Wimbledon 2017, l’ottava sinfonia di Re Roger Federer

Wimbledon 2017, l’ottava sinfonia di Re Roger Federer

LONDRA – Troppo forte, troppo determinato, troppo Federer. Lo svizzero conquista il suo ottavo Wimbledon al termine di una cavalcata trionfale dove non ha lasciato neanche un set ai suoi avversari. In finale, batte Cilic 3-0. Il nostro racconto.

Eccoci il momento è arrivato! Siamo a commentare la finale di Federer contro Cilic a Wimbledon. Sarà l’ottavo per King Roger il Divino?

Vediamola insieme questa partita. Federer vince il sorteggio ma decide di rispondere. Come mai? non sta bene con la schiena? Non sembra, Roger risponde subito bene con il rovescio piatto rivitalizzato da Ljubičić e inizia portando Cilic ai vantaggi. Vediamo ora come va il servizio… sembra ok ma Cilic risponde fortissimo e cerca d’imporre un ritmo forsennato alla partita. Anche in questo game si va ai vantaggi. La partita per quello che mostrano i primi game non sarà una passeggiata per Federer.

Federer percepisce il problema e nel secondo turno di battuta fa un altro doppio fallo (2 in due game), concedendo una palla break, ma se la cava. Certo io in tanti anni Cilic non l’ho mai visto giocare così bene, reggerà? Sembra di no, subito e improvvisamente tre palle break per Federer che strappa il servizio all’avversario e si porta subito 4 a 2. Incredibile, un “colpo di mano” e l’inizio impressionante di Cilic sembra già un ricordo.  La cosa che più colpisce oggi è la risposta al terrificante servizio a 220 all’ora di di Cilic che sull’erba di Wimbledon, in queste due settimane, ha raccolto una sessantina di aces. Doppio break e Federer in 36 minuti porta in Svizzera il primo set.

Secondo set, Federer parte con 4 servizi spaventosi e le movenze di Cilic sembrano diverse, spalle curve, viso sconsolato … ma il match è ancora lungo. Mamma mia che rovesci sta tirando Federer. Cilic trova il primo Aces della partita ma sul 30 pari, palla break e 3 0. La tempesta perfetta sembra si stia abbattendo contro Cilic. Attenzione! al cambio campo Cilic mostra problemi fisici o nervosi, perché piange e nasconde con un asciugamano il viso.  Nessun medico interviene, arriva solo il giudice arbitro, Cilic è in difficoltà, il pubblico gli invia un applauso d’incoraggiamento scrosciante. Si riparte con il croato al servizio. Una reazione c’è, 40 a 30 e gioco, 3-1. Federer sembra non volere infierire ma continua a giocare bene e va sul 4 a 1. Al cambio campo, mangia un biscotto, dà un’occhiata alla moglie, fa un gesto d’intesa al suo angolo dove in questi giorni c’è stato sempre anche il padre. Federer continua a rispondere ai servizi di cilic a 220 all’ora con una semplicità disarmante, siamo 5 a 1.

Bertolucci in TV commenta “deve esserci un problema fisico” altrimenti non si spiega il crollo. Il secondo set finisce  6-1 e subito entra il medico con un antiinfiammatorio per il campione croato che si toglie la scarpa del piede sinistro, forse sono vesciche… il piede viene fasciato. Lunga pausa ma si ricomincia, Marin Cilic prova a resistere. Federer ha anche lui uno sguardo contrariato ma cerca di mantenere la concentrazione. Si inizia in modo interlocutorio con un game per uno, ma al secondo turno di battuta Cilic va 0-30 anche se  Federer non morde più,  gioca spesso in back e si va sul 30 pari. Lo svizzero riprende a martellare e Cilic si salva a fatica concedendo due palle break. Nel terzo set è ancora in partita e forse l’antidolorifico comincia a fare effetto, in un’occasione scende anche a rete. Cilic porta a casa il terzo servizio e Federer sembra non giocare più con cattiveria. Si va subito sul tre pari con Cilic che fa fatica specialmente a spostarsi sul lato destro. Al settimo game arriva il break anche nel terzo set. Forse è veramente la fine anche perché fino a ora Federer viaggia con una percentuale di prime palle di servizio al 75%: prodigioso! Si va senza sorprese sul 5 a 4 e servizio a Federer. Vediamo se lo svizzero porterà subito a casa l’ottavo Wimbledon. 15 pari la moglie in tribuna si alza in piedi e si fa sentire. Federer va subito 40 a 15 2 match-point.

Sul primo Cilic si salva miracolosamente ma subito  dalla racchetta di Roger esplode l’aces finale ed esplode la standing ovation. In due settimane il campione non ha mai perso un set alla giovane età di 36 anni. Che dire ancora di questo campione? Solo questo: gioca ancora meglio di prima… lui seduto sulla sedia sembra  rendersene conto e si mette a piangere anche perché la moglie ha nel frattempo  fatto entrare i piccoli gemelli Federer. Inizia la premiazione: Federer solleva di nuovo la coppa, non lo faceva dal 2012 e ora è n. 3 del mondo pun avendo saltato tutti i tornei sulla terra battuta. Parola a Marin Cilic, alla seconda finale slam, e che slam!  “Ho fatto del mio meglio, ho giocato il miglior tennis della mia vita in questo torneo”. Parola a Federer. “La pausa e il lavoro mi ha fatto bene, sono tornato a posto fisicamente. Questo è un campo speciale e aver vinto per l’VIII volta mi riempie di orgoglio, spero di tornare l’anno prossimo”.

L’extraterrestre saluta, sorride a tutti e si consegna docile al protocollo inglese. Dio salvi il Re!

Il tennis è senza età. È forse questa la conclusione? Si, dev’essere così… E Federer è il tennis, dunque è senza età anche lui. In questo sport lo svizzero occupa la posizione di Heidegger nella storia del pensiero. Un uomo estremamente poco complicato che si è perfettamente ritrovato nel ruolo di profeta, colui che porta finalmente la Reincarnazione e la Luce in un mondo compromesso e sconsacrato.

Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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