Genova, una città tutta da scoprire

Genova, una città tutta da scoprire

GENOVA – Ripercorriamo insieme i tre giorni trascorsi nella città di mare che intreccia l’atmosfera viva e popolare dei caruggi a quella nobile e regale di via Garibaldi.

Appena scesa dal treno, su cui già sentivo con la mente l’odore della salsedine e quella della frittura di pesce di Porto Antico, poso la valigia in un graziosissimo B&B di Via Borgo degli Incrociati e mi tuffo nella scoperta della città percorrendola a piedi fino all’ “acquario più bello del mare”. Arrivato al suo 25° anniversario, questo eterogeneo universo marino incanta gli adulti ed elettrizza i bambini che scorrazzano da una vasca all’altra senza prendere fiato. A darmi la benvenuta in questo mondo blu cavallucci marini panciuti, stelle marine, anemoni a bolle, meduse lattee, pinguini curiosi e una miriade di esserini colorati con dei nomi stranissimi come il pesce farfalla, il pagello fragolino e il pesce coniglio.

Acquario Genova_meduse
Acquario di Genova

Lungo il percorso ho la fortuna di assistere a due interessantissimi incontri con lo staff della struttura che mi svelano incredibili curiosità sui delfini e sulle foche e sui loro habitat naturali; l’aspetto più incredibile di queste mini lezioni è l’interazione degli animali con gli esperti. L’Acquario di Genova oltre a collezionare grandi numeri, basti pensare che dal 1992 ha accolto 27.000.000 di visitatori e che al suo interno custodisce 400 specie animali e 200 vegetali, soffia le sue 25 candeline presentando diverse novità come le due aree dedicate a rettili e anfibi e gli speciali appuntamenti di approfondimento fissati nei fine settimana con il Corpo Forestale dello Stato. Inoltre, all’interno dell’Acquario il giardino Un battito d’ali ha accolto da poco nuovi ospiti: diverse specie di rane e Matisse, un giovane esemplare di camaleonte.

Acquario di Genova_staff
Acquario di Genova, incontro con lo staff

Uscita dall’imponente struttura, mi perdo nell’aria fresca e soleggiata del Porto Antico e, dopo aver gustato un buon caffè e scambiato due chiacchere con la gestrice di uno dei piccoli bar di forma circolare, lo attraverso affascinata dalle colline colorate dalle facciate dei palazzi. Indubbiamente anche grazie all’opera dell’architetto genovese Renzo Piano, dal 1992 la baia è immersa nella vitalità cittadina e ospita numerose attività ludico culturali. La esploro in lungo e largo imbattendomi in un grande elemento scenografico realizzato da Emanuele Luzzati per Gli uccelli di Aristofane andato in scena nel 2000 al Teatro della Tosse. L’enorme creatura indirizza i passanti verso Porta Siberia, sede del museo interamente dedicato al geniale artista genovese che eccelse nella scenografia, nella pittura e in tutte le arti applicate.

Emanuele Luzzati
Elemento scenografico di Emanuele Luzzati per Gli uccelli di Aristofane

Nei pressi dei Magazzini del Cotone, utilizzati in passato per lo stoccaggio delle merci in transito e oggi occupati da un centro congressuale, da sale cinematografiche e dalla Città dei Bambini e dei Ragazzi, incontro L’albero della vita di Alessandro Picasso, un’opera d’arte fatta di tasselli variopinti, prima scultura ad energia solare fotovoltaica ed omaggio all’Unione Europea. Ritornando indietro verso l’Acquario mi sorprendo a immaginare il Galeone Neptune, ormeggiato nel porto, in balia delle onde e abitato dai Pirati protagonisti del film di Roman Polanski girato proprio sull’imbarcazione.

L'albero della vita
L’albero della vita, Alessandro Picasso, Porto Antico, Genova, 2000

Il tempo è tiranno quando si è rapiti dal senso di scoperta eppure devo scappare o non farò in tempo a visitare la mostra dedicata a uno dei miei fotografi preferiti, Henri Cartier-Bresson Fotografo, al Palazzo Ducale. Durante il tragitto verso piazza Giacomo Matteotti, cedo però alla tentazione di entrare nell’imponente cattedrale di San Lorenzo, custode di una bomba inglese che durante il Secondo conflitto mondiale rimase inesplosa cadendo al suo interno, e nella chiesa del Gesù costituita da un’unica aula con cupola centrale e grandi campate laterali coronate da piccole cupole affrescate magnificamente.

Chiesa del Gesù
Chiesa del Gesù

Dopo essere finalmente arrivata a Palazzo Ducale ed essermi persa nei mondi raccontati dagli scatti di Cartier-Bresson, è ormai calata la sera quando mi ritrovo nella centralissima Piazza De Ferrari vestita a festa con le acque della sua fontana colorate da mille sfumature. Dopo un bel piatto di trofie al pesto e un buon bicchier di vermentino ligure, mi convinco che un sonno ristoratore mi servirà per vivere al meglio la giornata di domani. La domenica comincia con un bel sole alto nel cielo, una colazione abbondante e una rilassante passeggiata nel quartiere di San Vincenzo; nella graziosa via pedonale si affacciano palazzi ottocenteschi, resti di edifici medievali e rinascimentali e numerosi negozi, bar e trattorie. Senza fretta, faccio ritorno al Palazzo Ducale per Modigliani, un’altra imperdibile mostra che ha occupato più di due ore del mio tempo di viaggio felice. Seduta per uno spuntino in un caffè che si affaccia su Piazza De Ferrari ammiro i suoi palazzi e pianifico le tappe che Genova mi riserverà nel pomeriggio. Ma spesso durante i viaggi i ricordi più belli saranno quelli delle cose scoperte inaspettatamente come la Barberia situata in vicolo dei Caprettari, una delle rare testimonianze nel capoluogo ligure di decorazione liberty in un luogo in cui si svolge un’attività commerciale. La storica bottega è un bene FAI e la fortuna vuole che io possa visitarla in occasione di una delle due Giornate di Primavera.

Barberia
Barberia in vicolo dei Caprettari, bene FAI

Ancora rapita dalle decorazioni e dalla bellezza del vetro, dei cristalli e dell’ottone della Barberia, mi dirigo verso Via Garibaldi e i Palazzi detti “dei Rolli”, che al tempo dell’antica Repubblica rappresentavano le liste che contenevano le dimore delle famiglie nobili che ambivano ad ospitare le alte personalità in transito da Genova per visite di Stato. 42 delle oltre 150 pregevoli strutture architettoniche sono state inserite nel 2006 dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità e l’antica Strada Nuova ne esibisce alcune tra le più belle come Palazzo Rosso, Palazzo Bianco e Palazzo Tursi. Cammina, cammina raggiungo Piazza Banchi che per la sua posizione, la sua luce, la chiesetta di San Pietro in Banchi e le bancarelle di vinili, libri e pellicole, mi resterà nel cuore. Situata a ridosso del più importante scalo portuale cittadino, questa fu prima sede del mercato agrario e successivamente dei primi banchi di scambio e delle dimore delle famiglie patrizie.

via Garibaldi
Via Garibaldi

La domenica vola percorrendo via del Campo e l’intricata rete dei caruggi del centro storico, fatto di edicole votive, botteghe artigianali e piazzette che si aprono inaspettatamente al visitatore, ammirando Porta Soprana e la vicina casa museo di Cristoforo Colombo e leggendo che qui, nei pressi di vico Gattamora, sorgeva anche la casa natale del violinista maledetto Niccolò Paganini, il cui trillo del diavolo pare riecheggi ancora oggi nel buio dei vicoli. E per finire questa giornata così piena di bellezza vista, ascoltata e annusata mi aspetta uno spettacolo (Sulla morte senza esagerare – Teatro dei Gordi) al Teatro della Tosse e un bell’aperitivo in Piazza delle Erbe, centro nevralgico della città vecchia.

Caruggi
Uno dei tanti caruggi di Genova

È già lunedì, manca poco alla mia partenza, ma oggi è un giorno speciale, è la Giornata Mondiale del Teatro e per l’occasione quello dell’Opera Carlo Felice organizza gratuitamente delle visite guidate. A condurre me ed altri visitatori nei meandri della bellissima struttura, un perfetto cicerone, Elisabetta Reale. Il teatro, fortemente danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, è stato poi ricostruito e tra le tante caratteristiche ne ha tre che ricorderò senz’altro: il cono della cultura a forma di lanterna, simbolo della città, che troneggia sull’edificio lasciando trapelare dai suoi vetri la luce quando una rappresentazione teatrale è in corso, i quattro palcoscenici mobili che solo il Carlo Felice possiede in Europa e la meravigliosa sala che riproduce l’antica Piazza San Matteo nel ricordo degli attori nomadi che recitavano liberi nelle piazze d’Italia.

Belvedere Montaldo, Spianata di Castelletto
Belvedere Montaldo, Spianata di Castelletto

Nelle ultime ore di quest’intensa evasione mi godo il Belvedere Montaldo dalla Spianata di Castelletto, Piazza San Matteo, un insediamento nobiliare altomedievale della famiglia Doria contraddistinto dagli edifici con le bande bianche e nere e dall’omonima chiesa trecentesca, Galleria Mazzini, fervente crocevia di letterati e artisti nei primi del ‘900 e la lunghissima ed elegante via XX Settembre che ricorda incisi nella pietra la lunga lista di partigiani che caddero per la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Di Genova conserverò i sapori della focaccia al formaggio di Recco e della marmellata di petali di rose, il profumo del mare e del vento, la meraviglia dei luoghi scoperti e vissuti e il rimpianto di non aver potuto vedere tutto ciò che avrei voluto che mi spingerà a tornare presto da lei.

Elisabetta Severino

Elisabetta Severino

Instancabile viaggiatrice e inguaribile iperattiva si concede raramente del puro relax e nella frenesia delle sue giornate convulsive da ufficio stampa di due teatri l’otium di cui sente più la mancanza è quello letterario. Rimbaud, Verlaine e Baudelaire sono tre delle tante ragioni che l’hanno spinta diverse volte a trasferirsi oltralpe. È cresciuta in una casa piena di libri e si è convinta che la vita è troppo breve per poterli leggere tutti. Lealtà, giustizia e umiltà sono i valori in cui crede e quando esce di casa la mattina spera di poterci ritornare avendo imparato qualcosa di nuovo. Un’enorme coppa di gelato all’amarena, un bel libro, un concerto di Ludovico Einaudi e un biglietto aereo acquistato la rendono la persona più felice del mondo.
Elisabetta Severino

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