Buon compleanno Amy

Buon compleanno Amy

Oggi, 14 settembre 2015, Amy Winehouse avrebbe compito 32 anni, (era nata a Londra oggi nel 1983) invece, come purtroppo sappiamo tutti, ci ha lasciato il 23 luglio 2011.

Proprio questa estate a San Francisco sono andata a vedere una mostra intitolata Amy Winehouse: un ritratto di famiglia, che con grande mia sorpresa (in quanto non ricordo che lei avesse mai enfatizzato le sue origini e la sua religione), era allestita al Contemporary Jewish Museum (museo ebraico).

“YOU KNOW I’M NO GOOD” (traduzione maccheronica: Tu sai che io non sono buona…), ripreso dal suo modo di dire, di mostrarsi e di cantare. Tutto sbagliato in lei, non si è mai accettata per quello che era, e non ha mai accettato che il mondo amasse lei com’era. Personalmente la trovavo di un fascino “maledetto” (così come le altre rock star), di incomprensibile dannata tristezza, ed un fenomeno, non solo vocale, ma di scrittura, poesia, melodia e…neanche a dirlo, musicale di estrema grandezza.

A lei ho legato i miei ricordi, le mie insoddisfazioni e la mia rabbia, credendo nella sua forza e nella sua unicità. Certo che l’ho creduta immortale! Chiunque abbia vissuto la morte dei loro idoli, da Elvis Presley a John Lennon, li continua a credere viventi  tra noi e con rocambolesche storie di “sosia” che hanno preso il loro posto, come ad esempio per  leggenda della morte di Paul McCartney

Comunque tra i grandi del Rock, morti all’età di ventisette anni, c’era in comune anche l’iniziale J che fece coniare il termine “Club 27”  per accomunare la morte di Jim Morrison, Jimi Hendrix, Brian Jones e Janis Joplin. Ma anche altre Rock Star, come Kurt Cobain, o l’artista POP Jean-Michel Basquiat, hanno fermato con questa età i necrologi di  tutto il mondo.

Amy Winehouse era un fenomeno internazionale, con più singoli di successo, come Rehab (2006) e You know I’m No Good (2006), il suo album vincitore del Grammy Award.

Poi il mondo si ferma, ed io per prima, nell’ascolto di Back to Black (2006). La sua scrittura e la sua voce raccontano quella disperazione che ognuno di noi ha vissuto, nel perdere ogni speranza, nel abbandono subito da qualcuno che rappresentasse l’amore, e quindi la vita.

Love is a Losing Game, appunto.

Back to Black raccoglie il plauso della critica ed in questo periodo anche le sue performance dal vivo riscontrano il massimo del clamore. Amy è una ragazza che, pur raggiunto lo status di celebrità, non nasconde l’immagine di una vita travagliata. Quotidianamente è ritratta nei tabloid, e l’immagine che ci arriva di lei è deformante ed antitetica a tutto ciò in cui noi vorremmo credere guardandola ed ascoltandola.

Back to Black cambia la sua vita (ed anche la nostra), e la sua carriera, spingendola verso il successo internazionale nel giro di pochi mesi. Seguirà il giro del mondo in concerti che la ricopriranno di premi e di condanne, osannata per il suo songwriting e le sue performance, ma giudicata e condannata spesso per la sua “condotta”.

Una mostra dove ci sono alcuni ricordi della sua carriera di successo, da volantini, badge festival,  copertine di riviste, ed alcune fotografie di concerti (troppo poche secondo me!). E’ illustrato il suo inimitabile look dalla iconica pettinatura alveare ed i vari tatuaggi (tra cui uno con la nonna Cynthia). In mostra c’è anche una piccola selezione di abiti della Winehouse, tra cui il vestito Luella Bartley che lei indossò per la sua performance del 2008 a Glastonbury, ed un abito Arrogant Cat indossato nel video di Tears Dry On Their Own.

La mostra è una breve passeggiata per le strade di Londra per citare le sue connessioni con la sua città natale attraverso le fotografie di lei in Southgate e in Camden Town, ma per un personaggio come Amy avrei allestito un’area molto più grande e prestigiosa, esponendo migliaia di abiti ed oggetti in più!

Peccato, un’occasione persa, ma speeriamo che, per quando arriverà in Europa, questa mostra venga ampliata, non solo per diritto di cronaca, ma per conferirle un giusto ricordo.

Insomma, se non riuscite ad andare a San Francisco, (avete tempo fino al 1 novembre per la mostra!), vi consiglio, da domani, di andare a vedere il film documentario sulla sua vita, diretto da Asif Kapaida (già regista del documentario su Ayrton Senna), che sarà nelle sale il 15, 16 e 17 settembre!

Amy Winehouse

D 32808-05

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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