Euro 2016, ecco perché l’Italia può crederci

Manca una manciata di ore all’esordio della nazionale italiana a Euro 2016. Lunedì 13 giugno, gli azzurri sfideranno un Belgio mai così temibile nella sua storia. La squadra di Conte, poi, se la passa abbastanza male. Mai il movimento calcistico del Bel Paese è sembrato così in difficoltà. Non c’è un numero 10, un Baggio, un Totti o un Del Piero per capirci, quello che con fantasia, carattere, dribbling e uno spirito da capopopolo, fa sognare tutti. L’attacco poi, preoccupa e non poco; gli uomini su cui Conte ha puntato in questi 2 anni di costruzione, hanno avuto quasi tutti un forte calo nella seconda parte di stagione e alcuni di loro hanno addirittura perso il posto da titolare nel loro club. E per concludere in bellezza, anche la sfortuna ci ha messo lo zampino. Gli infortuni di Verratti e Marchisio, due perni assoluti della compagine azzurra, hanno costretto il c.t a cambiare i piani prestabiliti.

Insomma i segnali non sono buoni, ma noi, con un pizzico di ottimismo (e con molta difficoltà), vogliamo spiegarvi perché l’Italia può farcela a Euro 2016.

Divise Ufficiali Italia Euro 2016
Divise Ufficiali Italia Euro 2016
  1. La difesa. C’è un muro davanti a Buffon. La nostra difesa ha pochi eguali nel mondo, il blocco Juve (Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini), collaudatissimo da anni, sarà il nostro punto di forza principale in questi Europei per la squadra di Conte. I 4 fenomeni difensivi sono ormai un ritornello impresso nelle menti dei tifosi juventini e della Nazionale, un quartetto di monumenti difensivi che col tempo e con le prestazioni sta conquistando l’accostamento al leggendario “Zoff-Gentile-Cabrini-Scirea”. Insomma segnarci, sarà molto, molto difficile

  2. Antonio Conte. Potrà stare antipatico ma il C.T. Azzurro è a detta di molti il migliore tra i tecnici che si contenderanno l’europeo. E’ chiaro, un allenatore senza giocatori non vince nulla, ma siamo sicuri di una cosa: la Nazionale di Conte, squadra allergica alle prime donne, non mollerà un centimetro. Sarà una squadra di lottatori, di gente pronta a lasciare in campo tutto quello che ha. In poche parole il “metodo Conte”, quello che ha permesso all’allenatore pugliese di dominare il campionato di Serie A con la Juventus per 3 stagioni consecutive.

  3. Il Girone. Da sempre, la parte più ostica per l’Italia è la fase a gironi. Quest’anno però, vuoi per la nuova formula dell’Europeo (passano anche le 4 migliori terze su 6 gironi), vuoi per le nostre avversarie, non certo irresistibili, crediamo che, di riffa o di raffa, riusciremo a qualificarci per gli ottavi. Si è vero, il Belgio è un’officina di talenti incredibile, ma è costituita da un gruppo di solisti, forse ancora troppo giovane per spaccare. Un bel pareggio con i belgi e poi basterebbero 4 punti con la Svezia di Ibrahimovic e poco altro e la “piccola” Irlanda. Si può fare!

  4. Le Big. Come detto in precedenza, il movimento calcistico italiano sta affrontando una situazione a dir poco delicata. Ma le altre Nazionali, quelle classiche e vincenti per nome e antonomasia, sono davvero così imbattibili? Germania e Spagna sembrano un po’ appagate dai trofei vinti negli ultimi anni;il Belgio, tutto talento e tecnica, appare ancora acerbo e poco compatto; l’Inghilterra nonostante due bomber di razza come Jamie Vardy e Harry Kane, mostra un gioco poco manovrato, con il marchio di fabbrica dei lanci lunghi e dei calci piazzati a far da padrone. Non convince. Tra tutte la favorita è la Francia di Didier Deschamps, che come sappiamo, ospiterà la competizione. Anche i transalpini però sono un gruppo molto giovane e pagheranno sicuramente l’assenza forzata di Benzema (escluso dal tecnico per le accuse di ricatto al suo compagno Valbuena).

  5. L’eroe che non ti aspetti. Totò Schillaci. Fabio Grosso. Vi dicono qualcosa? Magari succederà anche a Euro 2016, perché inspiegabilmente, la nostra Nazionale, è da sempre specialista nel tirare fuori eroi a sorpresa. Zaza che segna una doppietta alla Germania, o Eder che annienta il Belgio… Forse stiamo sognando un po’ troppo. O forse no?

 

Tutte le statistiche e le info su Euro 2016 le trovate qui: http://it.uefa.com/uefaeuro/

 

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

5 Responses to "Euro 2016, ecco perché l’Italia può crederci"

  1. Danilo   11 giugno 2016 at 13:31

    Tutti dietro e ripartire come il Leicester di Ranieri!

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  2. Marco Vives   11 giugno 2016 at 13:35

    Ma siete tanto sicuri che questa squadra può battere in scioltezza la Svezia di Ibra?

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  3. Simone   12 giugno 2016 at 14:58

    non capisco perché gli allenatori della Nazionale siano così fissati con questa cosa di convocare i giocatori che hanno contribuito al percorso durante i 2 anni pre competizione. Se Eder e Pellè fanno schifo OGGI perché non convocare giocatori come Belotti e Gabbiadini che hanno dimostrato di più?

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  4. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   12 giugno 2016 at 16:28

    Conte punta molto sulle dinamiche di gruppo. Preferisce avere qualche “soldatino” come disse qualcuno, che magari qualche neofita dei suoi schemi. Anche io avrei chiamato Gabbiadini anche se ha giocato poco quest’anno.

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  5. Andrea   13 giugno 2016 at 14:22

    Finora non ho visto grandissime squadre. tutti dietro cercando di non rischiare nulla. L’Italia secondo me ce la puo fares

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