Ethiopia, il viaggio spirituale di Marco Paoli

Ethiopia, il viaggio spirituale di Marco Paoli

ROMA – Dal 13 aprile al 17 maggio, Il Macro Testaccio – La Pelanda, ospita la mostra del fotografo fiorentino Marco Paoli, intitolata Ethiopia, dedicata alla bellezza di una tra le più straordinarie nazioni africane per cultura, lingua, etnia e religione. In un incontro a tu per tu con l’autore, ci siamo fatti raccontare le tappe fondamentali di quello che potremmo definire un viaggio spirituale più che un progetto fotografico.

Un viaggio in bianco nero attraverso l’Africa più colorata accentua il contrasto del messaggio. Marco Paoli è un fotografo fiorentino di fama internazionale ed è soprattutto l’autore di Ethiopia, un grande, elegante volume fotografico che raffigura come nessun altro le molteplici sfaccettature di questa antica e meravigliosa terra sul Corno d’Africa.
Nelle 120 immagini presenti nel libro, tutte rigorosamente in bianco e nero, si capisce chiaramente quanto Marco sia profondamente legato a questo territorio e il risultato del suo lavoro non è altro che un viaggio intimo, personale, spirituale attraverso cui il fotografo riesce a cogliere lo spirito e l’essenza dell’Etiopia stessa. Quella di Marco Paoli è una fotografia flemmatica, rilassata, con pochi contrasti, dove sono proprio le infinite tonalità di bianco e nero a fare la differenza, a rendere i mercati, gli altopiani, gli allevamenti, i sontuosi palazzi ancora più unici e stupendi.
I temi esplicitati dalle foto sono quindi la bellezza, ma anche la resilienza della popolazione extraurbana che vive in condizioni di pura sussistenza praticando l’agricoltura e l’allevamento con tecniche tradizionali, succube delle contingenze climatiche eppure convivente in pacifiche comunità, in villaggi in cui l’organizzazione e l’incontro sociale trova il suo spazio di elezione nei mercati o sotto i maestosi sicomori, luogo di riunione degli anziani e dei consigli delle comunità.
Altro tema è quello della convivenza nella differenza, evidenziato dai grandi eventi a tematica religiosa come il Timkat cristiano ortodosso a Lalibela ed il pellegrinaggio musulmano a Scheik Hussein al quale l’autore ha partecipato, accolto con amicizia e grande ospitalità da entrambe le comunità che gli hanno permesso con orgoglio di fotografare i luoghi e i momenti più intimi delle celebrazioni.
Le bellissime fotografie di Marco Paoli hanno attirato parecchia attenzione in giro per il mondo. Nel 2015 parte del lavoro svolto dal fotografo in Etiopia è stato esposto addirittura al Palazzo di Vetro di New York, nella sede dell’Onu.
Insomma il consiglio che possiamo darvi è di cercare in tutti i modi di ammirare queste straordinarie fotografie. E se siete a Roma in questo periodo, avrete l’occasione di farlo. Dal 13 aprile al 17 maggio, il MACRO Testaccio – La Pelanda ospiterà la mostra Ethiopia in tutta la sua interezza. In occasione dell’apertura della rassegna, ci siamo fatti una chiacchierata con Marco Paoli, che ci ha raccontato tutti i dettagli di un progetto che risulta riduttivo definire entusiasmante e passionale.

ETHIOPIA

Dietro a queste bellissime fotografie c’è un lavoro incredibile lungo quasi 6 anni. Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta a intraprendere questo progetto?

La prima volta nel 2006 andai come volontario a girare un piccolo documentario che sarebbe servito a raccogliere fondi per una Onlus italiana (www.busajo.org). Busajo onlus si occupa di bambini di strada nella città di Soddo nel sud dell’Ethiopia. Durante le riprese nacque l’idea e la voglia di tornare da fotografo; così, per i 5 anni successivi, sono andato e tornato a più riprese dall’Etiopia. Ho realizzato un libro ed ho deciso di donare totalmente i miei proventi a Busajo Onlus convinto, per aver visto di persona, l’ottimo lavoro che fanno.

Leggendo il libro e ammirando le sue fotografie, si capisce quanto ami profondamente l’Etiopia e le sue meraviglie, naturali e non. Cos’è che la colpisce di più di questo straordinario territorio?
Quasi tutto tranne Addis Abeba. Sicuramente gli altipiani del nord con le chiese ipogee di Lalibela, la zona delle Bale mountains, con l’altipiano Sanetti e la foresta di Harenna, posti unici e spettacolari. Anche la dura e calda depressione della Dancalia e le etnie della valle dell’Omo. Insomma, praticamente tutta!

Nelle sue fotografie, riesce a mostrare una profonda intimità. E’ come se riuscisse a diventare parte del vissuto del quotidiano dei soggetti raffigurati. Qual è il suo metodo?
Passare molto tempo con loro prima di fotografarli. Ho sempre cercato un contatto che fosse qualcosa di più che il semplice scatto fotografico.

Qual è la fotografia presente nella mostra alla quale si sente più legato?
Tutte, non ce n’è una in particolare.

Le foto della mostra Ethiopia sono tutte in bianco e nero e sovraesposte. Ci può spiegare il perché di questa scelta?
Il bianco e nero è il modo con cui mi esprimo meglio e ne conosco bene la tecnica. La sovraesposizione è una scelta estetica pensata per la fase di stampa delle fotografie, perché ho deciso di stampare su carta cotone con una leggera trama materica. Non volevo, in questo lavoro, avere ombre molto contrastate e avere la libertà di lavorare molto sul movimento, utilizzando sempre il cavalletto e montando un obbiettivo grandangolare molto spinto con lunghi tempi di esposizione. La quasi totalità delle fotografie sono state scattate con un 15 mm, un angolo di visione di circa 110 gradi.

Com’era il suo rapporto con la popolazione locale? E come vivevano il suo lavoro? 
Il rapporto con la popolazione è sempre stato buono, tranne che in sporadici e pochi casi. Noi Italiani siamo amati e benvoluti, nonostante la nostra terribile storia coloniale.

Ringraziando il fotografo per la sua disponibilità, vi ricordiamo infine che potete trovare il libro Ethiopia di Marco Paoli in tutte le migliori librerie. I proventi della vendita sono devoluti a Busajo onlus, Associazione italiana riconosciuta dal Governo etiope che opera in Etiopia a Soddo, nella regione Wolaita, con l’obiettivo di dare accesso all’istruzione ai bambini e alle bambine di strada.

INFO

ETHIOPIA di Marco Paoli
A cura di Paolo Cavalcanti
Inaugurazione: 12 aprile 2017 ore 18.30
Apertura al pubblico: 13 aprile – 17 maggio 2017

MACRO Testaccio – La Pelanda
Piazza Orazio Giustiniani, 4 – Roma
Orario: da martedì a domenica, ore 14.00-20.00
Chiuso il lunedì

Ingresso gratuito alla mostra

INFO: 060608
Museo MACRO

Official website MARCO PAOLI

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Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

2 Responses to "Ethiopia, il viaggio spirituale di Marco Paoli"

  1. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   11 Aprile 2017 at 13:14

    Fotografie incredibili! L’uso del bianco e nero sembra quasi astrarre dalla realtà i soggetti raffigurati. Andrò sicuramente alla mostra!

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   18 Aprile 2017 at 13:07

      La forza delle immagini, viste dal vivo alla mostra, supportate anche le parole dell’autore che ho avuto la fortuna di incontrare anche all’inaugurazione, supera di gran lunga ogni aspettativa. Ed il libro va assolutamente acquistato perché, oltre che essere di supporto ad una iniziativa con fini umanitari, è semplicemente bellissimo graficamente e per la qualità fotografica.

      Rispondi

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