Festival di Cannes 2019, ecco cosa non dimenticheremo

Festival di Cannes 2019, ecco cosa non dimenticheremo

CANNES – La Palma d’Oro per il Miglior Film va al coreano Bong Joon-ho per Parasite, che sbaraglia una concorrenza davvero agguerrita. Il miglior attore è Antonio Banderas, mentre la miglior interpretazione femminile va a Emily Beecham per Little Joe. I grandi nomi restano a secco, da Quentin Tarantino a Pedro Almodovar. Deluso anche Bellocchio che con “Il Traditore” avrebbe meritato sicuramente di più.

11 giorni di proiezioni nonstop, interviste, incontri, momenti di altissimo cinema, delusioni e, come sempre, anche qualche polemica. La giuria del Festival di Cannes, capitanata dal 2 volte Oscar Inarritu, ha scelto il coreano Bong Joon-ho per Parasite come meritevole della Palma d’Oro. Il suo film è una storia di ricchi contro poveri a tinte grottesche e splatter che prova ancora una volta il connubio forte, fortissimo tra la kermesse francese e il cinema orientale. La vittoria di Bong Joon-ho non se l’aspettava nessuno. Alla vigilia, tutti, compreso il sottoscritto, prevedevano una sfida a 3 tra Once Upon a Time in Hollywood di Tarantino (noi l’abbiamo visto in anteprima e possiamo dirvi che Quentin è tornato alla grande!) Dolor y Gloria di Pedro Almodovar (strafavorito in partenza) e Il Traditore di Marco Bellocchio.

Il festival ha rispecchiato la tendenza intrapresa dagli Oscar e dai Globes degli ultimi anni, premiando storie che raccontano di donne straordinarie, di politica e attualità. Scelta giusta? Probabilmente sì, anche se alcuni titoli avrebbero meritato molto di più.

CANNES, CHI HA VINTO I PREMI PIU’ IMPORTANTI

quentin tarantino
Bong Joon-ho e Alejandro Inarritu

Mati Diop, la prima regista africana a Cannes della storia fa subito il botto conquistando il Gran Premio della Giuria con il potentissimo Atlantique, racconto dei boat people del Senegal. L’altro Premio della Giuria va al brasiliano Bacurau di Kleber Mendoncha Filho e Juliano Dornelles, e a Les Misérables di Lady Ly, che racconta le banlieue in cui è ambientato il romanzo di Hugo, un quartiere difficile animato da gitani, musulmani, nigeriani, giri di prostituzione e droga. Bellissimo, ve lo consiglio davvero!

La Miglior Regia va invece a due mostri sacri amatissimi qui a Cannes, vale a dire i belgi Jean-Pierre e Luc Dardenne per Le Jeune Ahmed, pellicola che racconta la storia di un adolescente islamico pieno di rabbia e radicalismo.

CANNES OMAGGIA ROCKY E RAMBO

Mi è piaciuto tantissimo il tributo a Sylvester Stallone. Le kermesse cinematografiche non sono mai state molto benevole con lui, e forse è anche giusto così, ma negli ultimi anni Stallone sta ricevendo una sorta di rivalutazione dai piani alti del cinema. Il suo di cinema, è di quelli potenti, un cinema capace di tirar fuori due vere icone del 900′ come Rocky e Rambo e non importa se piacciano a tutti oppure no. Bello anche il suo discorso, in cui ha raccontato le differenze tra i 2 personaggi, la rivalità con Arnold Schwarzenegger e il suo rapporto con la vecchiaia: “Rocky un film ottimista, Rambo era per quelli che tornavano dal Vietnam. Io e Arnold di odiavamo, senza porci troppe domande, ma è stata una cosa buona per le carriere di entrambi. Com’è avere 70 anni? Ormai sono bionico, la mattina devono oliarmi per farmi muovere”.

QUENTIN IS BACK!

quentin tarantino

Nel 94′, Cannes Quentin Tarantino premiandolo con la Palma d’Oro per l’intramontabile Pulp Fiction. Stavolta, la giuria lo invita, ma finisce quasi per snobarlo, sia in quanto a premi ricevuti che a inquadrature e spazi durante la cerimonia finale.

Il suo nuovo lavoro, penultimo a sua detta (e speriamo di no) della carriera, è un film coinvolgente, brillante e tipicamente “tarantiniano”. Il mitico Quentin riesce ancora a esprimere grandi cose ogni volta che si mette dietro la macchina da presa, suscitando emozioni e conquistando sempre il grande pubblico. Once upon a time in Hollywood ha ricevuto 6 minuti di applausi al termine della proiezione e ha offerto delle performance straordinarie di tutti i suoi attori protagonisti (Brad Pitt ha il ruolo più bello, ma Di Caprio si conferma ancora il migliore di tutti). Insomma, stiamo parlando di un film bello, ma proprio bello da vedere, ricco di spunti e di riflessioni, che non vi deluderà (uscita 19 settembre in Italia).

CANNES TRADISCE IL TRADITORE

Quentin Tarantino

Epilogo amaro per il nuovo e bellissimo film di Marco Bellocchio sulle vicende del pentito Buscetta. La pellicola è stata accolta con 13 minuti di applausi al termine della proiezione (più del film di Tarantino) suscitando reazioni entusiaste da parte del pubblico. La giuria però non è stata dello stesso avviso: “Dispiace per film come Il Traditore – ha dichiarato quasi scusandosi Inarritu in conferenza – la nostra ricompensa non riflette che l’opinione di poche persone”.

Il Traditore è un film di grande livello, che verrà ricordato per l’ennesima grande interpretazione di Pierfrancesco Favino, che nei panni di Buscetta, riesce a regalarci il lato umano del pentito, offrendo una riflessione sulla sempre più feroce trasformazione della mafia e della sua mentalità. Piuttosto deluso Bellocchio, che dopo la proiezione è ripartito subito in italia. Scaramanzia o polemica velata?

NON BASTA IL PREMIO A BANDERAS, PER ALMODOVAR E’ ANCORA SCONFITTA

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Non ce l’ha fatta neanche stavolta il grande Pedro! Con il suo Dolor y Gloria, il regista spagnolo era arrivato ai nastri di partenza della kermesse come grande favorito. Il ventiduesimo film di Pedro Almodóvar rappresenta un ampio affresco autobiografico della vita del regista spagnolo. Lo stesso Almodóvar ha sostenuto, nel corso della presentazione del film al Festival di Cannes, che il “tasso di autobiografia [che] c’è in Dolor y gloria […] sul fronte dei fatti è il 40 per cento, ma per quello che riguarda un livello più profondo, si tratta del 100 per cento”.

Cannes per il cineasta spagnolo rappresenta una vera e propria maledizione. Almodovar qui, su 7 candidature, non ha mai portato a casa neanche una Palma! Vince invece Banderas il premio per il Miglior Attore protagonista: “Pedro è il mio mentore e non è certo un mistero che il personaggio che interpreto sia in realtà lui”.

FESTIVAL DI CANNES 2019, TUTTI I VINCITORI

Quentin Tarantino
Antonio Banderas, premiato come Miglior Attore a Cannes, in una scena di Dolor y Gloria

  • Palma d’oro: Gisaengchung di Bong Joon-ho
  • Grand Prix Speciale della Giuria: Atlantique di Mati Diop
  • Prix de la mise en scène: Jean-Pierre e Luc Dardenne per Le jeune Ahmed
  • Prix du scénario: Céline Sciamma per Portrait de la jeune fille en feu
  • Prix d’interprétation féminine: Emily Beecham per Little Joe
  • Prix d’interprétation masculine: Antonio Banderas per Dolor y gloria
  • Premio della giuria: Les Misérables di Ladj Ly ex-aequo Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles
  • Menzione speciale della giuria: It Must Be Heaven di Elia Suleiman

 

Bong Joon-ho
Once Upon A Time in Hollywood Press Conference

 

 

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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