Galleria Rossini e il Nodo insieme per la Cambogia

Galleria Rossini e il Nodo insieme per la Cambogia

MILANO – Dal 6 ottobre alla Galleria Rossini tre giorni all’insegna del gioiello d’autore.

La Galleria Rossini ospiterà giovedì 6 ottobre dalle ore 17.00 la collettiva Italian Designers for Cambogia, una mostra che nasce con l’intento di divulgare la cultura del sostegno, della collaborazione e della condivisione.

I gioielli esposti sono stati realizzati dagli studenti cambogiani de La Bottega d’Arte seguendo i disegni e i progetti che i designer italiani hanno realizzato per loro. Il Nodo ha lanciato, lo scorso anno, un appello a designer, architetti e artisti ‘Un disegno per gli studenti della Bottega’. La risposta è andata al di là delle aspettative e ben 80 autori hanno donato i loro disegni e progetti, base fondamentale da cui gli studenti hanno sviluppato, in un secondo momento, la collezione Gioie d’Autore.

L’intero ricavato proveniente dalla vendita di questi gioielli sarà devoluto per sostenere i progetti de Il Nodo, l’associazione in Cambogia che ha promosso la mostra e La Bottega d’Arte, una scuola di design sociale dove ragazzi provenienti da situazioni di estremo disagio apprendono dai maestri locali e dai designer italiani. Dai primi hanno imparato i segreti dell’antica arte Khmer dell’argento, una tradizione di artigianato artistico cancellata dalle vicende politiche dei decenni passati, mentre dai secondi hanno scoperto come applicare la creatività e l’innovazione. La bottega è diventata così un luogo di incontro fra il talento della mano orientale e l’eccellenza del design italiano.

L’associazione attraverso la scuola vuole formare i cambogiani e soprattutto le donne, che vivono in condizioni di svantaggio o in situazioni particolarmente drammatiche. Grazie a La Bottega d’Arte, infatti, gli studenti possono imparare un lavoro e attraverso la lavorazione dei gioielli e della loro vendita, ottenere anche una certa autonomia e indipendenza.

Un gioiello, dunque, non più simbolo di superfluo o di solo vezzo femminile, ma elemento cruciale nella vita e nella formazione di questi studenti che vedono in questo ornamento una possibilità, un futuro. Ecco che il gioiello acquista un carattere sociale e umano dal valore inestimabile.

Una curiosità? Durante l’inaugurazione ci sarà la possibilità di conoscere gli autori Patrizia Scarzella, Laura Medina e Mikky Eger che parleranno della loro partecipazione al progetto e racconteranno di come il design possa essere strumento di innovazione e salvaguardia delle tradizioni artigianali.

Galleria Rossini

Viale Montenero 58
Milano – 0239980146
Inaugurazione:
giovedì 6 ottobre 2016, ore 17.00
date mostra: 6-7-8 ottobre dalle 10.00 alle 19.00

Incontro con l’autore:
ore 18.30 Patrizia Scarzella e Laura Medina
ore 19.30 Mikky Eger racconta la sua partecipazione al progetto

www.galleriarossini.it
Il palinsesto completo di Design City Milano www.designcitymilano.it

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Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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