La mia esperienza al Barcelona Design Week

La mia esperienza al Barcelona Design Week

BARCELLONA – L’evento in programma fino al 20 giugno, ha confermato tutto il potenziale creativo del design catalano, con un ricco programma di mostre, installazioni, presentazioni, inaugurazioni, conferenze, workshop, percorsi, circuiti e festival.

Negli ultimi mesi mi è capitato spesso di interloquire con esperti di design e di arredamento. Ebbene, ogni volta è la stessa storia! “Vai a visitare il Barcelona Design Week, non puoi perderlo!” e ancora: “Fabiola, in questo momento il design catalano è il più vivo e innovativo d’Europa!” Insomma, di pulci nelle orecchie me ne sono state messe eccome, e se aggiungi alla pressione di amici e colleghi la mia datata passione per il design il gioco è fatto.

Basta – mi sono detta – lo voglio proprio vedere questo salone del Design catalano! Facciamo questa pazzia, mi prenoto un bel weekend a Barcellona, così nessuno mi tampinerà più!”

Detto, fatto. Nonostante il caldo, nonostante i mille impegni, decido di ritagliarmi uno spazio per visitare il Barcelona Design Week un appuntamento giunto alla 14′ edizione, che si prepone un duplice obiettivo: avvicinare il grande pubblico al design e aumentare la visibilità internazionale del settore del design catalano, un settore più vivo che mai, visto che conta quasi 1800 aziende e un fatturato annuo di 500 milioni di euro.

barcelona design week

Avendo poco tempo – due giorni – per visitare un’intera città che si anima di eventi, happening, mostre, installazioni e feste, ho dovuto ricorrere ad una pianificazione certosina del mio itinerario, perché come al solito, il tempo non è mio amico. Anzi!

E attenzione! Una visita ad un Salone del design non si pianifica come si fa con un viaggio, no! Non si va alla ricerca di luoghi, bensì di obiettivi. Quali sono i miei? Semplice, intercettare trend e ispirazioni e raccogliere idee e spunti.

TRANSIZIONI

barcelona design week

Appena arrivata, mi rendo conto subito della portata di questo progetto. 100 appuntamenti in programma e una città totalmente influenzata dall’evento. Il tema centrale dell’edizione 2019 è “Transizioni”. L’economia mondiale sta affrontando il passaggio da economia lineare e circolare, e il design occupa un ruolo da protagonista nella ricerca di processi innovativi. Transizioni è uno slogan perfettamente calzante con Barcelona Design Week, non solo perché l’evento gioca fortemente sul contrasto tra innovazione e tradizione, ma soprattutto perché, attraverso le varie opere, si appella fortemente ad un’evoluzione verso una società capace di portare equilibrio nel pianeta ponendo però sempre l’uomo al centro di tutto. Questo appello, così forte e così presente all’interno degli spazi della manifestazione, passa obbligatoriamente per lo sviluppo sostenibile, argomento cardine che vede il design giocare un ruolo sempre più strategico e predominante.

IL MUSEO DI DISSENY, IL PALCOSCENICO PRINCIPE DELLA MANIFESTAZIONE

barcelona design week

In questo discorso appena concluso, non posso non nominare il Museo del Design di Barcellona, principale palcoscenico di discussione dei mille volti delle “Transizioni” e delle opportunità di rinnovamento che il design catalano e i suoi protagonisti stanno già mettendo in atto nel territorio, diventando così un punto di riferimento mondiale per la una sostenibilità a 360°.

Qui ho visto intrecciarsi storie locali e contributi internazionali, che si radicano poi in ogni angolo della città grazie al progetto #DesignDistrict – con più di 70 eventi all’interno di showroom, spazi aziendali e scuole – e al nuovissimo format Design in Diagonal, iniziativa che converte infine la più celebre avenida cittadina in una sequenza senza interruzione di episodi di design.

BARCELLONA CAPITALE DEL DESIGN?

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Non so rispondere a questa domanda, ma ciò che posso dire (soprattutto dopo aver preso parte alla manifestazione) è che il connubio tra la capitale della Catalogna il settore in questione resta fortissimo. E non è un caso che agli inizi degli anni 2000 fu creato qui il già citato Museo del Design, uno spazio che permettesse al pubblico di comprendere le sfumature del design in senso più ampio. Insomma, qui il design è una cosa seria, che interessa a un pubblico davvero vasto. E quando il pubblico è vasto, anche i gusti sono tanti e disparati. Al Barcelona Design Week ho potuto constatare un mix perfetto tra tradizione e innovazione. Ho ammirato un’infinità di oggetti di alto valore artistico e storico relativi al mondo tessile, dai tessuti agli abiti. Sono riuscita a intuire perfettamente l’aspetto originale dei complessi architetturali della Catalogna degli anni ’30 per poi spulciare tra tutte le innovazioni degli anni successivi.

Visitare il Barcelona Design Week è stato come passare una bella giornata in un parco giochi, un parco giochi che ti lascia qualcosa, dal dialogo alle riflessioni sociali, fino ad arrivare alla memoria dei nostri valori umani.

Photo copyright MyWhere

Barcelona Design Week

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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