Real Illusion: quello che si vede è vero, ma non è la verità

Real Illusion: quello che si vede è vero, ma non è la verità

Andiamo a chiamare Gaetano Triggiano direttamente in camerino e ci accomodiamo insieme nella platea del Teatro EuropAuditorium di Bologna, mentre sul palco stanno montando lo spettacolo e facendo le prove luci. Non riesco a mascherare la mia curiosità: cerco di scorgere qualche botola, dei passaggi segreti, fili invisibili che scendono dalle americane. Niente, non vedo nulla di più di scatole trascinate da carrelli.

triggiano-2Sciolgo il ghiaccio con una delle battute peggiori che mai potessi dire: “Spero che tu non sparisca durante l’intervista”. Ecco, l’ho detto. Ormai peggio di così… invece Gaetano sorride replicando: “La difficoltà maggiore sarà della fotografa: farà fatica a fotografarmi!”.

In effetti l’illusionista Gaetano Triggiano, durante lo spettacolo continua ad apparire e sparire, divertendo e facendo sognare ad occhi aperti adulti e bambini, trasportando il pubblico nell’incanto della magia.

“A sei anni ho sentito qualcosa che mi è entrata dentro, come una vocazione. Quell’emozione, quello stupore che ha creato dentro di me quel vecchio mago in una piazza a Roma, quel meccanismo che non riuscivo a spiegarmi, mi ha fatto capire che da grande avrei voluto fare questo: emozionare”.

triggiano-7Il fine nobile è di regalare un’emozione. “Il pubblico segue un racconto, c’è una storia vera e propria. La storia in questo caso è la mia. L’ambizione è quella di far vedere al pubblico che l’illusionismo ha una sua forza come spettacolo teatrale vero e proprio, quindi l’idea era quella di farmi conoscere”.

Pur non essendo una storia teatrale, ma un one-man show, per il pubblico non c’è solo lo stupore dell’attimo. “C’è il racconto di me stesso, con le mie emozioni, le mie paure di quando ero piccolo, di quando guardavo la luna e già sognavo” mi spiega Gaetano. “Racconto di come i bambini riescono a sognare più degli adulti proprio perché non hanno questa sovrastruttura della vita che ti porta a non credere più ai sogni. Chi mi viene a vedere, esce dallo spettacolo pensando di avermi conosciuto un po’ di più”.

In Italia, Triggiano, è noto soprattutto agli addetti ai lavori e agli appassionati. Non al grande pubblico italiano come invece a Mosca (da dove è appena rientrato dopo un tour di 12 giorni): ha riempito i teatri con 220.000 persone. Nonostante questo, le date italiane confermate sono 8: Padova, Roma, Bologna, Bergamo, Torino, Montecatini e, a grande richiesta, due date a Milano.

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“Il più solido piacere della vita è il piacere vano delle illusioni”. Cita Leopardi per collegarsi alle innumerevoli illusioni che l’uomo incontra durante la vita. L’illusione dell’amore, ad esempio. “Io sono un bugiardo, racconto cose che non sono vere. Dico:«qui non c’è niente» e poi appare una donna”. Questo uno dei trucchi che Triggiano ha mostrato sul palco. E che ha anche provato a spiegare, cosa che non accade mai durante uno spettacolo di magia. Peccato che durante l’esibizione, quando ormai tutto il pubblico pensava di aver capito come l’assistente potesse comparire magicamente all’interno della cassa, è rimasto nuovamente illuso dalla divertente trasformazione della ballerina da donna a uomo.

L’arrivo su un’Harley-Davidson, apparsa incredibilmente sul palco insieme a Triggiano, dà il via allo spettacolo “Real Illusion”, un ossimoro per far vedere qualcosa di vero pur non essendo la reale verità.

Situazioni surreali e comiche, trasformazioni e sparizioni ad una velocità estrema sono gli ingredienti di una coinvolgente immersione nel mondo di Gaetano Triggiano. Un viaggio alla ricerca di un misterioso personaggio ai confini tra realtà e immaginazione, in uno spazio senza tempo, per scoprire l’essenza della vera magia. Tutta l’energia, la passione e l’abilità di Triggiano nella sfida di trasformare dal vivo le più incredibili illusioni in realtà: il pubblico è stato trasportato attraverso storie avventurose, momenti di sospensione e di tensione. Non sono mancati anche momenti brillanti, divertenti e coinvolgenti (Ivano ne sa qualcosa, e solo chi ha visto lo spettacolo può capire), quasi a sottolineare l’origine toscana e, per antonomasia, il modo divertente e divertito di Gaetano di interagire con il pubblico.

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“Insegno anche come far perdere la testa a una donna, perché io, come uomo, ma, soprattutto come mago, ho i miei assi nella manica!”. E sul palco una ragazza ha perso letteralmente la testa lasciando increduli gli spettatori.

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Personalmente non saprei scegliere quale sia stato il trucco che mi ha maggiormente colpito. Forse quello di lui legato a un tavolo che viene segato a metà. O quello della donna sospesa in aria sopra una fontana. Oppure la disintegrazione: in controluce si è visto il suo corpo e quello della sua assistente frammentarsi e, in meno di 3 secondi, riapparire alle spalle della platea.

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Una cosa è certa: Gaetano ha saputo emozionarmi anche grazie alle sue parole. Una frase mi resterà sempre impressa: “Due persone stanno insieme e nasce la vita. Questa è la vera magia”.

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Note della direzione artistica

La magia mi ha affascinato fin da ragazzo e con piacere vedo che continuano a fiorire dei nuovi, seppur rari, talenti. Ho incontrato Gaetano la prima volta quando aveva 23 anni e già lo vedevo appassionato allo spettacolo di prestigiazione. Ho curato per lui la regia del suo primo One Man Show, riscontrando grande energia ed entusiasmo da parte del giovane artista. Da quel momento, insaziabile, come un grande conquistatore, Gaetano ha continuato ad arricchire il suo patrimonio di illusioni e sorprese, talvolta aggressive, talvolta romantiche, talvolta comiche, talvolta lugubri.

Per questo sua ultima creazione mi sono divertito molto a discutere con lui l’ideazione, il suggestivo impianto scenico di Alessandro Marrazzo, lo sviluppo della macchina teatrale. Gaetano ha come sempre dedicato tutta la sua energia a pensare, costruire e metter in scena nuove ambientazioni e coreografie per le sue illusioni, sempre caratterizzate da ritmo incalzante ed energia pura.

Per “Real Illuision”, abbiamo immaginato un luogo surreale, come lo scheletro di una fabbrica abbandonata da Gustave Eiffel sulle nubi, una specie di attracco vittoriano sospeso nei cieli, dove persino Giulio Verne avrebbe potuto agganciare una mongolfiera. In questo luogo senza tempo, la magia prende vita e ci abbandoniamo al viaggio di fantasia. Gaetano Triggiano è il timoniere e ci porta, come bambini estasiati e increduli a scoprire emozioni che avevamo dimenticato.

Arturo Brachetti

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Roberta Filippi

Bresciana di origine, bolognese di adozione e svizzera nell’organizzare la mia vita. Pretendo che tutto sia sempre scadenzato e gestito con la tempistica più rigorosa possibile. L’ordine per me è una mania, ad esclusione della mia scrivania che non è nulla a confronto di un campo da guerra. Ho la fortuna di lavorare come avrei sempre sognato: in modo indipendente, con collaboratori intelligenti e facendo ciò che più mi piace, scrivere e organizzare. Intenzionata a voler sempre arricchire le mie conoscenze e sempre pronta a scoprire nuove cose, combatto le mie giornate tra Mac, agende, planning, farina e padelle. Perché per essere veramente realizzata devo poter trovare il tempo per cucinare un risotto o sfornare del pane caldo da gustare per cena, rigorosamente con un buon bicchiere di vino.
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