Accadde Oggi: 25 anni fa moriva l’eterno Federico Fellini

Accadde Oggi: 25 anni fa moriva l’eterno Federico Fellini

“È stato Fellini a spingermi verso il mio cinema. Ci sono pochi registi che hanno allargato il nostro modo di vedere e hanno completamente cambiato il modo in cui sperimentiamo questa forma d’arte. Fellini è uno di loro. Non basta chiamarlo regista, era un maestro”. (Martin Scorsese)

ROMA – Il 31 ottobre del 1993 moriva un genio assoluto della storia del cinema italiano e mondiale la cui influenza si sente ancora oggi. Fellini è stato a suo modo l’Italia stessa, tutti noi ci siamo specchiati nei suoi sogni e nei suoi incubi.

Ogni tanto Dio sembra che si risvegli dall’assenza, dal torpore in cui appare avviluppato, o in cui noi lo abbiamo costretto, e accadono miracoli, che non hanno niente a che vedere con le Madonnine che lacrimano sangue, ma che si esprimono nella dimensione concreta di certi uomini o certe donne. Genialità pure, imprevedibili, umanità inspiegabili con criteri razionali, che innestano un pezzetto di cielo nella nostra quotidianità. Capita solo qualche volta nell’arco di un secolo. Ma capita. Il miracolo della grazia che talvolta si incarna in una precisa personalità artistica è quello che ci fa dire che Dio non si è dimenticato di noi. E la controprova del genio sta nel fatto che gli viene tutto facile, che la melodia scorre come l’acqua di un ruscello e si fissa sul pentagramma, come per Mozart che non aveva bisogno di cancellature. Ecco, tutto questo accade nella musica, nel teatro, nell’arte certo, e accade anche nel cinema. Un esempio lampante di tutto ciò non può che essere Federico Fellini, un maestro più che un regista, uno che per dono ha ricevuto l’enorme facilità espressiva, unita a una felicità tipica dell’uomo che si accorge che l’immagine interiore aderisce perfettamente alla forma visiva.

E noi, il pubblico, questa miscela l’abbiamo adorata, percepita, annusata, capita, apprezzandone il valore e la grandezza a livello incondizionato.

Marcello Mastroianni e Federico Fellini
Marcello Mastroianni e Federico Fellini

E’ per questo che oggi, 31 ottobre 2018, a 25 anni dalla scomparsa di Federico Fellini, non possiamo non tributare un genio assoluto del cinema italiano e mondiale, la cui influenza stilistica e contenutistica sulla scena internazionale è forte e continua ancora oggi: da Paul Mazursky a Martin Scorsese, che disegnò i suoi antieroi del film Mean Streets basandosi sulla struttura de I Vitelloni (cliccate qui per le parole di Scorsese su Fellini alla Festa del Cinema), fino ad arrivare a Spike Lee, Charlie Kaufman, Woody Allen e il nostro Paolo Sorrentino.

L’arco espressivo di Federico Fellini ha raccontato il nostro ‘900 come nessuno, e in generale, ha raccontato tutto sulle nostre vite, con la sua rappresentazione dell’ingenuità, degli ultimi come depositari della felicità (La Strada) della provincia incantata (I Vitelloni) della mostruosità fascinosa della metropoli (La Dolce Vita) dell’inconscio (8 e mezzo) fino al canto finale della solitudine e della nostalgia (Amarcord e La Voce della Luna).

Marcello Mastroianni e Federico Fellini
Marcello Mastroianni e Federico Fellini

Candidato 12 volte al Premio Oscar (nessuna vittoria, una macchia per l’Academy non certo per lui), per la sua attività da cineasta gli è stato conferito nel 1993 l’Oscar alla carriera. Ha vinto inoltre due volte il Festival di Mosca (1963 e 1987), la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1960 e il Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1985.

Veniva dalla satira e dal fumetto Fellini; da Rossellini imparò lo stile, il mestiere e i segreti del Neorealismo, punto più alto della storia del cinema italiano senza discussioni, per poi differenziarsi inserendoci un maggiore umorismo, un’ironia tutta sua e molte note autobiografiche all’interno dei suoi racconti.

Se Antonioni è l’autore che ha meglio rappresentato la crisi esistenziale e dei valori della società occidentale del ‘900, Fellini è stato invece il simbolo di un cinema barocco, esplicitamente affabulato, perfettamente cosciente della finzione dello spettacolo, che sa coinvolgere lo spettatore immergendolo in una sorta di fantasmagoria sonora e soprattutto visiva.

fellini
Marcello Mastroianni e Anita Ekberg ne “La Dolce Vita”

Fellini è stato un regista debordante, geniale, inventore, fantasioso e addirittura invadente per la capacità di entrare nelle nostre vite. Prendiamo ad esempio La Dolce Vita. A Roma, associare tale espressione a Via Veneto è diventata una cosa fin troppo naturale. Quelle immagini, quelle storie, quelle sensazioni, hanno indelebilmente segnato questo luogo della Città Eterna, e basta passarci un attimo per essere subito trasportati nei mitici film di Fellini.

Insomma, un’icona, un pioniere, un genio assoluto. E la sua eredità, si sente ancora, anche se resta impenetrabile e inarrivabile.

25 anni senza Fellini

Be Sociable, Share!

Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

Leave a Reply

Your email address will not be published.