Festa del Cinema, l’indimenticabile Lectio Magistralis di Martin Scorsese

Festa del Cinema, l’indimenticabile Lectio Magistralis di Martin Scorsese

FESTA del CINEMA – Premio alla Carriera per il regista italo-americano premio Oscar con The Departed nel 2007. Scorsese regala a tutti noi presenti in sala, una lezione di cinema incredibile e ricorda a tutti il valore del Neorealismo italiano. Vi racconto qui il pomeriggio di ieri alla FF13.

Un genio assoluto, un cineasta con la c maiuscola, un grande maestro invade la Festa del Cinema di Roma con tutto il suo stile la sua iconicità. E’ Martin Scorsese, regista straordinario, uno capace di regalarci film che sono pura storia del cinema. Ne citiamo alcuni? Taxi Driver, Re per una notte, Toro Scatenato, New York New York, Quei Bravi Ragazzi, Gangs of New York , girato proprio qui a Cinecittà e premiato proprio alla Festa di Roma  e naturalmente The Departed.

Scorsese era atteso come un Papa e ha regalato al pubblico una lezione di cinema straordinaria, davanti a un parterre da brividi (Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Nicola Piovani e Giuseppe Tornatore, tutti premi Oscar italiani) e non prima di aver abbracciato la folla, consapevole dell’amore del pubblico italiano.

Il regista premio Oscar è stato molto amabile con i suoi fan, ha firmato autografi, si è messo in posa e ha addirittura scattato qualche selfie. Insomma una vera star, perché in America anche i registi sono star allo stato puro. Ci teneva Martin, forse per le sue origini italiane che sente molto, o forse perché il suo stile, i suoi linguaggi, il suo cinema in generale, sarebbero stati difficilmente gli stessi senza l’influenza del Neorealismo nostrano.

MARTIN SCORSESE SUL CINEMA ITALIANO

SCORSESE

“La mia vita è cambiata tante volte guardando i vostri film. Il cinema italiano è il migliore del mondo”. Subito dopo questa frase parte una carrellata infinita di titoli che Martin sente come se fossero suoi, quasi con venerazione. Arrivano momenti sublimi, volti indimenticabili, registi unici. Si parte con l’Accattone di Pasolini: “Fu un vero shock, non conoscevo nulla su Pasolini ma capivo i suoi personaggi perché venivo da quei mondi, dagli ultimi di New York che non erano diversi dagli ultimi di Roma. Pasolini mi ha insegnato la santità dell’animo umano”.

Il viaggio di Scorsese prosegue senza sosta con La presa del potere di Luigi XIV di Rossellini, e con Umberto D di Vittorio De Sica: “Il momento ultimo e sublime del Neorealismo con la purezza, la dignità e l’ironia di De Sica” e ancora con Il Posto di Ermanno Olmi che Martin non può non citare: “Fu il documentarista per eccellenza e rese pura anche la finzione.”

Antonio Monda, il Direttore Artistico della Festa del Cinema di Roma, vorrebbe quasi fermarlo per una questione di tempi , ma la Lectio Magistralis del regista è troppo sublime per essere inquinata da restrizioni legate al minutaggio; Scorsese continua e parla di Michelangelo Antonioni e del film L’Eclisse: “E’ colui che mi ha insegnato un’esperienza di cinema nuova, diversa, alienante. Il suo lavoro sullo spazio, sulla composizione, sulle luci e sulle ombre e il suo modellamento dei  personaggi. In Antonioni tutto apparteneva a una mente “altra”, a una fantascienza narrativa”.

Infine, non poteva mancare un tributo a Luchino Visconti e a Federico Fellini. Parlando dei 2 maestri, Scorsese quasi si inchina: “Il mio preferito di Fellini è Le Notti di Cabiria,  ma il film che ho nel cuore è La Strada, il primo che ho visto del grande Federico. Sul Gattopardo cosa posso dire?  Visconti con questo film e con Rocco e i suoi fratelli mi ha insegnato come combinare l’impegno politico con il melodramma infinito.  Il Gattopardo è la sovrapposizione perfetta di questo binomio e poi Donnafugata è città di mia nonna”.

IL CATTIVO DI MARTIN SCORSESE

SCORSESE

Straordinario e anche sorprendentemente “buono”. Perché vi chiederete voi? Beh, perché Scorsese con i “cattivi” ci ha costruito una carriera unica! Diciamocelo, qual è il regista hollywoodiano che ha esaltato di più la figura del villain? E’ Martin Scorsese, non ce n’è.

Il personaggio del Boss di Scorsese al cinema è imbattibile. Che sia della Mafia Italoamericana o di quella irlandese (a proposito, a gennaio esce Irishman, nuovo film di Scorsese con la rediviva coppia De Niro-Joe Pesci) il cattivo dei film di Martin è semplicemente imbattibile. Virtuoso in famiglia, feroce sul lavoro, con una spietatezza senza limiti.

 Spesso, boss, criminale o psicopatico “scorsesiano che sia” fuma un sigaro di grosso formato, che sottolinea inevitabilmente il suo potere. Del resto, tra i mafiosi come Al Capone, il sigaro era molto apprezzato. Ecco perché anche i boss del grande schermo proposti non potevano non essere degli accaniti fumatori.

Che dire poi di Robert De Niro, il vero volto del cinema di Martin Scorsese. I suoi ruoli da villain non si riescono a contare, da “Quei Bravi Ragazzi” a Cape Fear fino ad arrivare all’eccezionale Taxi Driver.

Ma più di ogni altra cosa, questi personaggi sono sempre interpretati da attori straordinari.

La lista dei film che cementifica la grandezza di Martin Scorsese è davvero infinita. Potrei citare ancora De Niro  in Re Per una Notte, o Joe Pesci in Casino, o ancora Pesci in Quei Bravi Ragazzi, ma se proprio devo dar retta al cuore dico Jack Nicholson In The Departed

Un consiglio? Andatevi a rivedere questi grandi film, oppure riguardatevi i monologhi di questi straordinari personaggi, magari sorseggiando un whisky e ascoltando un classico dei Rolling Stones. Un titolo a caso? Sympathy for the Devil

MARTIN SCORSESE ALLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA

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Vi lasciamo con le immagini più belle di Martin Scorsese alla Festa del Cinema di Roma.

I film più attesi della Festa del Cinema di Roma, cliccate qui

 

Festa del Cinema, Martin Scorsese

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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