Cerchiato di Blu, Lorenzo Licalzi racconta la Samp con ironia e passione

Cerchiato di Blu, Lorenzo Licalzi racconta la Samp con ironia e passione

GENOVA – Un libro divertente, competente e appassionato, in cui Licalzi si mostra in grande forma come sempre. A pochi mesi dall’uscita del suo nuovo lavoro (Frilli Editori), noi di MyWhere abbiamo intervistato l’autore.

Se Dio avesse voluto che la Samp volasse, l’avrebbe fatta nascere con le ali. Recita così uno degli striscioni più famosi della curva della Sampdoria, squadra unica, affascinante come poche, conosciuta e amata nonostante non sia una delle elette del calcio italiano. Sarà per la sua maglia tradizionale, capace di conservare fascino e originalità fino ai giorni nostri con vere e proprie chicche che hanno anticipato le tendenze dei grandi marchi sportivi; sarà per i campioni, molti, non troppi, pieni di talento e spregiudicatezza che hanno vestito i colori blucerchiati nel corso della storia, penso a Mancini, Cassano, Gullit, Vialli, Cerezo e ancora ad altri. Oppure, sarà semplicemente perché è l’ultima squadra italiana capace di vincere lo scudetto da vera e propria underdog, parliamo della mitica stagione 90/91.

Che altro dire? Di ragioni ce ne sono e pure tante. La Samp è la Samp e ha una storia tutta sua che sarebbe davvero difficile da riassumere in poche righe.

lorenzo licalzi
La copertina del nuovo libro di Lorenzo Licalzi

Qualche giorno fa, da calciofilo incallito e inguaribile, mi sono imbattuto in una lettura davvero interessante. Il titolo del libro è “Cerchiato di Blu” (Frilli Editori). L’autore è Lorenzo Licalzi, di formazione psicologo, genovese, sampdoriano e scrittore di successo. Nel corso della sua carriera ha pubblicato 9 romanzi e dal suo primo “Io No” è stato tratto un film per la regia di Ricky Tognazzi e Simona Izzo. È stato tradotto all’estero e ha nel 2015 ha conseguito il premio selezione Bancarella.

Nonostante sia un tifoso appassionato, non si è mai occupato di calcio prima d’ora. In “Cerchiato di Blu” lo fa in modo lucido e graffiante, con competenza calcistica, ironia e libertà di pensiero.

Il libro raccoglie un’ampia selezione degli articoli pubblicati sul “Secolo XIX” a partire dal febbraio 2010, anno in cui ha visto la luce la sua ormai leggendaria rubrica “Cerchiato di Blu”. I campionati raccontati sono quindi gli ultimi 8, dal fantastico quarto posto di Del Neri, passando per la tragica retrocessione col “Fenomeno” Cavasin, l’immediata risalita in A con il “tifoso” Iachini, gli avvicendamenti degli indimenticabili Atzori, Ferrara e Delio Rossi nei due campionati successivi, fino ad arrivare all’Era Viperetta, il settimo posto di Mihajlovic, il traballante campionato seguente con Zenga e Montella, per finire col campionato 2016\2017 del Maestro Giampaolo.

Attraverso 5 sezioni, Lorenzo Licalzi dà vita a una miscela di divertimento e di passione in cui vale davvero la pena immergersi: Campionati, con i pezzi più belli, divertenti o che hanno riguardato le partite più significative. Derby, dove sono raccolti gran parte degli articoli scritti in occasione delle stracittadine. Viperetta Show, dedicato alle surreali performance in cui si è esibito Ferrero da quando è Presidente della Sampdoria. Varie, cioè quegli articoli che non riguardano specifiche partite di campionato ma che, a parere dell’autore, valeva la pena ricordare. Top 11, vale a dire gli 11 migliori articoli, una sorta di nazionale degli articoli, sempre secondo il suo insindacabile giudizio.

Una delle parti più divertenti la troviamo senza dubbio in apertura della raccolta con il lungo racconto inedito “Dio è blucerchiato”, dove l’autore descrive un ipotetico esilarante incontro dell’autore con Dio che gli si rivela essere un grande tifoso sampdoriano. Il denominatore comune dell’intero libro è naturalmente l’infinito, gioioso, sofferto e per certi versi preoccupante amore di Licalzi per la Sampdoria e per i suoi meravigliosi colori.

E allora sentiamo cosa ha da dirci Lorenzo Licalzi, che nella nostra intervista ha voluto raccontarci un po’ di cose, dal suo percorso ai suoi lavori editoriali fino ad arrivare naturalmente alla sua passione per la Sampdoria.

lorenzo licalzi
Lorenzo Licalzi

Nel corso della tua carriera hai affrontato moltissime tematiche nei tuoi libri riscuotendo successo sia dai lettori che dalla critica. Cosa ti ha spinto a parlare di calcio e della Samp nel tuo ultimo lavoro? Insomma, cosa volevi raccontare con “Cerchiato di blu”?

In origine mi ha spinto la mia insana passione per la Sampdoria, e così, l’allora caporedattore dello sport Claudio Paglieri, che  sapeva di questo mio infinito amor, mi propose una rubrica che parlasse di Samp e di calcio ma con lo sguardo del tifoso. Collaboravo già col  Secolo da quattro anni, mi occupavo di critica televisiva con una rubrica bisettimanale intitolata “Schermi a parte”, con la quale più che altro facevo satira sulla televisione,  mi chiese di usare lo stesso stile anche nel calcio dove la satira è un argomento quasi proibito o se non altro sconosciuto. L’idea mi piacque e così 9 anni fa iniziai con “Cerchiato di Blu”. La ragione del libro, invece, nasce dal desiderio di raccogliere una selezione degli articoli più belli e più divertenti tra i quasi 500 che ho scritto in questi anni.  Insomma perché in qualche modo “resti qualcosa” e non solo carta di recupero per fasciare le uova.

Lorenzo Licalzi
Le nuove maglie della Samp per la stagione 2018/19

La tua formazione parte dalla psicologia e si sviluppa nel campo della scrittura e del giornalismo. Ci racconti brevemente il tuo percorso letterario?

Brevemente è difficile ma ci proverò. Laurea in Psicologia, dai 26 ai 40 anni ho lavorato prima come psicologo in USL, poi con il Ministero della Difesa. Nel frattempo avevo fondato (con un socio) e diretto una casa di riposo per anziani. Intorno ai 40 anni ho deciso di prendermi un anno sabbatico. Ho mantenuto il lavoro col Ministero della difesa e venduto le mie quote della  la casa di riposo. Contestualmente a tutto questo, e fin dall’adolescenza, ho sempre letto molto, diciamo che sono uno da 50 romanzi all’anno, anche se oltre la metà non li finisco perché non mi piacciono. Nel tempo libero, che finalmente avevo, ho scritto il mio primo romanzo: “Io no”, che è stato pubblicato inaspettatamente da Fazi e da cui l’anno dopo Tognazzi e Simona Izzo ne hanno tratto un film, destino vuole prodotto da Massimo Ferrero.  Poi il secondo e il terzo sempre con Fazi. Il terzo romanzo: “Il privilegio di essere un Guru, ha avuto un buon successo, con trentamila e passa copie vendute. A quel punto sono passato a Rizzoli con la quale ho scritto gli altri sei romanzi (adesso tutti in tascabile compreso i primi tre riacquistati da BUR), e il prossimo che uscirà a Gennaio. Da quel momento ho lasciato anche il mio lavoro al Ministero della Difesa, e potrei dire che sono diventato uno scrittore a tempo pieno,  o forse a tempo vuoto, visto che il tempo per scrivere ormai non mi manca.

Lorenzo Licalzi
La copertina del primo romanzo di Lorenzo Licalzi dal titolo “Io No”

A quale pubblico si indirizza “Cerchiato di blu”? È un libro per Sampdoriani incalliti o può apprezzato anche da un tifoso di qualsiasi squadra?

Il libro si indirizza ovviamente ai tifosi sampdoriani e in particolar modo a quelli che seguono e apprezzano  da anni la mia rubrica. Io stesso, nel selezionarli, mi sono accorto che mi ero dimenticato di articoli molto divertenti, penso che rileggerli  possa far piacere anche a loro. Inoltre, perché il libro non fosse soltanto una raccolta di articoli, ho scritto un racconto introduttivo intitolato: “Dio è Blucerchiato”.  Oltreché lungo è molto divertente, credo, forse varrebbe la pena di comprare il libro solo per quello, sicuramente perché tutti i miei proventi vanno in beneficenza a una casa famiglia che si occupa di persone con gravi handicap cercando di assicurare loro un futuro “protetto” anche quando i genitori non ci saranno più.   Credo comunque che, per le caratteristiche satiriche, vuoi del racconto, che degli articoli, il libro possa essere apprezzato non necessariamente dai tifosi della Samp. Arrivo a dirti che potrebbe piacere anche a qualche genoano illuminato, magari per regalarlo a un amico o parente sampdoriano, dopo aver indossato spessi guanti per maneggiarlo.  

Il libro raccoglie 8 campionati della Sampdoria e parte dal febbraio 2010. Qual è la stagione a cui sei più legato?

Senz’altro il quarto posto di Del Neri  con Cassano e Pazzini. Quel campionato fu straordinario, e vedemmo anche forse il miglior Cassano  (calcisticamente parlando) per cui nutro di nuovo una insana passione, calcisticamente parlando.

lorenzo licalzi
La coppia delle meraviglie: Antonio Cassano, Giampaolo Pazzini

Come giudichi l’operato di Ferrero? E cosa serve secondo alla Sampdoria per crescere ancora?  

Sul piano strettamente manageriale e gestionale, credo che sia andato ben oltre le nostre più rosee aspettative, anche perché dopo la madre di tutte le conferenze stampa  avvenuta il 12 giugno del 2012, le nostre aspettative, intendo dire quelle dei tifosi sampdoriani, erano nere, viceversa i genoani erano esaltati. Comunque ha lavorato bene, molto bene. Sul piano caratteriale invece, tremo ogni volta che  rilascia qualche dichiarazione o lo inquadrano durante le partite allo stadio con le sue sciarpe in testa e in posizioni ai limiti del kamasutra, abbiamo perso per sempre il cosiddetto “Stile Sampdoria”, che era un nostro motivo di vanto, e mi fermo qui per evitare di prendere qualche querela.  Cosa serve alla Sampdoria per crescere ancora? Un altro Presidente, ma lo dico senza ironia questa volta, credo che Ferrero abbia fatto e stia facendo il massimo per le sue possibilità economiche.

Lorenzo Licalzi
Massimo Ferrero, 66 anni

Un’ultima domanda che scinde un po’ dagli argomenti legati al libro. Quali consigli ti senti di dare a un giovane scrittore deciso a intraprendere la tua stessa carriera?

Solo tre parole: leggere leggere leggere. Poi dopo aver letto letto letto,  altre tre parole: scrivere scrivere scrivere. A quel punto, se ha scritto qualcosa di buono,  di nuovo tre parole: sperare sperare sperare.

Grazie Lorenzo, in bocca al lupo per i tuoi progetti futuri!

Vi ricordiamo che il libro è edito da Fratelli Frilli Editori ed è disponibile nelle migliori librerie già da diversi mesi

Fratelli Frilli Editori

In conclusione vi lasciamo con le immagini dei migliori giocatori nella storia della Samp

Il Meglio della Sampdoria

Roberto Mancini, Sampdoria
Roberto Mancini, Sampdoria

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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