Da Budapest a Milano, da Raffaello a Schiele

Sembra un percorso strano, ma soprattutto ardito, collegare il Museo di Belle Arti di Budapest con il Palazzo Reale di Milano, e gettare un ponte di oltre quattrocento anni di storia per vedere affiancati Raffaello e Schiele.

Le piccole sale buie del Palazzo Reale ti introducono nel ‘500 Veneto con le opere del Tintoretto, per passare poi dal Parmigianino ad Annibale Carracci. Il rinascimento italiano raggiunge il suo vertice con Raffaello. Tutti rimaniamo incantati davanti alla potenza di un così piccolo quadro che dalla sua teca illuminata emana la luce riflessa sui corpi dei due bambini. Io rimango immobile ad ammirare la “Madonna col Bambino e san Giovannino”, nonostante io abbia avuto mille volte l’opportunità di vedere le sue opere tra le sale del Vaticano o palazzo ducale di Urbino. Ma Raffaello è un autore così innovativo, e così unico, che anche qui tra le meraviglie del Cinquecento, Seicento e Settecento, ti cattura per il suo realismo romantico. Poi il salto fino al Simbolismo e l’Espressionismo di Schiele ti porta a godere dell’evolversi dell’arte del primo novecento.

Una mostra piccola, come un piccolo gioiello, ma se siete spesso come noi in questa città, correndo da un’azienda ad una fiera, e ancor più se avete organizzato un passaggio all’Expo  Milano  2015, non potete non sostare a piazza del duomo per un caffè per poi ammirare, tra le 76  opere della  collezione  esposte, alcuni cammei come questi.

Ci sembra di visitare una collezione italiana con tutti i nostri massimi esponenti dell’arte antica, e capolavori  che, di sala in sala, sviluppano un percorso artistico che parte  dal  Medioevo illustrando, in una linea evolutiva, il secolo che gli succede. E così da Giaele e Sisara di Artemisia Gentileschi, arriviamo alla scultura con le Sirene di Rodin per poi approdare alla Francia dell’impressionismo con i Tre pescherecci di Monet e poi ancora Manet, Cezanne, Gauguin. La linea espositiva ci conduce via via ad ammirare una collezione museale non così nota ed accessibile al grande pubblico.

E se non l’avete mai vista a Budapest (http://www.mywhere.it/?s=BUDAPEST), questa sarà una bella occasione per ammirare le opere del museo della capitale ungherese e per fare un viaggio nella storia dell’arte dal Cinquecento al Novecento.

La mostra: da  Raffaello  a  Schiele; dal Museo di Belle Arti di Budapest (Szépművészeti Múzeum) a Palazzo Reale a Milano dal 17 settembre 2015 al 7 febbraio 2016.

Da Budapest a Milano, da Raffaello a Schiele

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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