Angelia Ami will be on the next?

Angelia Ami will be on the next?

ITALIA – Raccontare storie provenienti da differenti luoghi e culture. Dare voce alla bellezza ed evocare un nuovo concetto di moda.  Con questo fil rouge che la giovane designer Angelia Ami si presenta, come finalista, a Who’s on the next?. Progetto di Alta Roma sui giovani talenti del Made in Italy, che sfileranno negli studi di Cinecittà dal 28 giugno al 1 luglio.

Who’s on the next? è il progetto scouting organizzato da Alta Roma in collaborazione con Vougue Italia; con l’obiettivo di ricercare e promuovere giovani talenti creativi del panorama nazionale ed internazionale. Il 30 giugno vedremo sfilare nelle passerelle di Cinecittà i finalisti dell’edizione estiva 2018.

Angelia Ami, Cancellato, Leo studio Design, MRZ, MTF MARIA TURRI, DELIRIOUS EYEWEARMAISSA, MANFREDI MANARA,WOOBAG. Alcuni di questi riceveranno il premio Franca Sozzani. Un riconoscimento in denaro che li aiuterà nella loro crescita professionale.

Prima che Alta Roma entri nel vivo; noi di My Where vi vogliamo segnalare una giovane designer, nonchè finalista a Who’s on the next?, molto promettente: Angelia Ami.

Giovane design milanese ma con idee ben chiare. Portare nella moda il suo universo. Angelia non è nuova nel panorama delle manifestazioni di moda. Abbiamo ammirato le sue creazioni a Showcase di Alta Roma e al Fashion Hub Market durante la Milan fashion week dello scorso febbraio.

Vi ho incuriosito? Bene lascio la parola ad Angelia. Scommettimo che “She’ll be on the next?”

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Raccontaci di te e della tua passione per la moda. Come hai iniziato? 

Da bambina, durante le scuole elementari, avevo trovato un figurino di una donna nuda, e ho iniziato a disegnarle addosso abiti improbabili. Poi ho fatto il liceo classico, non tanto per volere mio ma mi ci hanno infilato a forza, non è stata una bellissima esperienza ma durante le ore di latino e greco disegnavo donnine molto magre sul banco, con addosso vestiti un po’ a caso.

Mi viene da dire che sia stato questo il modo in cui ho iniziato, un po inconsapevole, ma in realtà con le idee molto chiare: volevo fare moda, non so come, non so perché, però volevo fare moda. Credo di aver sempre avuto il gusto del “bello” e del “sofisticato”, mi è sempre piaciuto comprare cose belle e apprezzarne il valore, ma poi in realtà ho sempre preferito vestirmi comoda, essere a mio agio con me stessa nella comodità di un paio di leggings e una camicia oversize.

I primi passi, i primi dubbi? Cosa vuol dire essere un giovane stilista al giorno d’oggi?

I primi passi sono iniziati dopo aver terminato la triennale di Fashion Design all’Istituto Marangoni. Ho preso qualche mese per me, per capire cosa volessi fare, e poi è un po’ nato tutto da se.. Mi hanno chiesto di partecipare ad una sfilata durante la MFW con altri emergenti, ho messo in piedi una collezione un po’ artigianale, e da lì sono partita.. Quella collezione non la conto neanche, è come se fosse stata la collezione 0, ma è stato un inizio.

Da lì avevo due possibilità: fare delle belle foto, aggiungerle al mio portfolio e cercare lavoro in un ufficio stile, oppure continuare per la mia strada e creare il mio brand.

Questi i primi passi, i primi dubbi? Non farcela, non essere all’altezza, rimanere nella mediocrità. Questa è una grande paura, assieme a quella di impiegare tante energie e risorse economiche nella creazione di un progetto che potrebbe non andare da nessuna parte.

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Show Case, Fashion Hub Market  ecco le iniziative in cui hai partecipato. Aspetti positivi e negativi?

In realtà quasi tutti aspetti positivi: entrambe queste iniziative sono state molto positive per me, sono vetrine per noi designer, e, molto importante, non hanno un costo economico elevato, in quanto sia ALTAROMA che CNMI hanno coperto praticamente tutte le spese. Cosa manca? La parte commerciale. Queste sono iniziative principalmente dedicate alla stampa, al mondo press, mentre noi giovani abbiamo sicuramente bisogno di grandi spinte commerciali, dobbiamo autosostenerci!

Il tuo stile. I capispalla, Abbini colori diversi Per te la donna è..? 

Per me la donna è indipendente, sofisticata, elegante, forte. Forse è troppo comune dire forte, ma la mia donna è forte veramente: è una dura lavoratrice, si riconosce e ritrova principalmente nel suo lavoro, e nel tempo libero viaggia. Questa in realtà sono io, che non so se sono forte, ma lavoro tanto e quando non lavoro viaggio. La donna Angelia Ami è tanto lavoratrice quanto sognatrice, tanto dura quanto morbida: per questo all’interno delle mie collezioni ci sono storie in evoluzione, che vedono sia un capo “duro, serio” che un capo più morbido. Questa è la mia donna, alla quale cerco di dare degli abiti che possano essere il pezzo forte del suo outfit, che possano evolversi ed adattarsi a lei dalla giornata di lavoro, alla cena di piacere fino ad una serata.

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Dove ti vedi fra 10 anni? 

Credo nel mio progetto. Spero tra 10 anni di lavorarci ancora, vedendolo crescere e svilupparsi, è davvero importante per me. Questo non esclude la possibilità di lavorare contemporaneamente nell’ufficio stile di un altro brand, magari più grande e affermato. Mi piacerebbe molto e sarebbe sicuramente interessante, per esempio, disegnare capispalla per MaxMara!

Angelia Ami

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Annamaria Gargani

Annamaria Gargani

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questa frase dello scienziato Albert Einstein racchiude tutta la mia personalità. La curiosità nei confronti della vita mi ha spinto a scegliere il giornalismo e la comunicazione come modo di raccontare ciò che i miei occhi vedono e le mia mente assimila come spugna. Napoletana di nascita, vivo la vita giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli sia da me stessa e sia dalle persone che incontro sul mio cammino. D’altronde la vita è un cammino siamo tutti un po’pellegrini.
Annamaria Gargani

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