Berenice Abbott, la fotografa della modernità a Palazzo delle Paure

Berenice Abbott, la fotografa della modernità a Palazzo delle Paure

LECCO – Fino all’8 settembre, Palazzo delle Paure ospita la mostra dedicata alla celeberrima fotografa americana. La rassegna, curata da Anne Morin e Piero Ponzi, ripercorre in 80 magnifici scatti, le tappe salienti dell’intera produzione della Abbott, dagli esordi come assistente di Man Ray, fino ad arrivare alla serie dedicata alla trasformazione della città di New York nel 29′.

Per gli amanti delle gite fuori porta, vogliamo segnalare la mostra in pieno corso a Lecco, al Palazzo delle Paure sull’artista statunitense Berenice Abbott, che visse a cavallo del secolo scorso e famosa come documentarista.

Mostra molto ricca che presenta scatti in bianco e nero che ricalcano per la maggior parte la sua carriera come fotografa, inizialmente in ritratti fotografici, poi in documenti di una New York in perenne cambiamento.

berenice abbott
Berenice Abbott ritratta da Hank O’Neal a New York, 18 novembre 1979

Berenice visse ed operò in un periodo di grande fermento creativo quando la stessa fotografia diventava sempre più parte integrante di quella che veniva chiamata arte.

Gli studi accademici della Abbott, ebbero luogo a Parigi ed in seguito a Berlino dove studiò scultura e teatro. Fu nel 1923, che conobbe la fotografia grazie a Man Ray che le offrì il posto di assistente nel suo studio di ritratti fotografici in Montparnasse a Parigi. Ray le lasciò in seguito usare il suo studio per sviluppare le sue proprie foto.

Dopo il 1925, Man Ray la introdusse alle foto di Eugène Atget. Fu lì che la Abbott lo  persuase a farsi ritrarre da lei. Atget morì poco dopo e Berenice divenne proprietaria di tutte le foto ed i negativi del grande fotografo francese.

Nel 1929, l’artista tornò a New York, intenzionata a trovare un editore per le foto di Atget. E’ da lì che iniziò la sua storia come documentarista.

IL CONNUBBIO ABBOTT– NEW YORK

Berenice Abbott, Flatiron Building, Madison Square, New York, 1938
Berenice Abbott, Flatiron Building, Madison Square, New York, 1938

New York, suo soggetto preferito per le innumerevoli storie che la città raccontava, in ogni scatto dell’artista.

Il tema “Changing New York”, espose al Museo della City, la maggior parte dei suoi scatti in una New York che continuava ad evolversi.

Verso gli ultimi anni della sua carriera, dopo un soggiorno piuttosto lungo a Parigi, Berenice Abbott approdò alla fotografia scientifica, come a voler dimostrare un nesso fra arte e scienza.

Le foto degli ultimi anni, studiate nei minimi dettagli, mostrano ritratti a carattere prettamente scientifico.

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In questo caso, Palazzo delle Paure, fa da cornice perfetta a questa mostra  dove con un occhio verso l’arte e l’altro a quel ramo del lago di Como tanto caro al nostro Manzoni, si passa una piacevole domenica mattina.

Berenice Abbott

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Carmen Bartolone

Ciao, mi chiamo Carmen Bartolone, abito in Lombardia e scrivere mi ha sempre appassionato. Nello specifico la scrittura legata al giornalismo. In passato collaboravo con un giornale locale, IL DIARIO, che raccoglieva notizie sull’hinterland milanese e nello specifico in Cusano Milanino. L’hanno scorso ho ultimato con buoni voti un corso online laciato dalla London School for Journalism con specializzazione in Arts and Music events. Sono una persona curiosa e penso sia uno dei miei punti forti per portare avanti questo tipo di attività.
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4 Responses to "Berenice Abbott, la fotografa della modernità a Palazzo delle Paure"

  1. Cinzia Fabiani   25 giugno 2019 at 09:36

    Bello il ritratto di questa grande donna. Artista visionaria come poche, da Pegghy Gugghenaim in poi, e non solo.

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  2. Cristina Volpi   25 giugno 2019 at 09:40

    Pensare che una donna, quasi cent’anni fa, abbia fatto la fotografa e per di più sia stata assistente di Man Ray nel suo studio fotografico in Montparnasse mi fa morir d’invidia (oltre che di ammirazione!)

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  3. Lamberto Cantoni
    Lamberto   26 giugno 2019 at 08:09

    Berenice era magistrale in tutti i generi fotografici. Io la preferisco quando esce dallo studio, e dalla strada riprende una New York molto diversa da quella che siamo abituati a vedere oggi.

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  4. Carmen Bartolone
    carmen   26 giugno 2019 at 14:18

    Cio’ che mi ha colpito visitando la mostra è sicuramente il carattere di questa donna e l’idea di tornare a New York dopo Parigi, in un periodo non proprio florido per gli Stati Uniti….è da lì che sono nati i suoi scatti migliori.

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