Faccia da Boss, le leggende fumano il sigaro

Faccia da Boss, le leggende fumano il sigaro

MONDO – Quando si cerca un eroe, bisogna sempre partire dalla cosa di cui ogni eroe ha davvero bisogno: un cattivo. Esiste un villain più iconico e terribile del Boss? Che sia della Mafia Italoamericana o di quella russa, che sia un potente squalo della finanza o un immigrato cubano divenuto re di Miami, il suo fascino resta inarrivabile. Ma quali sono i gangster più indimenticabili della storia del cinema?

Fin da piccolo, fin dai tempi dei cartoni animati e dei primi film in tv, sono sempre rimasto turbato dalla figura del cattivo. Ero affascinato dal Joker, da Willy il Coyote o Gatto Silvestro. Col tempo mi sono reso conto di come il cinema hollywoodiano abbia particolarmente curato questo tipo di personaggio, il personaggio del boss. Quando si cerca un eroe, bisogna sempre partire dalla cosa di cui ogni eroe ha davvero bisogno: un cattivo. Perché per quanto siano crudeli e spietati, a ben vedere, non ci sarebbe una buona storia senza un personaggio detestabile che si contrappone totalmente agli ideali positivi, pronto a tutto per ostacolare il Bene.

Ma qual è il modello hollywoodiano del Male per eccellenza e nella storia del cinema? Qual è quel character così irrimediabilmente affascinante da non stancare mai e scolpito nell’immaginario popolare? Beh non ho dubbi, il villain numero 1 è e resterà sempre il gangster. Faccia da schiaffi, carismatico, duro, fiero, old school, geniale e desideroso di potere ad ogni costo. È il mafioso. È il Boss. È in parte, il cinema stesso e noi, non possiamo far altro che baciare le mani.

Non ce n’è. Il personaggio del Boss al cinema è imbattibile. Non esiste un altro cattivo che esalti più sceneggiatori e registi. Che sia della Mafia Italoamericana o di quella russa, che sia un potente squalo della finanza o un immigrato cubano divenuto re di Miami, il suo fascino resta inarrivabile.

Virtuoso in famiglia, feroce sul lavoro, le sue offerte non si possono rifiutare. Spesso, il boss fuma un sigaro di grosso formato, che sottolinea inevitabilmente il suo potere. Del resto, tra i mafiosi come Al Capone, il sigaro era molto apprezzato. Ecco perché anche i boss del grande schermo non potevano non essere degli accaniti fumatori.

Ma più di ogni altra cosa, questi personaggi sono sempre interpretati da attori straordinari. Da Marlon Brando de Il Padrino a Robert De Niro de “Gli Intoccabili”, passando per James Cagney “Gli Angeli con la faccia sporca”, Al Pacino, Warren Beatty in “Gangster story”, Jack Nicholson e tantissimi altri. Insomma, se cerchi un boss, probabilmente troverai un Oscar. Immenso Marlon Brando nei panni di Vito Corleone ne Il Padrino di Francis Ford Coppola, vero capostipite del genere. Quella mascella, quell’incredibile capacità di calcolare ogni mossa dei nemici, lo sguardo paralizzante e le battute fulminanti.

Che dire poi di Robert De Niro, il vero volto del mondo del crimine. I suoi ruoli da boss non si riescono a contare, da “Quei Bravi Ragazzi” di Martin Scorsese a “Gli Intoccabili” di Brian De Palma fino ad arrivare all’eccezionale “C’era una volta in America” di Sergio Leone.

Impossibile non citare Al Pacino, il boss della famiglia Corleone, ma anche lo spietato Tony Montana in Scarface di Brian De Palma.

O ancora Michael Douglas, che, nei panni del terribile Gordon Gekko in Wall Street, mostra tutta la ferocia di un mondo, quello della borsa, dove solo gli squali riescono a sopravvivere. Non sarà un boss tipico, ma la sua cattiveria non ha nulla da invidiare al peggior gangster di New York.

La lista è davvero infinita. Potrei citare ancora Denzel Washington in American Gangster, o Warren Beatty in Gangster Story, o il mitico e compianto James Gandolfini nella serie tv I Soprano, ma se proprio devo dar retta al cuore dico Jack Nicholson. In The Departed, l’attore 3 volte premio Oscar, sfodera una prestazione incredibile nei panni del temibile boss di Boston Frank Costello. È un gangster delirante, la cui pazzia ben si amalgama con i tic tipici del grande attore.

Insomma vi siete fatti una bella dose di cattiveria pura. Un consiglio? Andatevi a rivedere questi grandi film, oppure riguardatevi i monologhi di questi straordinari personaggi, magari sorseggiando un whisky e ascoltando un classico dei Rolling Stones. Un titolo a caso? Sympathy for the Devil

 

Boss

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
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