Il Bijoux italiano sbarca a Belgrado

Coco Chanel diceva: “I bijoux non sono fatti per dare alle donne un’aura di ricchezza, ma per renderle belle”. Allora guardate un po’ più a est e preparate la valigia se non volete perdere una selezione di altissima bigiotteria italiana. Proprio così, perché sarà allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura a Belgrado la mostra dal titolo “Indossare la Bellezza. La grande bigiotteria italiana”. Curata da Bianca Cappello, docente di storia e critica del gioiello, la mostra sarà inaugurata il 10 dicembre. Oltre 100 bijoux, la maggior parte dei quali inediti, raccontano la storia della bigiotteria italiana dall’Ottocento al nuovo Millennio. Una evoluzione di stili e di significati attraverso métissage di forme e materiali che descrieve il panorama dell’ornamento e che i visitatori potranno cogliere fino al prossimo 2 febbraio. Si potranno ammirare, tra gli altri, la sautoir con perle millefiori di Ercole Moretti, i girocolli firmati Moschino e Ugo Correani, i Bijoux Bozart, quelli di Luciana de Reutern per Ken Scott e le grandi spille di Donatella Pellini erede alla terza generazione di una gloriosa stirpe di bigiottieri milanesi. E ancora in mostra le creazioni di Giuliano Fratti, uno dei più importanti bigiottieri italiani. Bijoux fantasia splendidi che tutte noi vorremmo possedere, cambiare a seconda delle occasioni ed estrarre ogni giorno dal nostro coffret-à-bijoux.

“Mentre il gioiello parla a determinate elitè sociali ed è simbolo di status e di potere, la bigiotteria, sia quella di imitazione che fantasia, esprime il gusto di una collettività mappando orizzontalmente le varie espressioni della cultura di una società – afferma la curatrice Bianca Cappello – parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, costituitosi in tempi abbastanza recenti in unità nazionale, si è costantemente adoperato per evolvere la moltitudine di caratteristiche estetiche e formali delle tradizioni locali che lo compongono per creare un codice condiviso e identificativo sotto l’egida della Bellezza. Promuovere la cultura della bigiotteria italiana significa promuovere un settore che ha sempre espresso grandi potenzialità ed oggi più che mai può dare risultati interessanti, come specchio della nostra cultura se guardiamo il passato, e come stimolo per la produzione e l’economia, se guardiamo il futuro”.

Le foto di Francesco di Bona sono usate per gentile concessione di Bianca Cappello.

IL BIJOUX ITALIANO SBARCA A BELGRADO

[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_1.jpg]1351Sautoir, perle millefiori e conterie di vetro, anni 20-30, Ercole Moretti, Murano– foto Francesco di Bona
Sautoir, perle millefiori e conterie di vetro, anni 20-30, Ercole Moretti, Murano– foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_2.jpg]1221Spille, galalite e metallo dorato, anni 40, Costante Ermolli – foto Francesco di Bona
Spille, galalite e metallo dorato, anni 40, Costante Ermolli – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_3.jpg]1221Collaretta, perle di vetro imitazione perle naturali e turchesi, anni 50, Emma Caimi Pellini – foto Francesco di Bona
Collaretta, perle di vetro imitazione perle naturali e turchesi, anni 50, Emma Caimi Pellini – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_4.jpg]1181Collier, metallo dorato, perle di imitazione, cristalli smeraldo e rubino, anni 50-60, Ottavio Re – foto Francesco di Bona
Collier, metallo dorato, perle di imitazione, cristalli smeraldo e rubino, anni 50-60, Ottavio Re – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_5.jpg]1241Collana Serpente, acetato, vernice oro, strass Swarovski, 1968, Bijoux Bozart per Tita Rossi Alta Moda – foto Archivio Bijoux Bozart
Collana Serpente, acetato, vernice oro, strass Swarovski, 1968, Bijoux Bozart per Tita Rossi Alta Moda – foto Archivio Bijoux Bozart
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_6.jpg]921Collana, metallo dorato satinato e strass, seconda metà anni 60, Luciana de Reutern per Ken Scott – foto Francesco di Bona
Collana, metallo dorato satinato e strass, seconda metà anni 60, Luciana de Reutern per Ken Scott – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_7.jpg]902Collier, metallo dorato e cristalli smeraldo e diamante, anni 70-80, Sharra Pagano – foto Francesco di Bona
Collier, metallo dorato e cristalli smeraldo e diamante, anni 70-80, Sharra Pagano – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_8.jpg]831Girocollo, metallo bianco e strass, anni 80, Moschino – foto Francesco di Bona
Girocollo, metallo bianco e strass, anni 80, Moschino – foto Francesco di Bona
[img src=http://www.mywhere.it/wp-content/flagallery/il-bijoux-italiano-sbarca-a-belgrado/thumbs/thumbs_9.jpg]801Girocollo, materiale plastico, anni 80, Ugo Correani – foto Francesco di Bona
Girocollo, materiale plastico, anni 80, Ugo Correani – foto Francesco di Bona

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