Ogni maledetta domenica, il Campionato è tornato!

Ogni maledetta domenica, il Campionato è tornato!

ITALIA – Napoli vera anti-Juve, ma occhio al Milan. Preparatevi ad assistere al campionato più equilibrato degli ultimi anni.

Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose. Dopo un po’ ti si mescola tutto nella testa e non riesci più a capire se la vita è una merda perché l’Arsenal fa schifo o viceversa. Sono andato a vedere troppe partite, ho speso troppi soldi, mi sono incazzato per l’Arsenal quando avrei dovuto incazzarmi per altre cose, ho preteso troppo dalla gente che amo… Okay, va bene tutto! Ma… non lo so, forse è qualcosa che non puoi capire se non ci sei dentro. Come fai a capire quando mancano tre minuti alla fine e stai due a uno in una semifinale e ti guardi intorno e vedi tutte quelle facce, migliaia di facce stravolte, tirate per la paura, la speranza, la tensione, tutti completamente persi senza nient’altro nella testa… E poi il fischio dell’arbitro e tutti che impazziscono e in quei minuti che seguono tu sei al centro del mondo, e il fatto che per te è così importante, che il casino che hai fatto è stato un momento cruciale in tutto questo rende la cosa speciale, perché sei stato decisivo come e quanto i giocatori, e se tu non ci fossi stato a chi fregherebbe niente del calcio?”

Nick Hornby, Febbre a 90′

Quanto è stata rilassante la vostra estate? Avete passato dei bei momenti? Vi siete goduti un po’ la vita? Lo speriamo, naturalmente. Ma adesso, calciofili, mettete tutto da parte. Dimenticate il relax. Dimenticate il mare e le spiagge. Dimenticate la movida.

Adesso si torna a soffrire, perché il calcio è tornato, o meglio, è tornata la mitica Serie A.

Sì è proprio così, è tornato il campionato. È tornato il posticipo della domenica sera, l’anticipo del sabato e il turno infrasettimanale; sono tornati i gol mangiati, i colpi di classe dei campioni, i gesti scaramantici, i posti fissi sul divano, le vecchie glorie, i giovani talenti, gli errori arbitrali (beh magari quest’anno no, c’è la VAR) e il Fantacalcio.

Insomma, come ogni anno, tanta, tantissima carne al fuoco.

E, a differenza delle ultime stagioni, la Serie A 2017-18 rischia fortemente di essere ricordata come l’edizione del grande shock, vale a dire la fine dell’eterna egemonia della Juventus, campione in carica da ben 6 edizioni.

Si dice che il cambiamento sia la legge più naturale dell’esistenza, ma sarà davvero così? Proviamo a capirlo insieme, analizzando le varie compagini che con ogni probabilità si contenderanno i primi posti in classifica.

Lazio

La storia recente dei biancocelesti non promette benissimo per la stagione ventura: a un anno di grandi soddisfazioni, si alterna sempre un anno fatto di grosse difficoltà e fallimenti. Questo lo si deve soprattutto alla politica conservativa del Presidente Lotito, un maestro nel tenere i conti in ordine, ma da sempre criticato per la sua poca ambizione. La cessione di Biglia e la sicura partenza di Keita non fanno ben sperare ma la grandissima prestazione offerta dagli uomini di Inzaghi in Supercoppa contro la Juve ha esaltato tutti gli amanti del calcio. Il tecnico piacentino ha qualcosa di davvero speciale (tutt’altro che un’eresia immaginarlo su una panchina ancora più prestigiosa in futuro) ed è riuscito a mantenere il gruppo più unito che mai, gestendo praticamente da solo la maggior parte delle difficoltà ambientali. La Lazio non si giocherà il titolo, ma svolgerà il ruolo di rompiscatole, e se qualche “grande” tradirà le attese, potrà addirittura giocarsi un posto in Champions.

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Simone Inzaghi, 41 anni

Roma

Anno di grandi cambiamenti per la Magica. Non c’è più il mai digerito Spalletti, che nonostante il grande lavoro svolto negli ultimi 2 anni, ha dovuto lasciare la Capitale da nemico giurato. Non ci sono più Rudiger, Salah e Szczesny, 3 pedine fondamentali della scorsa stagione sostituiti non proprio degnamente dalla società. E, soprattutto, non c’è più Totti, il mito di ogni tempo.

Rivoluzione fisiologica o pastrocchio, lo scopriremo solo vivendo. Ciò che è certo è che la Roma di Eusebio Di Francesco è una squadra profondamente rinnovata, con un aumento esponenziale di giovani, che quasi mai va d’accordo con le vittorie. Il vero punto di forza è il centrocampo, il migliore della Serie A, quello con più soluzioni e ricambi. E poi Edin Dzeko, capocannoniere della scorsa stagione e punto di riferimento dell’attacco. Per i giallorossi pronostichiamo un tranquillo posto in Champions League (da quest’anno saranno 4 le squadre a entrarci direttamente senza preliminari) ma la sensazione è che la squadra abbia perso qualcosa rispetto a Napoli e Juve.

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Edin Dzeko, 31 anni

Inter

La notte è più buia solo dell’alba. È questo quello che sperano i tifosi nerazzurri, da troppo tempo stanchi dei fallimenti di una squadra che non alza un trofeo da 6 anni. Qualche segnale positivo c’è. La società ha fatto benissimo a prendere Spalletti, il migliore allenatore italiano a detta di molti, e sta acquistando pochi giocatori ma di sicuro rendimento, come Borja Valero, Skriniar e Vecino. La sensazione però è che manchi un grande colpo, magari nella corsia di destra della difesa (Cancelo del Valencia non sarebbe male).

Altro punto che potrebbe risultare fondamentale è la possibilità di concentrarsi solo ed esclusivamente sul campionato, visto il pessimo posizionamento dello scorso anno in classifica. La Juve di Conte nacque proprio così. Zero coppe e preparazione fisica eccellente sempre focalizzata sul match domenicale.

Sarà scudetto? Impossibile, o quasi. Il diktat è il posto in Champions League. Serviranno i gol di Icardi. A proposito di quest’ultimo. Maurito assicuro almeno 20 marcature stagionali, ma se vuole diventare un fuoriclasse al pari del connazionale Higuain deve assolutamente migliorare nel gioco di squadra; un attaccante moderno non può agire soltanto in area di rigore. Questo Spalletti lo sa eccome.

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Luciano Spalletti, 58 anni

Milan

Il mercato rossonero svolto dalla coppia Fassone-Mirabelli ha riportato un entusiasmo ormai sopito nella piazza. Abbonamenti record, incredibile numero di maglie vendute e tanta fiducia nella squadra di Montella. Il rischio di fallire c’è, la rosa seppur nettamente superiore all’anno scorso, è completamente nuova e poco amalgamata. Ma con l’aiuto dei tifosi e di giocatori come Kessie, Andre Silva, Rodriguez e naturalmente Bonucci, il Milan potrebbe davvero fare il botto.

L’obiettivo dichiarato in campionato, anche in questo caso, è un posto in Champions, ma la certezza è che il diavolo, sia tornato a far paura. Il ritorno dei rossoneri nel grande calcio è una tappa fondamentale per il futuro del calcio italiano, troppo legato ai risultati europei della Juve negli ultimi anni. E allora, se dopo 10 giornate il Milan fosse lì a giocarsela per il primo posto, tutto sarà davvero possibile. Non ce ne vogliano le rivali, ma l’ingresso del Milan in un campionato in cui vince sempre la stessa da tanto tempo, aumenterebbe in maniera esponenziale lo spettacolo.

Campionato
I giocatori del Milan in festa dopo il 6-0 rifilato allo Shkendja

Napoli

Eccola la vera rivale della Juve. Il Napoli di Sarri, che il tecnico toscano lo voglia o no, ricoprirà il ruolo di anti-juve nella stagione 2017-18. Il presidente De Laurentiis è riuscito a trattenere tutti i big e ha migliorato la panchina in maniera intelligente. La rosa poi, grazie agli ottimi risultati in Europa di questi anni, è in netta crescita in termini di mentalità. Già lo scorso anno negli ultimi mesi di campionato, il Napoli appariva nettamente come la squadra più forte e con il miglior gioco. Per vincere sarà fondamentale migliorare il rendimento con le piccole, visti i troppi punti persi per strada l’anno scorso contro le ultime 8 in classifica. I due uomini chiave sono i due attaccanti multi-tasking Insigne e Mertens, le vere star della squadra partenopea. E poi, naturalmente Sarri, un tecnico capace di rivitalizzare qualsiasi giocatore. Se riuscirà a confermarsi sul livello di raffinatezza tattica dimostrato lo scorso anno, limando magari qualche integralismo, il Napoli potrà davvero tentare l’impresa. Servirà, come sempre, il San Paolo, in grado di galvanizzare una squadra come pochi altri stadi al mondo.

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Dries Mertens, 31 anni

Juventus

Nonostante la tremenda sconfitta di Cardiff, la sanguinosa cessione di Bonucci, la polemica partenza di Dani Alves e l’orribile prestazione offerta in Supercoppa contro la Lazio, la Juve è sempre in prima fila nella griglia di partenza. I bianconeri hanno migliorato ulteriormente la potenza di fuoco offensiva con gli acquisti di Bernardeschi e Douglas Costa. Non è un’esagerazione pensare ad un attacco capace di segnare 100 gol nella prossima stagione. Ma i dubbi ci sono. Riuscirà Allegri a motivare ulteriormente una squadra che domina incontrastata da 6 anni in campionato? La sconfitta di Cardiff avrà ripercussioni? E l’assenza di Bonucci nel pacchetto difensivo quanto influirà nei risultati? Difficile rispondere. Quel che è certo è che il vero problema della Juve sia da ritrovare a centrocampo. Pjanic e Khedira non sembrano poter reggere con continuità il reparto e il ritorno al centrocampo a 3 non appare così remoto. L’acquisto di Matuidi, recuperapalloni per eccellenza, avalla eccome questa tesi.

Fondamentale come sempre, lo Stadium, o Allianz Stadium da quest’anno. Se la Vecchia Signora riuscirà a mantenere lo stesso rendimento casalingo degli ultimi anni, la vittoria probabilmente, sarà ancora sua.

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Paulo Dybala, 24 anni, da quest’anno numero 10 della Juventus

CALENDARIO PRIMA GIORNATA SERIE A

Sabato 19 agosto, ore 18

Juventus – Cagliari

ore 20:45

Hellas Verona – Napoli

Domenica 20 agosto, ore 18

Atalanta – Roma

ore 20:45

Crotone – Milan

Lazio – Spal

Bologna – Torino

Sassuolo – Genoa

Udinese – Chievo

Inter – Fiorentina

Sampdoria – Benevento

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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