Ayrton Senna: una mostra ed il mito del campione

Ayrton Senna: una mostra all’Autodromo di Monza fa rivivere il mito del campione.

Se volete rivivere il ricordo di uno dei campioni più ammirati e amati della storia dello sport, vi consigliamo la toccante  mostra “Ayrton Senna. L’ultima notte”, allestita negli spazi museali dell’Autodromo Nazionale di Monza, dal 17 febbraio al 24 luglio 2016. L’Italia e Monza, uno dei luoghi storici della Formula 1, dovevano questo tributo speciale al pilota leggendario che il 1 maggio del 1994, a Imola, perse la vita correndo il Gran Premio di San Marino.ayrton-senna-mostra-autodro

L’idea della mostra nasce dal libro scritto dal giornalista Giorgio Terruzzi, intitolato “Suite. L’Ultima notte di Ayrton Senna”, un romanzo avvincente da cui emergono gli ultimi momenti e le riflessioni del grande pilota nel suo approssimarsi al momento finale.

Presenti materiali davvero unici. Attraverso una selezione di circa 100 fotografie di Ercole Colombo, il fotografo della Formula 1 per eccellenza, la mostra si sofferma sugli aspetti più intimi del campione brasiliano.

Dagli inizi con il kart, all’esordio in Formula 1, dalle vittorie innumerevoli alle sconfitte storiche, dalla rivalità con Prost al rapporto col suo team, fino ad arrivare alle sue ultime ore, prima del drammatico incidente. Vedendo e ammirando questa mostra, capirete ancora di più quanto la scomparsa di Senna abbia lasciato un vuoto incolmabile.

Senna è’ stato probabilmente il miglior pilota di tutti i tempi. A 22 anni dalla sua morte, il ricordo di Ayrton resta indelebilmente stampato nella memoria di tutti gli appassionati di Formula 1 e non solo. Per Niki Lauda era “il miglior pilota che abbia mai vissuto”, mentre Ron Denis, suo team manager ai tempi della McLaren, lo definì “Simply the best”.

Un pilota completo, imbattibile nel giro veloce, maestro nella gestione della gara e insuperabile sul bagnato. Talento e determinazione, Senna portava la macchina al suo limite, sempre e comunque, cercando di farle fare anche quello che non era in grado di fare.

JEREZ 30-09-1990- AYRTON SENNA DUBBIOSO SI CONFREONTA CON IL DR.SID WATKINS SULLA SICUREZZA IN F1 © FOTO ERCOLE COLOMBO

Raggiunse l’apice del successo agli inizi degli anni ‘90, per merito della sua semplicità, per il suo coraggio e per la sua incredibile forza di volontà. La sua missione è sempre stata vincere, in qualsiasi modo.

Queste sue qualità gli valsero 3 titoli di campione del mondo, 41 Gp vinti, 80 podi e 65 pole position, distribuiti fra le monoposto McLaren, Lotus, Toleman e Williams.

Nel 1994, dopo 3 titoli iridati con la McLaren, Senna diventa pilota della Williams. Il 1 maggio corre il Gran Premio di San Marino. Un giovane Michael Schumacher guida la classifica del Mondiale, mentre Senna non riesce a trovare grande affinità con la nuova monoposto. Deve adattarsi a una nuova macchina, che definisce stretta nell’abitacolo e instabile. Ci si avvia quindi a una gara, quella di San Marino, con tanta carne al fuoco. Il weekend del 1 maggio è un susseguirsi di avvenimenti drammatici. Durante le qualifiche di sabato 30 aprile, muore il giovane pilota austriaco Roland Ratzenberger, finendo fuori pista nella famosa curva Villeneuve. La gara comincia subito con un tamponamento alla prima curva tra una Lotus e una Benetton, e il ferimento di alcuni spettatori colpiti dai detriti. Al settimo giro, l’epilogo più triste, la tragedia. La Williams di Senna esce di pista ad altissima velocità proprio alla pericolosissima curva del Tamburello, a causa del cedimento del piantone dello sterzo. Ayrton muore a causa di una sbarra che, staccatasi dalla sospensione anteriore destra, dopo l’impatto col muro (sì un muro in prossimità di una curva da prendere a 300 all’ora!), perfora il casco del pilota, colpendolo mortalmente alla testa.

Tremendo, doloroso e ancora oggi inconcepibile. Ma il mito di un pilota come Senna resterà per sempre. Provate a chiedere a un brasiliano chi sia il suo idolo sportivo. Con ogni probabilità non vi dirà Pelé, Ronaldo o Romario, ma vi risponderà Ayrton Senna, colui che più di tutti è l’espressione massima dell’orgoglio nazionale e della cultura tutta brasiliana della vittoria.

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

2 Responses to "Ayrton Senna: una mostra ed il mito del campione"

  1. Daniele De Sanctis   23 febbraio 2016 at 19:38

    una bellissima mostra che consiglio a tutti quanti. Rivivere Senna mi ha fatto pensare anche molto a Schumacher

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  2. Marco Vives   24 febbraio 2016 at 18:54

    Sono drogato. Drogato di vittoria. In questo momento sono totalmente dipendente dal successo: corro, vinco e dunque vivo.
    Ayrton Senna

    Rispondi

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