Altaroma ha rispettato le aspettative?

Altaroma ha rispettato le aspettative?

La manifestazione dell’alta moda più chiacchierata di questo inizio 2015 si è conclusa con successo. Le polemiche di incertezza sul destino della kermesse capitolina hanno lasciato il posto agli applausi del pubblico sulla passerella. Litri di inchiostro sono stati spesi per raccontare le strade impervie che ha dovuto attraversare AltaRoma, giunta ormai alla XXVI edizione, mentre numerosi siti di moda davano già per “spacciata” la tanto attesa fashion week romana.

Ma Altaroma, anche se non con qualche ritardo, è partita con charme. Fittissimo il calendario degli eventi a cui partecipare, (tra cui alcuni ad ingresso libero), e altrettanto ricco l’elenco delle case di moda partecipanti: tra i grandi Gattinoni, Balestra, Raffaella Curiel, Antonio Grimaldi, Molaro.

Assolutamente da non sottovalutare l’esordio di numerosi giovani stilisti alla 7ima edizione di RoomService, evento che si è tenuto presso il Grand Hotel Marriot Flora in via Vittorio Veneto.

Un approccio fresco e contemporaneo quello invece scelto dai giovani designer dell’Accademia Costume e Moda di Roma e dall’Accademia delle Belle Arti di Frosinone che hanno sfilato con energia e spregiudicatezza non curanti delle regole dettate dall’Haute Couture.

Una profonda ricerca individuale quella che emerge dalle collezioni di ognuno dei 10 Talent dell’Accademia Costume e Moda di Roma; una contaminazione di genere, in piena sintonia con il mood di questa generazione caratterizzata da curiosità culturale e creativa, che tenta costantemente di sdoganare confini di segmenti e codici imposti per proporre innovazione nel panorama del Sistema Moda e nella società.

Ma l’aspetto che mi ha più emozionato sono state le soundtrack che hanno accompagnato le collections dei 10 stilisti. Un’atmosfera da brivido (ma piacevole!), ricreata dalle immagini sullo schermo posizionato in fondo alla passerella. Il tutto in sintonia con le musiche di protesta scelte da Emanuele Vesci con la regia di FROMSTUDIO. Pezzi rock e underground che si alternano con melodie più soft e calde come “All is full of Love” di Björk.

La sfilata dell’Accademia delle Belle Arti di Frosinone si è articolata invece sui concept di Catalin Nastrut, Zahra Saberi, Liliana Franceschetti, Alina Chepikava e Rosa Maria Gonnella, accomunati dall’idea di guardare oltre. “Estensioni” questo il nome dell’evento per AltaRoma, nella proposta di superare le barriere sartoriali della moda e della forma, e di guardare al di là delle differenze di genere; offrendo una pausa di silenzio per andare oltre il rumore del mondo. Questo il filo conduttore interpretato attraverso performance di ballerini. Così la danza contemporanea ha dato vita alle cinque collezioni, interamente progettate e realizzate dagli studenti. Trentacinque capi, uomo e donna, in cui si evidenzia il forte legame con il mood interiore di ogni designer in uno scambio di ruoli e di immagine in abiti interscambiabili tra uomo e donna.

La kermesse capitolina si è aperta in un palazzo da principesse con la sfilata di Giada  Curti al maestoso Hotel St. Regis. Location d’eccellenza o meglio d’eccezione se paragonata allo spazio dedicato alla manifestazione AltaRoma, in viale Pietro de Coubertin: una tensostruttura che ha racchiuso collezioni preziosissime, celebrities e c entinaia di addetti ai lavori tra giornalisti, blogger, fotografi, ospiti, giuria… ma che pecca dal punto di vista estetico, somigliando ad un enorme sacchetto nero per la spazzatura. Il colmo se si pensa a quante splendide location dispone una città storica ed estesa come Roma!

Sulla stessa linea si collocano gli eventi di Gianni Molaro e Nino Lettieri. Un luxury hotel, questa volta in Via Veneto, la location scelta da Nino Lettieri che per la primavera-estate 2015 presentata all’Hotel Excelsior. Una donna contemporanea, dinamica, audace ma sensuale che ama indossare abiti dalle linee pulite ed essenziali: “Sophisticated”, come il  nome della collezione.

Lettieri si ispira ad una Pompei (nella quale ha sede la Maison) degli anni ‘50 e ’60 con abiti in tre colori principali: bianco, blu e verde smeraldo. Lo stile di questa collezione, come di questa casa di moda, partenopea, è romantico e chic, in tutti i momenti della giornata: per il giorno spiccano abiti cocktail al ginocchio con gonne a pieghe di chiffon, organza e tulle, per la sera abiti lunghi e voluminosi, alternando tessuti traforati a laser come la pelle, o nobili come l’organza, lo chiffon, il tulle, il tutto dosato in una soffice armonia.

Uno scenario che ricorda il monte tanto caro agli Dei quello invece scelto da Gianni Molaro per le seducenti “Dee” che sfilano tutte vestite di bianco avvolte in morbidi drappeggi e veli di chiffon.  L’ottocentesca e lussuosa Villa Miani, situata su monte Mario con una vista unica e spettacolare sulla città eterna, è la cornice perfetta per la nuova collezione “Donne come divinità terrestri”. In passerella 20 abiti di Haute Couture in total white che ripresentano gli elementi della natura.

E quando si abbassano le luci delle passerelle e cala la notte, si cambia ambiente, si cambia location e mood.  Per i party-addicted (i festaioli) e non, lo IED (Istituto Europeo di Design) presenta I WISH, un evento all’insegna della musica, del divertimento e del gioco. Il tema della serata è la frase: ”I wish”, il tormentone di Into The Woods, musical di successo e adesso attesissimo film della WaltDisney in arrivo in Italia. I protagonisti dunque non potevano che essere i personaggi Disney: Cenerentola, Strega, Raperonzolo, Lupo, Cappuccetto Rosso e altri personaggi moderni e molto glamour, reinventati dalla creatività e dall’occhio giovane e contemporaneo degli studenti della scuola di Moda dello IED di Roma, che hanno ballato insieme agli ospiti fino a tarda notte sulle note del dj set affidato a dj Atrim e dj LUDWIG. “Abbiamo voluto dedicare ai nostri ospiti una serata spensierata all’insegna dell’ottimismo. Il titolo ‘I wish’ ben rappresenta le speranze e le energie positive dei nostri giovani allievi e vuole essere un invito a tutto il sistema moda a ritrovare quella leggerezza e quell’energia che hanno fatto grande, assieme ad una altissima professionalità, la moda italiana”  ha dichiarato Antonio Venece, direttore dello IED di Roma.

Altaroma 2015 Anthea

Nonostante le polemiche sulla mancanza di fondi, sullo spazio-spazzatura disposto davanti  all’Auditorium, e nonostante la mancanza del dono dell’ubiquità, che mi avrebbe permesso di presenziare a più eventi contemporaneamente, i veri protagonisti di AltaRoma sono stati gli abiti.

Per quanto mi riguarda ho già una mia classifica personale: al terzo posto si collocano Sabrina Persechino  alla pari con Nino Lettieri, sul secondo gradino del podio Antonio Grimaldi, e come vincitore Rani Zahkem. Essendo italiana dovrei parteggiare per i miei connazionali, ma lo stile e l’eleganza del designer libanese mi hanno conquistata. Quest’anno Zakhem si ispira all’Africa e in particolare al Kenia dove vive per 10 anni durante la sua infanzia. La collezione primavera estate 2015 “Mal d’Africa” è un vero viaggio nel cuore del continente nero. I fiori delle Bouganville ed i rami esili che crescono vicino le sgargianti cascate di fiori sono stati rappresentati da abiti decorati da pizzo chantilly con una palette di colori che vanno dai rossi al lampone, dal corallo al viola e ai fucsia. Ovviamente non potevano mancare le stampe animalier che riecheggiano sullo chiffon di seta di abiti lunghi che si muovono leggeri come mossi dal caldo vento del l’Africa. A questo raffinato motivo, il compito di rappresentare l’ambiente della savana e del safari e al contempo una femminilità felina. Gli abiti dai tagli fluidi realizzati in seta drappeggiata terminavano con grandi collari ricamati in paillettes di bronzo, che rievocano i gioielli Masai. Una collezione luminosa, colorata e contemporanea, ma nostalgica, di un designer  cosmopolita che ha reso omaggio al continente africano ed alla ricchezza di quella terra.

Una collezione che non mi ha colpito né negativamente né in maniera positiva, è stata quella di Antonella Rossi. La nuova collezione P/E Antonella Rossi Haute Couture, disegnata dalla 24enne Giulia Mori, è interamente ispirata all’esaltazione della donna nel capolavoro di Dante Alighieri “La Divina Commedia”. La Maison in questa collezione ha voluto dare un volto ed un corpo alla tanto desiderata Beatrice, vestendola di abiti che raccontano l’amore di Dante verso la propria amata. Tuttavia questo amore che la stilista voleva comunicare non mi è arrivato, e non mi sono emozionata se non per la presenza in passerella del modello Damiano Cioci, vincitore della finale del concorso nazionale 2014 de “Il Più Bello d’Italia”, che chiude il défilé in abito da sposo, accompagnando l’abito di punta della collezione.

Ma alla kermesse di AltaRoma non potevano mancare le celebrities che hanno riempito le front row delle passerelle dei tanti designer.

Si parte con l’attore di “Vacanze di Natale” e “Carabinieri”, Andrea Roncato, l’elegante Elisabetta Pellini  interprete in “Le Tre Rose di Eva” entrambi presenti alla sfilata Curti Couture che ha aperto AltaRoma. Qui La Curti si è ispirata a Sofia Loren scegliendo, per interpretarla, l’affascinante Raffaella Modugno come prima modella. Proseguiamo poi con le altre sfilate con Ornella Muti seduta accanto alla presidente di AltaRoma, Silvia Venturini Fendi, la siciliana Maria Grazia Cucinotta accompagnata dall’amica Chiara Giordano, ex moglie di Raul Bova. E poi il tenebroso e seducente Giuseppe Zeno, che interpretava il giudice Santi in “L’onore e il Rispetto” e attore de “Il Clan dei Cammoristi”. Carrellata di Vip del mondo della musica e dello spettacolo a Villa Miani, con la cantante Amy StuartBeppe Convertini insieme a Valeria Marini con abito in paillette dorate, venuti ad ammirare le spose Haute Couture di Gianni Molaro.

Glamour e celebrities per coronare un fashion weekend nel quartiere “art”, il Flaminio, della nostra capitale.

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Redazione

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