Festa di Roma, la ricetta di Monda funziona ancora e il pubblico premia Borg-McEnroe

Festa di Roma, la ricetta di Monda funziona ancora e il pubblico premia Borg-McEnroe

ROMA – 10 giorni di proiezioni nonstop, interviste, incontri e alto cinema. Qualche pecca c’è ma la kermesse romana ha convinto praticamente tutti, grazie alla regia di Monda. Conclusa la manifestazione, vi proponiamo le nostre classiche pagelle.

Qualità alta, concetti e messaggi forti, a volte rischiosi, ma sempre destabilizzanti e di grande impatto. Tanto sport (vince Borg-McEnroe il premio del pubblico), tanta musica, tante file purtroppo, e tanto tanto cinema. La dodicesima Festa del Cinema di Roma è ormai agli archivi e penso sia importante offrire ai lettori i numeri della manifestazione e qualcosa dell’atmosfera che si è respirata durante l’evento.

Partiamo dai numeri naturalmente. Con un budget di 3 milioni e mezzo di euro (una sciocchezzuola se si pensa alle altre kermesse cinematografiche) la Festa ha fatto registrare un aumento del 13% di incassi rispetto allo scorso anno, con 39.243 biglietti venduti, 4092 accreditati, e una crescita imponente sui social network (+101% dei followers su Twitter, + 50% su Youtube). Risultati importanti, l’affluenza del pubblico è stata incredibile. Il che dà da pensare: per le prossime edizioni, non sarebbe più conveniente aumentare il numero delle sale e delle repliche? La richiesta è tanta e qualcosa in questo senso bisognerà farla!

Bellissima poi la Sezione Incontri vero fiore all’occhiello della manifestazione. Anche quest’anno nomi importanti, ben disposti a raccontare il proprio cammino e il proprio percorso. Il pubblico ha apprezzato tantissimo e i biglietti disponibili per ammirare la sfera intima delle varie star sono andati a ruba dopo poche ore. “A Roma vengono geni come Lynch e Waltz perché riconoscono un segno d’identità e rinascita forte. Sono felicissimi di parlare di loro stessi e del loro cinema – ha dichiarato il direttore Antonio Monda nella conferenza stampa di chiusura – anche Nanni Moretti, che aveva sempre declinato i nostri inviti, si è fidato, ha visto un segnale di continuità e di identità.”

Un bel segnale insomma, la Festa è in crescita sotto tutti i punti di vista. Ora però, entriamo nel dettaglio della kermesse, attraverso le nostre classiche pagelle.

Hostiles Voto 7

Il film d’apertura della Festa del Cinema 2017 ha convinto praticamente tutti. Non sarà un capolavoro della storia del cinema (anche se siamo sicuri che agli Oscar qualcosa se lo porteranno a casa) ma la pellicola si è dimostrata solidissima con momenti di cinema molto alto. Bellissima la fotografia di Masanobu Takayanagi cosi come le inquadrature e le ambientazioni profondamente western. Christian Bale e Rosamund Pike poi, sono due certezze, che si esaltano sempre nella violenza e drammaticità. Da vedere!

Borg-McEnroe
Christian Bale in Hostiles, film di Scott Fort

Cinema italiano Voto 5,5

C’è un po’ di amaro in bocca. I titoli nostrani non hanno convinto alla Festa nonostante le aspettative fossero molto alte. Pochi film, quasi tutti fuori concorso, nessuno davvero memorabile. Delude Una Questione Privata con Marinelli, pellicola troppo lontana dalle atmosfere eccezionali del libro di Beppe Fenoglio; si salva invece The Place di Genovese, che però non riesce a ripetere l’exploit di Perfetti Sconosciuti (anche se il film al botteghino, andrà benissimo ne siamo certi).

Borg-McEnroe
Luca Marinelli in Una Questione Privata

Jake Gyllenhaal Voto 8,5

Il 37enne di Los Angeles ha conquistato il pubblico romano in tutti i modi possibili. Prima di tutto grazie alla sua ultima fatica, Stronger, in cui interpreta Jeff Bauman, un uomo comune divenuto simbolo di speranza dopo l’attentato di Boston del 2013. Film bellissimo, insieme a Donnie Darko la miglior interpretazione della carriera di Gyllenhaal a parer nostro.

Jake però non si è accontentato di stupire tutti sul grande schermo, e ha deliziato la platea raccontando la sua storia e i suoi pensieri nella Sezione Incontri. Intervistato da Antonio Monda, l’attore americano ha mostrato una dolcezza incredibile e una disponibilità fuori dal comune. “Devo tutto a La Strada di Fellini. È il regista con cui avrei voluto lavorare e senza quel film non sarei qui oggi”, ha detto commosso durante l’intervista.

Borg-McEnroe
Jake Gyllenhal e Antonio Monda

Organizzazione Voto 5

Un passo in avanti rispetto allo scorso anno, dove molto spesso, i film più attesi combaciavano nell’orario e per vederli era necessario il dono della duplicazione. Ma c’è ancora da migliorare. File troppo lunghe (non sarebbe meglio aumentare il numero delle repliche?) e pochissimi posti riservati ai giornalisti, soprattutto nella Sezione Incontri (a voi magari non interesserà ma per noi è stato un vero dramma in alcuni momenti!).

Borg-McEnroe
La Sala Petrassi, Auditorium

Borg-McEnroe Voto 7,5

La Festa 2017 verrà ricordata per il grande risalto dato al mondo dello sport. Il titolo più convincente appartenente a questo filone è sicuramente Borg-McEnroe, vincitore tra l’altro del Premio del Pubblico, unico presente nella manifestazione. La pellicola racconta una delle più straordinarie rivalità sportive di tutti i tempi capace di cambiare in modo indelebile la storia del Tennis (se volete sapere di più sulle grandi rivalità dello sport cliccate qui). Ottima la prova di Shia LaBeouf nei panni dell’iconico John Mc Enroe, ruolo che potrebbe rilanciare la sua carriera proprio con questo titolo.

E non è un caso che a ricevere il premio sia stato proprio un film che parla di Tennis, sport che più di ogni altro incarna nella sua essenza e nel suo svolgimento la stessa esistenza. Borg-McEnroe parla di due ragazzi in lotta, rappresentanti di due stili di gioco e di vita agli antipodi , disposti a tutto per diventare i migliori.

Diversi si ma in fondo uguali. Uguali nella voglia di vincere e nella sofferenza che tutto questo comporta. Una perfezione che in realtà nasconde male di vivere. Ecco, Borg-McEnroe di Janus Pedersen (True Detective 2) racconta proprio questo e lo fa benissimo.

 Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf e il regista Janus Metz Pedersen durante le riprese di Borg-McEnroe
Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf e il regista Janus Metz Pedersen durante le riprese di Borg-McEnroe

Maria by Callas: in her own words Voto 10

Eccolo IL momento della Festa. Pazzesco il documentario di Tom Volf sulla vita di Maria Callas. Durante la proiezione stampa, sembrava di essere alla Scala. Lei canta. Tutti piangono e applaudono. Ancora oggi, a più di 40 anni dalla scomparsa, il mito della Callas riecheggia più vivo che mai, e ci mette ancora in soggezione, senza distinzioni di età, sesso e nazione.

Il documentario, oltre a mostrarci le performance più famose della più grande cantante d’opera lirica di sempre, svela tutto ma proprio tutto sulla sfera intima dell’artista, dagli amori al successo, dal sacrificio alla depressione. GUARDATELO E RIGUARDATELO, non rimarrete delusi!

 Sverrir Gudnason, Shia LaBeouf e il regista Janus Metz Pedersen durante le riprese di Borg-McEnroe
Maria Callas

INFO

 

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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