Consigli pratici per uccidere mia suocera, il nuovo romanzo di Giulio Perrone

Consigli pratici per uccidere mia suocera, il nuovo romanzo di Giulio Perrone

ITALIA – Dopo l’esordio come autore ne L’esatto contrario, Giulio Perrone torna con il suo secondo libro, Consigli pratici per uccidere mia suocera, edito da Rizzoli. La casa editrice partecipa a Tempo di Libri, la fiera dell’editoria italiana che Milano ospita dal 19 al 23 aprile e che MyWhere sta seguendo da vicino.
L’ultima fatica letteraria di Giulio Perrone racconta la storia di un uomo, refrattario alle radici, che sembra amare due donne e non sapersi impegnare. Tra scuse improbabili e defezioni emotive, arriverà al capolinea di una scelta ineludibile.

Leo ha due compagne. Due telefoni. Due versioni di sé. Ha un passato dal quale ha preso le distanze e al quale è tornato come tirato indietro da una molla, un elastico invisibile legato stretto intorno ai fianchi. Ha un presente che è un puzzle scomposto di cui cerca disperatamente il capo, il pezzo giusto dal quale partire per ricomporre il disegno.
Ha un padre che si fa chiamare Dustin, millanta storie di improbabili avventure americane, e va in giro su una Spider Duetto 1600 GT, rosso fiammante, che chiama regina.
Leo ha pure una madre lontana, un cognome che è un inno nazionale, una psicoterapeuta che beve tanta acqua; è un traduttore dall’inglese e dal francese, legge manoscritti per una casa editrice romana e conserva il sogno, mai rischiato, di una libreria.
Ha una ex moglie che ha lasciato per una donna più giovane, Leo; una donna più giovane che tradisce con la sua ex moglie e la fisiologica predisposizione ad incasinarsi la vita.

Annalisa è acerba e bellissima. Un fiore profumato che si appresta a sbocciare, con l’innocente voluttà tipica della giovinezza e una fiducia cieca nel futuro.
Marta è una donna fatta, risolta, edificata. Ha condiviso con Leo molti anni di matrimonio e, all’indomani del tradimento, non ha saputo affrancarsi da quell’uomo che, a dispetto di ogni buon senso, continua ad amare.
La prima è l’incanto, la via d’uscita, l’assenza di costrizione. La seconda è il punto fermo, la roccia, l’intimità di chi scopre il meglio dell’altro passando attraverso il suo peggio e non può più fare finta.
Leo sta nel mezzo, in un andirivieni senza posa, nel loop di chi, non sapendo decidere, sceglie di non scegliere. Usa l’immancabile seduzione della fuga da se stesso, dai propri sentimenti, ed evita, così, di guardarsi dentro, schivando abilmente, colpo dopo colpo e non senza un certo affanno, la vita che prova a farlo diventare grande, a farlo diventare adulto. E’ figlio del suo tempo, Leo. Di una precarietà emotiva in cui, oggi, molti rapporti umani si identificano. Fragili, arrendevoli, incapaci di rimediare, di correggere l’errore, riparando ciò che si incrina, perché sostituire è un verbo più facile, scappare una soluzione più semplice, meno faticosa, perfettamente in linea con quella tendenza al risparmio, al ribasso, che ormai si applica a tutto: abiti, case, persone.

Consigli pratici per uccidere mia suocera
Consigli pratici per uccidere mia suocera, il nuovo romanzo di Giulio Perrone edito da Rizzoli

In questa instancabile partita a ping pong tra presente e passato, tra Annalisa e Marta, Leo è costretto a parare le palle curve del suo datore di lavoro e del suo ego smisurato: Enea Ranieri Malosi. Un uomo difficile, sulla sessantina, che, dopo la morte del padre, ha ereditato una casa editrice storica di cui ha saputo risollevare le sorti economiche. Ha velleità da scrittore, Enea, e coinvolge i suoi quattro dipendenti – che tiene sulla graticola e paga una miseria – in un brainstorming tragicomico attraverso il quale trovare l’epilogo vincente dell’ultimo romanzo a cui sta lavorando: Consigli pratici per uccidere mia suocera. Un sicuro successo letterario – dice lui – a cui, tuttavia, manca il finale: l’espediente creativo e funzionale con cui eliminare, in senso fisico, lo spauracchio per antonomasia di molte coppie felici. Dalla più classica caduta, fintamente accidentale, lungo le scale al paletto di frassino piantato nel cuore; dalla missiva esplosiva al sacchetto di plastica sopra la testa, passando per la finta rapina, orchestrata a mestiere, in cui ci scappa il morto. La suocera, appunto.

Sarà capitato anche a voi, presumibilmente, di avere a che fare con una suocera troppo invadente, o manipolatrice; una madre che ha costretto i propri figli dentro una prigione dorata, terrorizzata all’idea che, se quei figli avessero scoperto l’ebbrezza del volo, sarebbero saltati fuori dal nido accudente che aveva costruito a misura e nel quale meditava di tenerli ad oltranza, per non restare sola, per non recidere il cordone di un amore più simile ad un cappio che alla libertà; una donna agli occhi della quale nessuno sarà mai migliore di lei e all’altezza della progenie che ha messo al mondo.
Sarà capitato a tutti, dicevo. E se, al contrario, non vi è accaduto mai, siete tanto, tanto fortunati.

Il secondo libro di Giulio PerroneConsigli pratici per uccidere mia suocera, edito da Rizzoli – è un capolavoro di verità e di ironia. A cominciare dal titolo e dalla copertina, che ammiccano con intelligenza ad un’immagine pungente, evocativa, agganciando il sorriso come un luccio all’amo. La scrittura è fluida, velocissima, corre liscia e senza intoppi al galoppo di una storia nella quale è facile identificarsi, ritrovando, in parte o interamente, esperienze che ci hanno toccato da vicino, incastrandoci dentro storie a metà con adulti a tre quarti. Fino al giorno in cui la vita, con un coup de théâtre sorprendente, ci vuole adulti per intero e ci obbliga a decidere senza rimandare oltre.
Così accade a Leo che cerca di rimediare ai disastri rocamboleschi del padre, e di sopravvivere alla schizofrenia egoriferita di un datore di lavoro autocelebrativo, mentre si trova, suo malgrado o per fortuna, nella condizione di scegliere, definitivamente, da che parte stare: se ricominciare tutto da capo, in una nuova città, su nuove basi, o se, al contrario, restare e ripartire dal punto in cui aveva mollato.

Consigli pratici per uccidere mia suocera

NOTE BIOGRAFICHE SULL’AUTORE

Giulio Perrone vive a Roma, dove nel 2005 ha fondato la casa editrice che porta il suo nome. Con Rizzoli ha pubblicato L’esatto contrario (2015). Consigli pratici per uccidere mia suocera è il suo secondo libro.

Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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