Borghese Palace Art Hotel per immergersi in atmosfere retrò chic

Borghese Palace Art Hotel per immergersi in atmosfere retrò chic

FIRENZE – Vale sicuramente la pena spostarsi un po’ dalle vie principali per scoprire un posto come il Borghese Palace

A volte capita, quando si viaggia, di cercare la sistemazione più comoda per la stazione o sulle vie principali e più facilmente raggiungibili, ma così si perdono i luoghi più preziosi, quelli nascosti, quelli più riservati che fanno la differenza in un soggiorno più o meno breve. E’ il caso del Borghese Palace Art Hotel (per prenotazioni e informazioni clicca qui), un albergo intimo, raffinato, ricavato in un’ala del Palazzo Borghese da cui prende il nome, residenza di una delle famiglie nobili fiorentine che tutt’ora abitano negli appartamenti adiacenti. L’ingresso con la porta girevole di gusto romantico, conduce nella grande sala open space divisa solo da tre gradini tra reception e zona living,

Ingresso hall

dove si viene subito letteralmente catturati dalla magica atmosfera creata dai divani in stile cinquecentesco ma di fattura moderna, in memoria di un tempo passato che non vuole essere dimenticato, accostati a grandi divani in pelle scura e lampadari che ricordano i grandi e pesanti luminari di cristalli che ornavano i grandi saloni nobiliari, pur essendo rivisitati in chiave moderna, con colori vivaci e strutture in metallo. L’ambiente elegante e ricercato è arricchito dalla presenza di un bellissimo pianoforte a coda nero che troneggia nel mezzo del grande salone e anticipa l’angolo bar, anche quest’ultimo in perfetta armonia con il resto.

Pianoforte a coda

Un hotel boutique dall’aria tanto retrò quanto contemporanea non poteva non essere aperto all’innovazione e alla sensibilità artistica, infatti da ben nove anni ospita al suo interno esposizioni di pittura e di scultura di alto livello, come la personale attualmente in corso e che sarà visitabile anche dal pubblico esterno fino al 7 di settembre e di cui è protagonista l’artista londinese Josephine Frampton la quale, dopo un incontro con la Toscana se ne è innamorata al punto di trasferirvisi. Ed è proprio alle campagne toscane che è dedicata la mostra Indizi al sole, in cui attraverso l’utilizzo di pigmenti di polvere su legno o su tela ingessati riproduce scorci luminosissimi della natura che caratterizza le colline intorno a Firenze, con un delicato tocco femminile che svela l’importanza dell’emozione, lo sguardo con cui si guarda ciò che ci circonda.

Dipinto Josephine Frampton

Si avvale di uno stile Neoimpressionista la Frampton, pennellate brevi che delineano le immagini, giochi di luce e ombra dove l’oggetto o l’essere umano sono appena tratteggiati, in trasparenza, perché sono meno importanti rispetto al fruscio dei rami e delle foglie, alla vitalità della natura, alla morbidezza della luce svelata e poi nascosta. La cura della mostra è affidata a Gisella Guarducci che collabora con l’hotel fin dagli inizi di questa innovativa contaminazione tra il bello dell’ambiente e quello dell’espressione artistica.

Completa questo gioiello nel cuore cittadino una spa di tutto rispetto, ricavata nei sotterranei cinquecenteschi del palazzo, dotata di sauna, vasca idromassaggio, bagno turco, una piccola palestra e, su prenotazione, la possibilità di ricevere un rilassante massaggio.

Area Spa

Dunque il turista può scegliere il relax dopo una giornata di visita nella meravigliosa Firenze, o di non rinunciare a tenersi in forma pur essendo in vacanza, tendenza ormai diventata un must.

Le camere sono minimal chic, in legno scuro e con ricercati dettagli in pelle e in vetro, silenziose e con un’affascinante vista sui tetti della città. La cortesia e disponibilità del personale sotto l’attenta e professionale direzione di Giancarlo Del Vigna, a completare un quadro già di per sé inimitabile, fanno del Borghese Palace un posto in cui si ha voglia di tornare.

A un passo dalla struttura situata in una via secondaria – ma forse è anche questo che la rende tanto affascinante – si trova un altro luogo meraviglioso, un bar-ristorante-luogo d’incontro dal nome tanto semplice quanto inconfondibile: Locale (per saperne di più clicca qui). Anche in questo caso è stato recuperato un’antica corte cinquecentesca, appartenente al Palazzo Concini, rimasta chiusa per anni di cui però il titolare del Locale ha saputo vedere il potenziale; dopo la ristrutturazione l’ambiente è bellissimo, elegante, con giardini verticali alle pareti, un tetto in vetro completamente apribile e un grande bar nel centro della sala con tutte le bottiglie in vista.

Bar Locale

Parola d’ordine qualità, del servizio ma anche delle materie prime, perché al Locale il cliente è importante, da accogliere e da far sentire a casa; poi si passa alla sala ristorante, ecco che la multifunzionalità moderna diventa imperativo in un luogo a metà tra innovazione e tradizione, dove si è rispettata la struttura originaria utilizzando persino il seminterrato, dove è stata ricavata una location completa di salette e bar a disposizione per eventi privati e in cui si possono vedere la struttura murale duecentesca, l’antico forno e il pozzo. Dunque entrambe le tappe sono obbligate e pur essendo lontane – ma vicine tra loro, quasi adiacenti – dalle classiche vie battute dal flusso dei turisti, vale assolutamente la pena fare un po’ di strada in più per scoprirle e rendere il soggiorno a Firenze un’esperienza sensoriale indimenticabile.

BORGHESE PALACE ART HOTEL

via Ghibellina 174/r, Firenze   Tel.: 055-284363

Email: info@borghesepalace.it     Sito web: www.borghesepalace.it

LOCALE

via delle Seggiole 12, Firenze   Tel.: 055-9067188

Email: info@localefirenze.it     Sito web: www.localefirenze.it

Borghese Palace Hotel

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Marta Lock

Marta Lock

Sono romanziera, aforista, saggista, ho una rubrica socio-psicologica, L’Attimo Fuggente, che parla di emozioni, sentimenti relazioni, nella complicata realtà contemporanea, e che esce ogni lunedì sul mio sito web www.martalock.net, Recensisco mostre di pittura e vado alla scoperta dei piccoli luoghi e scorci interessanti di Italia di cui raccontarvi. Scrivere è la mia vita, la mia vocazione e la mia gioia più grande.
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