’Alta Moda 1945-1968”, dal 2 Dicembre al 3 Maggio 2015.
L’esposizione racchiude, in un percorso al limite tra moda e arte, oltre vent’anni di stilismo haute couture nostrano, dei quali intende sottolineare le atmosfere che hanno consentito all’Italia di poter definire il proprio ruolo di eccellenza nel settore. Vent’anni che hanno rappresentato una stagione prolifera e decisiva, segnata dalla creatività pura dei nostri migliori stilisti. Bellissima. L’Italia dell’alta moda 1945-1968 non vuole dunque essere il tomo accademico di storia dell’alta moda, piuttosto ha l’obiettivo di ricreare, tenendo comunque conto della contemporaneità, quella complessa immagine della moda italiana che in passato ci ha resi famosi nel mondo: è un quadro cangiante, multidirezionale e corale, fatto d’intrecci di storie esemplari che hanno dato valore alla formula iconica del “made in Italy”.
BNM222Valentino11La mostra riassume sinergicamente ogni aspetto di questa rappresentazione così difficile da riprodurre fedelmente, e lo fa attraverso una geografia visiva che va dalle opere d’arte concepite per i grandi balli e i foyer dei teatri, all’eleganza più composta degli abiti da mezza sera, dal razionale bilanciamento grafico del bianco e nero, all’esplosione cromatica caratteristica degli anni Sessanta, dalle creazioni disegnate per le stelle della Hollywood sul Tevere al frutto del lavoro integrato di sarti e artisti. Arte e moda, dunque, insieme in modo così inestricabile che calcarne un confine risulterebbe pressoché inutile: lo testimoniano gli abiti delle Sorelle Fontana, di Mila Schön, di Capucci, Gattinoni, Balestra, Galitzine e Pucci. Le iconiche creazioni di Bulgari, che presenta in mostra una selezione di pezzi unici dalla grande sperimentazione e innovazione artistica, vengono poi abbinate agli abiti con lo scopo di esaltarne le linee, accompagnandoli ad altri accessori storici come, ad esempio, le calzature della maison Ferragamo. Trattandosi di un legame creativo ancora attuale, quello tra arte e moda, l’artista Vanessa Beecroft firma inoltre un’installazione prettamente pensata per l’inaugurazione della mostra, VB74, volta a celebrare tale connubio anche nella contemporaneità e rimarcare il delicato tema dell’identità femminile. A chiudere il cerchio cronologico e contenutistico, alcune tra le più significative opere di Burri e Fontana.
La mostra è infine perfettamente immersa in una ricostruzione fotografica puntuale della Roma fervida e culturalmente prolifica dei ventitré anni compresi tra il ’45 e il ’68: da un periodo così cruciale, il costume italiano non poteva che sfruttare la creatività proattiva diffusa nella società per dare vita a qualcosa di eternamente bello. Bellissimo.

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Silvia Valesani

Silvia dal 1993, Sagittario ascendente Leone. Non che abbia particolare fede nell’astrologia, ma diciamo che, dati alcuni tristi precedenti, Paolo Fox è rimasto uno dei pochi uomini cui conferisco credibilità.
Studio moda, ho sempre voluto farlo. Studio moda a Firenze, anzi. Il che risulta ancora più poetico e umano. Lo so che Milano è la capitale italiana del Fashion, che è snodo principale e crocevia di personaggi influenti, ma ho scelto il compromesso di un’istruzione completa in una città la cui palette cromatica vada oltre la scala di grigi. Per Milano ci sarà tempo.
Silvia Valesani

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