Duccio Venturi Bottier… Lo style e l’eleganza

Duccio Venturi Bottier… Lo style e l’eleganza

ROMA – L’ascesa dello stilista italiano è ormai mondiale. Dalle prime esperienze ai progetti più famosi e importanti, ripercorriamo la carriera del grande Duccio Venturi.

Bisogna cambiare tutto per non cambiare niente, così scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”. E come il Gattopardo, Duccio Venturi ritrova quotidianamente il suo stile nei ricordi, nel suo know how che ormai è insito in lui, cambiare per rimanere uguali perché l’eleganza e lo stile non cambiano, mutano nel tempo, per un sistema di significati capaci di condensare la cultura di un’epoca, di un luogo, di una storia, ma rimane il concetto di stile: «Le style est l’homme même», lo stile è l’uomo stesso, diceva lo scienziato naturalista illuminista George-Louis Buffon nel suo discorso di insediamento all’Académie française nel 1752.

Infatti sembra una frase di un concetto moderno, che parla del modo in cui ci vestiamo, del nostro aspetto che dice molte cose, perché la moda nasce dall’antico istinto di apparire, esibire e chiarire la propria identità e, insieme, dalla necessità di differenziarsi dagli altri. Ecco perché, spesso, si dice che essa esprima allo stesso tempo l’effimero e l’eterno.

Duccio Venturi, negli anni ’70, raggiunse la celebrità e forse non tutti sanno che produsse le scarpe a tante delle grandi griffe, come Rossi, una collaborazione, creando sinergie con i grandi stilisti nella ricerca di modelli che meglio esprimessero lo stile dell’epoca.

duccio venturi

Una storia di sacrificio e innovazione, quella di Duccio Venturi, stilista di calzature, parole che calzano a pennello, è il caso di dirlo, alla nostra Italia odierna, inquieta e bisognosa di ispirarsi al passato per costruire un nuovo futuro. Negli anni ’80, infatti, introdusse con successo lo stile della scarpa maschile da donna: “uno stile che oggi è tanto in voga e che nei vari decenni ha attraversato dei periodi peggiori e migliori, ho riportato i canoni maschili su una scarpa femminile.”

E poi l’inizio dell’avventura con il suo nome, Duccio Venturi Bottier, ed è subito amore.

Lo stilista calzaturiero italiano è uno dei più ambiti nel mondo moda e le sue calzature esclusive vengono indossate in tutto il mondo, riscuotendo particolarmente successo nel mondo dell’élite, dello star system, della nobiltà, del fetish e del burlesque. Insomma: l’alta moda è ai suoi piedi, è il caso di dirlo imponendosi sul mercato sin da subito proponendo scarpe di lusso, eleganti e dalle rifiniture artigianali contraddistinte da una carica energica eternamente giovanile e spiritosa. Accessori che nascono da tutto ciò che più lo appassiona, reinterpretati ogni volta in chiave moderna.

duccio venturi

Ognuna delle sue creazioni viene progettata per poi essere realizzata dagli abili artigiani. Le sue scarpe hanno conquistato celebrità dal calibro di Emma Watson, Carey Mulligan, Alicia Vikander, Sophie Trudeau Grégoire, Anna Kendrick, Nicole Scherzinger, Chanel Iman e Gemma Ward.

Rispettando la filosofia per la quale un bel paio di scarpe cambia il modo in cui una donna si presenta al mondo, Duccio Venturi crea eleganza, raffinatezza, sperimentazione per una armonia fatta di equilibri progettuali e disequilibri emotivi, ricordi di cose viste, studiate, elementi che creano una trama nell’abbinamento apparentemente impossibile di piume, Svarowsky, lacci, seta, pietre, metalli…..crea scarpe gioiello che appaiono come romanzi incantati sullo sfondo di una natura viva nei colori, densa di significati, piena di ricordi.

Duccio Venturi Sito Ufficiale

Duccio Venturi

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Cristina Vannuzzi

Cristina Vannuzzi

Sono nata a Firenze e risiedo tra Firenze e New York. Esperta in comunicazione mi occupo di ufficio stampa e progetti di merchandising. Collaboro con testate: dal settore del food al lifestyle tra locali, arte, eventi, fashion, fragranze, chirurgia plastico/estetica. Energica e iper attiva sono stata anche autore e responsabile comunicazione del Progetto contro la mafia “Le cene della Legalità” per lo chef Filippo Cogliandro, anno 2012.

 

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