Franco Mello al museo MADRE di Napoli

Franco Mello al museo MADRE di Napoli

NAPOLI – Mercoledì 6 dicembre 2017, alle ore 18.00, la Biblioteca del Museo MADRE ospiterà la presentazione della monografia “PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. FRANCO MELLO TRA ARTI E DESIGN” (Gangemi Editore, 2017), sull’artista e designer Franco Mello, a cura di Giovanna Cassese, realizzata e prodotta dalla Fondazione Plart.

Alla presentazione, introdotta dal direttore del museo MADRE Andrea Viliani, interverranno, insieme a Franco Mello, Giovanna Cassese – curatrice del volume, Professore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli e Presidente dell’ISIA di Faenza; Maria Pia Incutti – Presidente della Fondazione Plart; Cecilia Cecchini – curatore scientifico della Fondazione Plart; Lia Rumma – gallerista.

Autore del celebre appendiabiti Cactus, progettato nel 1972 insieme a Guido Drocco per l’azienda Gufram, Franco Mello è un artista eclettico, versatile, generoso. La sua produzione muove dal design alla fotografia, dalla grafica all’editoria, in un flusso creativo, geniale e fecondo, che lo vede, al contempo, docente, creatore di gioielli e ideatore d’installazioni multimateriche. “Tutto il mio lavoro, in senso ampio, in senso compiuto, è coinciso con rapporti di amicizia. Oggetti, libri, mostre, filmati non sarebbero se non fossero stati condivisi, sia per la parte progettuale sia per la committenza e l’esecuzione. Amici importanti. Spesso decisivi. Molti di quelli non ci sono più e mi mancano molto”, dice l’artista. “Rete” – intesa come ponte, dialogo, condivisione, empatia, altruismo – è certamente la parola che meglio lo racconta, poiché
sono le persone i veri capolavori e Franco Mello non perde occasione di ripeterlo, specie quando definisce se stesso un “catalizzatore” di incontri. La collaborazione con artisti di valore, ed uomini e donne di bella umanità, ha infatti reso possibile la conversione delle visioni della mente in opere concrete.

Franco Mello
PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. FRANCO MELLO TRA ARTI E DESIGN. Fotografia di Antonella Russo

Dal 9 marzo al 3 giugno 2017, il Plart di Napoli – sicuro punto di riferimento dell’arte ecosostenibile e dell’impiego dei materiali polimerici come elementi di creazione – ha ospitato PROGETTO XXI, una mostra nata dal genio di Franco Mello in collaborazione con la Fondazione Donnaregina.
La rassegna raccoglieva oggetti-scultura in poliuretano espanso prodotti per Gufram e Dog Design: tra questi, la Seduta Incastro, il Tavolo Erba, il Cactus – presentato in tutte le sue riedizioni prodotte dall’azienda piemontese, fino allo Psychedelic Cactus del 2016 ad opera dello stilista Paul Smith – le sedute Suburbia, Mun e Mun Bis.
Elementi d’arredo ripensati e riprodotti con originalità e ironia. La lumaca Lulù, ad esempio, che non mangia lattuga ed ama stare al centro dell’attenzione; la Grande Zucca, sulla quale possono comodamente sostare tre o quattro persone, in una versione avanguardista della più celebre carrozza delle favole; la seduta di mattoni rossi – da qui il nome “Mun” – la cui dura e scomoda apparenza non deve trarre in inganno gli avventori; il Divano Bill che richiama, nelle linee e nei colori, un tavolo da biliardo.

La monografia “PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. FRANCO MELLO TRA ARTI E DESIGN” si inserisce all’interno di questo ambizioso progetto. La prima parte del volume contiene le introduzioni di Maria Pia Incutti e di Andrea Viliani, un saggio della curatrice Giovanna Cassese che indaga lo spirito poliedrico dell’artista, le analisi critiche di Cecilia Cecchini e Alba Cappellieri sui materiali e sulla produzione di gioielli, e l’approfondimento di Claudio Germak che inquadra la produzione di Mello nell’ambito del design industriale in Piemonte.

La seconda parte illustra il catalogo delle opere di Mello sopracitate e presentate negli spazi espositivi del Plart di Napoli in occasione della mostra “Provocazioni e corrispondenze. Franco Mello tra arti e design” di Progetto XXI, una iniziativa volta a sostenere il sistema culturale contemporaneo operante in Regione Campania, ente fondatore e partecipante unico della Fondazione Donnaregina, di cui supporta integralmente i progetti.

La terza e ultima parte della monografia riporta una raccolta di documenti, immagini, testimonianze e testi critici, relativa alla ricerca di Franco Mello, dalle origini a oggi, con la ripubblicazione di alcuni importanti testi critici di Flaviano Celaschi, Francesco De Bartolomeis, Paolo Fossati, Vittorio Marchis, Nico Orengo, Francesco Poli, Edoardo Sanguineti, Franco Torriani e dello stesso Franco Mello. Conclude il volume una ricca serie di apparati biografici e bibliografici inediti di Pina Di Pasqua.

“Un lavoro complesso e composito che ripercorre tutta la complessa e varia attività dell’autore, caratterizzata da provocazioni e sperimentazioni, nonché corrispondenze di tematiche e poetiche nel complesso sistema delle arti, frutto di rilevanti rapporti con l’industria, ma soprattutto amicizia e profonda conoscenza degli artisti, dei critici, dei galleristi, degli editori e dei curatori attivi sulla scena del contemporaneo” dichiara la curatrice Giovanna Cassese.

INFORMAZIONI UTILI

PRESENTAZIONE DELLA MONOGRAFIA:
“PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. FRANCO MELLO TRA ARTI E DESIGN”
PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE: Fondazione Plart
DOVE: Biblioteca Museo MADRE (primo piano), Via Settembrini 79, Napoli
QUANDO: 6 dicembre 2017, ore 18.00
CONTATTI:
TEL: +39.081.197.37.254
EMAIL: info@madrenapoli.it
WEB: www.madrenapoli.it

SCHEDA LIBRO
TITOLO: “PROVOCAZIONI E CORRISPONDENZE. FRANCO MELLO TRA ARTI E DESIGN”
A CURA DI: GIOVANNA CASSESE
EDITO DA: GANGEMI EDITORE
LINGUA: ITALIANO
PAGINE: 320
PREZZO DI COPERTINA: 30.00 EURO
ISBN 978 – 8849234428

Ufficio stampa Fondazione Plart
Culturalia di Norma Waltmann
051 6569105, 392 2527126
info@culturaliart.com
www.culturaliart.com

Ufficio stampa Fondazione Donnaregina / museo MADRE
www.madrenapoli.it – ufficiostampa@madrenapoli.it

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Antonia Storace

Antonia Storace

Ho dipinto di bianco una delle pareti di camera mia e, simile ad una giunonica tela, le ho affidato un pezzo della mia storia. Ora, sul suo perlaceo candore, una scritta vestita di nero contrasto danza come fosse sospesa nel vuoto: “La scrittura è stata la mia fonte della giovinezza, la mia puttana, il mio amore, la mia scommessa” (C. Bukowski).
Scrivere è il mio verbo all’infinito. Il mio infinito in un verbo: un destino che ti porti addosso, ti abita la pelle e dal quale non puoi fuggire.
Antonia Storace

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