Asparagi selvatici che passione!

Asparagi selvatici che passione!

SICILIA – Siamo in primavera e tra gli ortaggi che fanno da padrone ci sono sicuramente loro: gli asparagi. Buonissimi, amatissimi, versatili in cucina, dalla tradizione millenaria e con numerose proprietà benefiche. Ma, ricordate, rigorosamente asparagi selvatici!

Amate le cose semplici e il vostro palato non disdegna affatto il retrogusto amarognolo di certi raffinati  ortaggi? Siete un po’ romantici e ricercate il gusto rétro anche in cucina, nel senso che non vi lasciate trascinare dalle mode che vi vogliono “fast” in tutto anche nella preparazione di cibi e pietanze? Avete in antipatia i cibi in scatola, precotti, preparati, surgelati, congelati e chi più ne ha più ne metta? Siete sempre attenti e critici su ciò che portate a tavola e poi nel vostro magnifico organismo? E avete nostalgia di certe cose buone e sane che evocano i bei tempi andati di antichi sapori? Beh, allora sulla vostra tavola non possono mancare gli asparagi, ortaggi antichi dal fusto lungo e verde che germogliano spontaneamente alla luce del sole, i cui turioni, la parte epigea e commestibile della pianta venivano già utilizzati duemila anni fa prima dai Paesi Africani che si affacciavano sul Mediterraneo e poi dagli Antichi Romani che in appositi manuali descrivevano non solo i metodi di coltivazione ma anche la preparazione.

Amarono tanto questa pianta, ancora presente ai nostri giorni, che pare abbiano costruito una nave apposita per andare a raccoglierla e a cui diedero il nome di Asparagus.

STORIA E TRADIZIONE DI UN ALIMENTO CHE METTE D’ACCORDO TUTTI

asparagi

 

A partire dal XV secolo, l’asparago fu coltivato anche in Europa, dapprima in Francia e poi in Inghilterra e in seguito anche nel Nuovo Continente. Diuretico, l’asparago è consigliato contro i calcoli renali, i reumatismi e l’idropsia. Ricco di rutina, acido folico, magnesio e fosforo, trova largo e variegato uso in cucina. In Sicilia, l’asparago selvatico si trova in tantissime zone e il periodo migliore per la raccolta e senz’altro la primavera.

Una passeggiata bucolica nelle zone di campagna e in territori non coltivati salva non solo dallo stress cittadino e da certe giornate campali ma ricompensa piacevolmente e fruttuosamente la nostra voglia di procurarci del cibo da preparare senza avere speso praticamente nulla.

asparagi

E al piacere di sentirsi parte integrante della natura e dell’ecosistema si somma l’orgoglio di aver portato a casa come vecchi raccoglitori, mazzi di asparagi da preparare nei modi più svariati, basta avere fantasia e voglia di mettersi alla prova o disporre di qualche buona ricetta per trasformare questi ortaggi dall’aspetto smilzo e povero sono in apparenza, in ciò che il nostro palato vorrebbe gustare: una frittata, delle polpette, un contorno o preparati al cartoccio etc., etc.

E’ l’alimento che mette d’accordo vegani, vegetariani e persone che amano mangiare semplice senza però dover mai rinunciare alle cose buone.

I PRIMI PIATTI CON GLI ASPARAGI

asparagi

 

Amate i primi? Pensate che ogni tanto ci si possa concedere il lusso di un buon piatto di spaghetti o linguine, fate voi, conditi con un qualcosa di genuino e raffinato allo stesso tempo?

Vi lascio una ricetta semplice che richiede pochi minuti e il risultato è garantito anche se non siete cuochi stellati.

Un mazzo di asparagi selvatici, uno spicchio d’aglio, un filo d’olio EVO, pasta a scelta, un pizzico di pepe nero (ma è facoltativo), sale, formaggio a piacere.

Fate sbollentare i turioni in acqua calda e leggermente salata. Quando saranno sufficientemente morbidi, spezzettateli e passateli in padella con l’olio e lo spicchio d’aglio. Fate soffriggere avendo cura di non farli bruciare. Sistemate di sale e pepate.

Nel frattempo avrete preparato la vostra pasta, scolatela tenendo da parte mezzo mestolo di brodo di cottura e fate saltare in padella. Aggiungete un po’ di brodo, lasciate asciugare ma non troppo. Spegnete il fuoco e prima di portare a tavola, cospargete di formaggio e…buon appetito. Il primo è servito!

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Cinzia Nazzareno

Correva un anno pieno di rivoluzioni e “primavere” e un fagottino di cinque chili, il 9 novembre decise di venire al mondo, in un piccolo paese dell’entroterra siciliano: Niscemi che è diventato “Olmo” nei miei romanzi. Atleta di corsa ad ostacoli mi permetto ancora di saltare alcune tappe della mia vita per non annoiarvi troppo. Sposata e madre di due figli, mi divido tra la scuola, dove insegno da vent’anni e la famiglia. Timida, ma non troppo, cerco rifugio nella lettura e da qualche anno nella scrittura, luoghi in cui ritrovo piacevolmente me stessa. Sognatrice per indole, curiosa per necessità. Amo viaggiare, ma credo mi servirà almeno un’altra vita per soddisfare tutti i miei bisogni geografici, creo tutte le occasioni per partire. Allergica all’ipocrisia e all’opportunismo, mi pongo a debita distanza da tutti coloro che praticano tali “simpatici sport”. Cerco gente vera e di sostanza, ma forse in un’altra vita potrò realizzare questo bisogno. Credo nel Karma. So che esiste, ne ho le prove! Insegnante di sostegno e discipline giuridiche ed economiche di professione, scrittrice per vocazione. Il sole in fondo al cuore (2015) e Lo Scarabocchio (2017) sono le mie due fatiche letterarie edite da Bonfirraro Editore. Un nuovo impegno letterario fa già capolino e contenta mi sento già.
Cinzia Nazzareno

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