Ermitage e MANN: l’incontro tra Paolo Giulierini e Michail Piotrovsky

Ermitage e MANN: l’incontro tra Paolo Giulierini e Michail Piotrovsky

NAPOLI – Si è svolto ieri, venerdì 13 luglio 2018, nella Sala del Toro Farnese del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l’attesissimo incontro tra Paolo Giulierini, Direttore del MANN, e Michail Piotrovsky, Direttore del Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, con lo scopo di mettere in relazione la cifra storica e il capitale artistico di due grandi città.

“L’internazionalità delle relazioni e dell’immagine del MANN è stato uno degli obiettivi che mi sono posto fin da quando ho assunto la direzione del museo napoletano, che vanta collezioni straordinarie. Collaborare con istituzioni prestigiose come il Getty Museum o l’Ermitage non è solo un onore, ma il riconoscimento di una nuova politica culturale di sviluppo e, nel contempo, un enorme stimolo per la ricerca e la salvaguardia, le scelte gestionali e la valorizzazione” diceva, qualche tempo fa, Paolo Giulierini che, nel pomeriggio di ieri, ha incontrato Michail Piotrovsky in occasione di una conferenza aperta al pubblico – Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto – durante la quale i direttori del MANN e dell’Ermitage sono stati intervistati da Vincenzo Esposito (Il Corriere del Mezzogiorno), Davide Cerbone (Il Mattino di Napoli) e Antonio Ferrara (La Repubblica di Napoli).

Poco meno di due anni fa, il 10 novembre 2016, Paolo Giulierini, Michail Piotrovskij e Massimo Osanna, Direttore della Soprintendenza Pompei – alla presenza dell’allora Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, e con l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, società partner dell’Ermitage in Italia – ratificavano un protocollo d’intesa quadriennale per l’ideazione e la messa in opera di un programma di collaborazione culturale e scientifica tra le rispettive Istituzioni, tale da consentire lo scambio di mostre, la realizzazione di progetti espositivi congiunti, la promozione di stage e borse di studio destinate ai collaboratori e agli specialisti del settore, in aggiunta a tavoli di discussione sulle problematiche della storia dell’arte e l’utilizzo di sistemi e tecnologie innovative applicate ai beni culturali – la digitalizzazione, l’archiviazione, l’applicazione di realtà aumentate ad esempio – con l’obiettivo di garantire la conservazione, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio.

In seno al protocollo di collaborazione tra i due complessi museali, si sono inserite e sono state magistralmente edificate una serie di iniziative artistiche prestigiose: l’eccezionale prestito, da parte dell’Ermitage, di un pool di capolavori per la mostra Amori Divini, ad esempio; l’esposizione del gruppo scultoreo del Piccolo Donario Pergameno, appartenente al MANN, ospite d’onore al compleanno del Museo Statale di San Pietroburgo lo scorso 7 dicembre; e ancora la mostra I Longobardi, inaugurata il 3 maggio 2018, e partita alla volta della Russia da Napoli. Allo stesso modo, per il prossimo marzo, sono attese due rassegne espositive importanti, uniche nel loro genere: la prima al MANN, dedicata allo scultore e pittore italiano Antonio Canova; la seconda dedicata invece a Pompei e avente luogo presso l’Ermitage di San Pietroburgo, in un nodo scambievole e reciprocamente arricchente.

Canova e l’antico, in special modo, si prepara ad essere un evento inedito, di portata internazionale, grazie ai preziosi prestiti concessi al Museo Archeologico di Napoli dal grande Museo sulla Neva che gode di una galleria interamente dedicata all’artista italiano e che rappresenta il più importante insieme di marmi canoviani sul piano mondiale. L’elenco annovera: il Genio della morte (1798 – 1805); la Danzatrice (1811 – 1812); Ebe stante (1800-1805); il celebre Amorino alato (1797); il gruppo marmoreo di Amore e Psiche Stanti (1800 – 1805); Le Tre Grazie (1812 – 1817); la grande statua romana dell’Ermafrodito dormiente del III-I secolo a.C. e il gruppo bronzeo di Ercole e Lica. Il celebre scultore seppe sempre guardare all’arte classica con ammirazione e rispetto profondissimo e con la capacità di reinterpretarla e raccontarla inserendo elementi di innovazione per mezzo dei quali fu in grado di realizzare un dialogo coerente tra antico e moderno.

A proposito di questo fruttuoso allineamento culturale, il direttore del MANN Paolo Giulierini, dichiara: “Sono davvero felice e assolutamente onorato della collaborazione con il Museo Ermitage e la visita del Direttore Piotrovsky è un momento speciale per il nostro Museo, che si appresta ad ospitare capolavori assoluti dell’Ermitage, ma che vuole anche dialogare e lavorare a fianco di questo grande museo e ai loro esperti nel campo degli scavi, del restauro, della valorizzazione museale, come del resto stabilito nel nostro accordo. Nel contempo, la volontà di dare il giusto risalto in Russia, e con l’Ermitage a livello internazionale, alle collaborazioni del MANN che sono d’importanza mondiale”.

Una vera e propria comunità di intenti, dunque, quella realizzata tra il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l’Ermitage di San Pietroburgo, che Michail Piotrovsky definisce enciclopedico per quella sua straordinaria capacità di custodire e vegliare sulla memoria storica non soltanto del proprio Paese, ma anche di altri stati e nazioni. Basti pensare che il Museo sulla Neva possiede oltre 3 milioni di opere e di manufatti della cultura mondiale, conta 4.500.000 visitatori l’anno, e abbraccia una superficie complessiva di 233.345 mq, con un’area espositiva di 66.842 mq. Un colosso museale dunque, la cui misura, spiega il Direttore Piotrovsky, sta non soltanto nel patrimonio che possiede, ma anche e specialmente nello scambio, nella condivisione, nella ricerca e nell’indice di gradimento del pubblico e della comunità scientifica.

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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