Fiaschetteria La Pace: quando il Made in Italy incontra la tradizione

Fiaschetteria La Pace: quando il Made in Italy incontra la tradizione

PISTOIA – Se siete a Pistoia e avete voglia di una cucina made in Italy, semplice ma di qualità, indirizzate il vostro… “tom tom” (fittizio o reale) a via dei Fabbri 7/9, destinazione: Fiaschetteria della Pace! Si tratta di un accogliente locale in pieno centro storico (quindi se siete in auto dovete parcheggiare fuori la ztl) del quale vorrei parlarvi attraverso l’intervista con il proprietario, Matteo.

Appena entrata ho avvertito un senso di benessere (e non solo perché venivo da una passeggiata sotto la pioggia in una fredda mattina di dicembre) in quanto il posto ha un’atmosfera famigliare e semplice; vedo che è arredato con pezzi vintage, non ce n’è uno uguale all’altro e invitano gli occhi a girare curiosi  per scovare insoliti e originali riadattamenti.  Matteo mi spiega che la Fiaschetteria La Pace è anche questo: materiali riciclati e restaurati, provenienti da luoghi più svariati (scuole, collegi, uffici, bar etc). Affascinata da questa storia, la mia intervista parte proprio dal locale:

Questo è un edificio storico?

Sì, risale al ‘600, su questa strada gli artigiani esponevano le loro merci, e qui (indicando verso la finestra) ci sono ancora gli sporti originali, tra i pochi salvati dopo la politica di risanamento del centro storico durante gli anni ‘60

E voi da quanto tempo lo avete in gestione?

Da 5 anni, prima c’era un negozio di abbigliamento e poi io e il mio socio lo abbiamo rilevato e deciso di aprire una fiaschetteria.

Il nome “La Pace” da dove viene?

E’ una sorta di omaggio al nome della prima fiaschetteria che il bisnonno del mio socio aveva a Casalguidi

Avete cambiato qualcosa nella struttura della Fiaschetteria La Pace ? Lavori di restauro?

Le parti in muratura sono invariate, è stata fatta solo la zona bar e i bagni. Il piano di sopra, dove c’è la cucina principale, viene utilizzato anche per cene, eventi…

Quali sono i vostri orari, siete aperti anche a pranzo?

In inverno l’orario della Fiaschetteria La Pace è dal pomeriggio fino alla sera dopocena (h 02.00) e facciamo wine bar, cocktail bar, apericena e dopo cena. In estate, quando c’è una maggiore affluenza di turisti, sia italiani che stranieri, siamo aperti anche a pranzo

A proposito di clienti, qual è il tipo di utenza che viene qui?

Mah, un po’ di tutto dal turismo di tipo familiare a quello spontaneo, fatto di giovani. Diciamo che Pistoia ha una vita molto di piazza, alla gente piace stare fuori, incontrarsi nei bar, nei locali. La gente si riversa nel centro, che è oltretutto molto carino, con scorci e angoli caratteristici.

Sì, il centro di Pistoia è un vero bijoux, bei negozi, locali carini, gente estroversa, si respira veramente un’atmosfera di familiarità.

Venendo ora ai vostri menù, che tipo di cucina proponete?

All’inizio l’idea era quella della fiaschetteria anni ’50, con cose molto semplici, una bottiglia di vino accompagnata da affettati e formaggi…

…tutti prodotti della tradizione toscana…

Sì assolutamente, da noi si mangiano tutti prodotti toscani: prosciutto toscano, spalla, soprassata, capocollo, sbriciolona, pecorini vari eccetera…

…e poi?

Con il tempo però, stando a contatto con il pubblico e guardandoci un po’ intorno, abbiamo cambiato idea e ampliato l’offerta. I taglieri ci sono sempre ma abbiamo inserito anche i menù da ristorante con antipasti, primi, secondi etc. Non vogliamo sperimentare o rivisitare niente, ci piace restare sul tradizionale, ma un tradizionale di qualità. Questo è sicuramente in nostro punto fermo.

I nostri piatti sono fatti con materie prime di alta qualità, dalle aziende a km 0, all’allevamento grass food, tutto è rigorosamente controllato e certificato.

Cucina semplice ma di qualità: è la scelta “politica”che avete fatto anche per il locale di New York? Mi può parlare di questa esperienza?

Il mio socio è sempre stato appassionato di New York e un anno fa, dopo l’ennesimo viaggio, un’amica ci ha messo in contatto con i proprietari di un ristorante a Manhattan che cercavano soci in quanto il locale non andava tanto bene. Ora siamo comproprietari al 50% e abbiamo in totale gestione la cucina, che abbiamo voluto identica a questa della “sede” pistoiese, con stessi menù, piatti etc.

E la cosa ha funzionato a quanto pare…

Sì molto! Abbiamo avuto riconoscimenti su riviste specializzate, classifiche, siti web, un vero successo!

E per i prodotti, come fate? Riuscite a trovare tutto? Li importate?

Alcuni prodotti sono importati dall’Italia, come il prosciutto San Daniele e i formaggi, per quanto riguarda la pasta la facciamo da noi. Alcuni dei nostri dipendenti sono andati a lavorare lì, tra cui un cuoco, quindi l’affidabilità sul piano delle ricette e della preparazione è totale. Abbiamo voluto ricreare un ambiente genuinamente italiano!

In effetti quando vado all’estero sono sempre molto diffidente dei ristoranti italiani, ma questo…sounds good! Qual è il nome del locale newyorkese?

Fiaschetteria Pistoia.

Ringraziando per il caffè (non bevo vino) gli auguro un prosieguo di successo sia per la Fiaschetteria La Pace di Pistoia che per la “sorellina” americana.

E nel frattempo voi cominciate da quella toscana…

Fiaschetteria La Pace

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Giuliana D'Urso

Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

22 Responses to "Fiaschetteria La Pace: quando il Made in Italy incontra la tradizione"

  1. Steve Moss
    Steve Moss   13 febbraio 2018 at 10:37

    Sapete che non sapevo che Pistoia è stata la Capitale italiana della Cultura 2017? E sono certo di conoscere l’Italia molto meglio di un italiano medio ma a Pistoia davvero non ci sono mai stato! Ora avrò un motivo in più per assaggiare le specialità pistoiesi. Quando è aperto il locale? sempre pranzo e cena anche i weekend?

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    • Matteo Cecchi   13 febbraio 2018 at 19:18

      Buonasera.
      Ci trova aperti tutti i giorni a cena, in questo periodo siamo aperti a pranzo solamente sabato, domenica e tutti gli altri giorni festivi. Da aprile partiamo con l’orario estivo per cui saremo aperti tutti i giorni sia a pranzo che a cena.
      La aspettiamo per farle provare le nostre specialità del territorio!
      Grazie

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      • Fabiola Cinque
        Fabiola Cinque   20 febbraio 2018 at 15:51

        Matteo buonasera, siamo felici che così tanti nostri lettori siano rimasti incuriositi dal suo locale e dalla città. Mi sembra che emerga un desiderio di riscoperta dei sapori veri, ma soprattutto il desiderio di conoscere le bellezze che l’Italia tutta ci offre. Quindi al via la scoperta per Pistoia, ma soprattutto non dimentichi le richieste dei nostri lettori e ci dica qualcosa di più sul menù e la carta dei vini. Oramai siamo incuriositi!

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  2. Luna Zhen   13 febbraio 2018 at 10:43

    Really…? Davvero siete anche a New York? Scopro un mondo…Pistoia e NY insieme capitali dell’enogastronomia italiana…Da non perdere!

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    • Fiaschetteria la pace   13 febbraio 2018 at 19:23

      Tutto vero!
      Il ristorante di new york si chiama Fiaschetteria Pistoia e si trova al 647 11th nell’east village.
      Facciamo la stessa cucina che proponiamo in Toscana.

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  3. Roberta Tagliaferri
    Roberta Tagliaferri   13 febbraio 2018 at 11:16

    Una scoperta davvero utile e interessante. Credevo di essere più informata.
    Segno subito in agenda di passare e gustare!

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  4. Cristina   13 febbraio 2018 at 11:31

    Non sono mai stata a Pistoia, ora ho trovato un ottimo motivo per andarci!

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  5. Alex Oikonomidou
    Alex   13 febbraio 2018 at 11:41

    It sounds like a very interesting place to try once in Pistoia. I am a great fan of Italian cuisine but more especially of Tuscan wine and this place looks like it has everything! Starting from the top quality ingredients to the special atmosphere and the respect for the local culture and aesthetics which for me make the difference. Nice article!

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  6. Annamaria Gargani
    Annamaria Gargani   13 febbraio 2018 at 12:22

    Pistoia? Conosco davvero poco questa città e per una viaggiatrice come me è davvero imperdonabile! Grazie a Giuliana che mi ha aperto gli occhi e che mi ha fatto conoscere queste tradizioni pistoiesi.

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  7. Lamberto Cantoni
    lamberto   13 febbraio 2018 at 12:42

    Ci sono stato anni fa con Luca Bracali, personaggio che a Pistoia vale come la madonna, e mi sono trovato benissimo. Una esperienza che spero rivivro presto.

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  8. Giulia Chellini
    Giulia   13 febbraio 2018 at 17:47

    Pistoia è una delle pochissime città della Toscana che non ho mai visitato; mi riprometto di andarci quanto prima con già la tappa ristoro annotata! Dalle foto l’ambiente sembra molto accogliente e i piatti particolarmente invitanti!!! Complimenti

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  9. Antonia Storace
    Antonia Storace   14 febbraio 2018 at 12:02

    Nomen Omen dicevano i latini. Il destino nel nome. E con un nome così, che rimanda a un senso di serenità immediata, non può che essere una meta culinaria irrinunciabile!

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  10. Antonio Bramclet
    Antonio   15 febbraio 2018 at 17:08

    Molto interessante. Pistoia tra l’altro è una città molto bella che avevo intenzione di rivisitare. Penso che sperimenterò la Fiaschetteria. L’articolo/intervista è bello, però avrei parlato di più dei vini e avrei pubblicato il menù della casa.

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  11. Steve Moss
    Steve Moss   15 febbraio 2018 at 17:13

    Bella idea Antonio, you’re right! The menu! Obviously also the wine list. It’s possible?

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  12. James   15 febbraio 2018 at 17:15

    Confermo il senso dell’articolo scritto da Giuliana, la Fiaschetteria è da provare. Andando da Rose Barni lo scorso anno per rimpinguare il mio roseto mi sono fermato nel locale per una veloce taglierata di salumi e formaggi. Ambiente gradevolissimo.

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  13. Luna Zhen   15 febbraio 2018 at 17:22

    I’m agree with Steve and Antony! Matteo Cecchi what do you think about it?

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  14. LaCinque
    Cinzia Fabiani   15 febbraio 2018 at 17:25

    Ecco se devo fare una critica a questo articolo è che, a parte la descrizione dell’autrice sull’arredo vintage, dalle foto non si evince l’originalità e bellezza del locale. E’ molto più convincente James con la sua descrizione che le foto (abbastanza bruttine) del luogo. La Fiaschetteria può pubblicarne di migliori per convincerci?

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  15. luigi   15 febbraio 2018 at 17:33

    Io posso dire che conosco il locale perchè un mio amico pittore me ne ha parlato in modo entusiastico. Avrei gradito immagini più coinvolgenti.

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  16. vincenzo   15 febbraio 2018 at 17:38

    Le immagini presentate non sono da rivista patinata ma fanno capire l’autenticità del locale. Piuttosto avrei gradito maggiori info sulle proposte gastronomiche e sui vini.

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  17. Luciano   16 febbraio 2018 at 15:00

    Il design vintage del locale è intrigante. È veramente una bella idea. Non ho capito dall’articolo se è a buon mercato oppure se si tratta di lusso dissimulato. Comunque sembra un locale che si fa amare.

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  18. Stefano Maria Pantano
    Stefano Maria Pantano   18 febbraio 2018 at 13:01

    Il successo del circolo virtuoso tra vecchio e nuovo, tradizione e innovazione, locale e globale (glocal), sembra riassumersi in una lezione di civiltà che parla italiano e prima ancora, duole sottolinearlo, toscano. Dico duole poiché in molte località italiane il meccanismo di difesa di fronte a un mondo che sembra aver deciso di relegarci alla provincia è stato quello di un ulteriore arretramento degli orizzonti e dello spirito d’iniziativa. Leggo diverse richieste di approfondimento all’articolo, ma se la penna può effettivamente non aver avuto la forza di carpire odori, colori, sapori e spirito di un luogo come potremmo rintracciare in Artusi, Gadda o inaspettatamente in Giancarlo Giannini nel suo ultimo libro, le fotografie riescono molto bene a restituirci visivamente il messaggio alleggerendo la mole di lettura per un portale che ricordiamo essere online e quindi “sfogliato” per lo più su piccoli schermi. Locale da provare assolutamente.

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  19. Elisabetta Severino
    Elisabetta Severino   20 febbraio 2018 at 08:47

    Non ho ancora visitato Pistoia, diciamo che adesso ho un motivo in più per farlo :)

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