Gianluca Saitto, un sarto rockettaro con il sapore delle cose che non ci sono più

Gianluca Saitto, un sarto rockettaro con il sapore delle cose che non ci sono più

MILANO – Gianluca Saitto un sarto passionale, curioso e dall’anima rock. Abiti nostalgici che conquistano i palcoscenici della musica italiana, a partire dall’italian rock woman Loredana Bertè per il suo ultimo tour Amiche si.

Se dovessimo dare una definizione dello stilista italiano Gianluca Saitto potremmo parlare di un stilista di altri tempi. Nelle sue collezioni utilizza ricami densi, luccicanti composti da pietre e pailettes. Abiti simbolo di una ricerca sartoriale che si basa esclusivamente su un mondo che non può essere cancellato. Un mondo che si associa alla danza e alla musica italiana con le collaborazioni con Patty Pravo e Renato Zero.

Noi di Mywhere abbiamo incontrato il giovane stilista. Una lunga chiacchierata in cui abbiamo capito il forte legame del suo animo rockettaro e amante del passato. Le prime domande rivolte a Gianluca Saitto sono state:

Teatro, danza e musica: un’unica passione che sei riuscito ad associare alla moda. Quale è nata prima della tua professione di stilista?

Da quando ero bambino sono sempre stato attratto da tutto ciò si riferisse all’arte ed al bello. Mi ricordo che mi piaceva sperimentare tutto, dalla pittura, alla scultura, insomma in ogni cosa potessi esprimermi. Sono sempre stato curioso.  Durante il percorso di scuola dovevamo ogni anno prepare una recita in teatro, lavorando personalmente anche sulle scenografie ed i costumi.  Probabilmente questa esperienza ha accresciuto e stimolato delle sensibilità che avevo già latenti in me.

Da qui mi ero chiesta da cosa nascesse l’ispirazione di Gianluca Saitto per i costumi, quindi sono passata a chiedergli. Cosa hai provato nel creare i costumi per il balletto classico Coppélia?

Coppelia è stato il primo balletto classico con cui mi sono cimentato. Ciò che si prova è sicuramente un grande entusiasmo nello scoprire ed indagare nuovi mondi. Quello del teatro poi ha in se qualcosa di magico. Consente agli artisti di creare qualcosa che possa sfuggire la realtà e far vivere delle emozioni diverse, che sono quelle che vivono sul palcoscenico. La bellezza del Teatro è che ti consente di vivere anche una dimensione onirica.

A cosa ti sei ispirato per i costumi per il balletto del teatro dell’opera di Buriazia in Russia?

Normalmente cerco sempre di apportare degli elementi simbolici che rimandino al luogo per cui sto lavorando. In questo caso la mia collaborazione in questa remota terra, mi ha consentito di scoprire una cultura ed un mondo molto interessante. Soprattutto per i svariati influssi culturali ed etnici a cui è sottoposta, si pensi all’influsso della Mongolia ma anche della Cina. Partendo da quella che è la storia del balletto, che è la base, cerco di creare una osmosi, una armonia nel tutto, tra la mia parte creativa, la storia dell’opera e gli elementi stilistici del luogo.

Quali sono le differenze del tuo sentire e creare tra i vari costumi per il balletto di  Coppélia al Cairo e in Siberia?

La differenza sta sostanzialmente nei luoghi in cui questi due balletti sono stati rappresentati, e le due differenti culture.

Un’altro elemento che può determinare differenti visioni è la scelta registica e coreografica; in questa caso partivamo da una scelta classica, quindi la vera sfida è stata quella di indagare la cultura ed il costume del territorio per trovare degli elementi che potessero inserirsi in maniera armonica nella storia di questo balletto, senza snaturarne l’essenza.

Dopo la danza classica, pensando agli artisti pop e rock che veste Gianluca Saitto, quali Patty PravoLoredana Bertè Renato Zero, ho voluto approfondire quest’aspetto. Come hai interpretato e trasferito le loro personalità nella tua Moda?

Quando si collabora con artisti di questo calibro bisogna sempre saper trovare il giusto equilibrio, nel senso che bisogna innanzitutto rispettare le loro esigenze. certamente se la collaborazione nasce, vuol dire che c’è una reciproca stima, quindi sicuramente ci metto del mio; ma sono dell’idea che artisti di tale spessore hanno già molto chiaro cosa cercano e cosa vogliono comunicare con la loro immagine. è da sempre un loro biglietto da visita, hanno infatti lasciato una traccia indelebile nella nostra cultura non sono a livello musicale ma anche di costume.

Gianluca, il tuo stile combaciava, tra questi, con un’artista in particolare?

Ognuno di loro ha suscitato in me qualche particolare emozione e risvegliato delle sensibilità estetiche che poi si sono tradotte nei lavori che ho realizzato per loro. ognuno a suo modo è unico ed irripetibile.

Com’è vestire Loredana Berte? Che tipo di esperienza è stata la collaborazione con lei? L’hai vestita solo per questo tour o la segui abitualmente nella sua vita d’artista? E che rapporto hai con lei?

Affinché il lavoro possa avere una certa consistenza è necessario instaurare un rapporto profondo, che consenta di capire appieno la psicologia e le esigenze dell’artista. Quando gli impegni del mio lavoro me lo consentono la seguo sempre con piacere, come d’altronde ho sempre fatto per tutti gli artisti con cui collaboro. Loredana ha alle spalle una carriera unica e dei look irripetibili, ed una sua identità ben precisa e delineata. Il mio lavoro cerca di non snaturare la sua identità ma di rinnovarla tenendo conto della realtà del momento presente, cercando di fare emergere sempre con novità i suoi pregi.

Sicuramente da questo emerge che Gianluca Saitto è uno stilista poliedrico. Proseguo così l’intervista chiedendogli: come pensi di trasferire, attraverso l’immagine di questi artisti, il tuo stile al pubblico?

Questa è proprio il punto cruciale; nel senso che ogni volta che creo qualcosa, è logico che vi lasci una mia traccia, questo avviene anche a livello inconscio; non sono un esecutore poiché ho un senso molto personale dello stile e dell’estetica. Questo determina che, anche quando creo qualcosa “su commissione”, avvenga una contaminazione del mio mondo. qui sta poi al pubblico capire quale possa essere il dettaglio o l’elemento che rimanda alla mia dimensione (dettaglio dei modello, scelta del tessuto, applicazioni.ect). inoltre da sempre il mondo dello spettacolo mi rappresenta molto, quindi non viene snaturata in alcun modo la mia identità, io sono ciò che penso e creo.

Per Loredana Berte  hai tratto ispirazione dalla sua musica o dal suo carattere? Come descrivi  le tue creazioni per lei?

Penso che la Musica sia la rappresentazione prima del carattere dell’artista. Sicuramente ascoltando una canzone ci viene comunicato qualcosa, che poi a livello sottile viene trasmesso alla creazione. Lei è la regina del Rock, di conseguenza le mie creazioni per lei non possono che essere rock and roll

Parlano di te più che di un stilista, ma di un vero sarto! Tu invece come ti definiresti?

Non amo le definizioni, mi sembrano riduttive e vincolanti, un inutile formalismo, una sorta di costrutto artificiale. Perché dovrei rinchiudermi in un ruolo, in una parola? “Io sono Io, a Modo mio..”

Progetti e programmi per il tuo futuro?

Di poter crescere, fare nuove esperienze, nuovi incontri, insomma di evolversi e migliorarsi. Poter arrivare ad aprire nuovi Atelier in altre città, prima tappa Parigi. In ogni caso chi vivrà vedrà…

Qui Gianluca Saitto sorride e capisco che vuole proseguire con i suoi impegni. Continuerò a seguirlo nelle sue creazioni, ma intanto vi lascio ad una bella carrellata di foto delle creazioni di Gianluca Saitto per poterlo conoscere in modo ancor più approfondito ed andare oltre le parole di questa piacevole chiacchierata.

Gianluca Saitto

Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Gianluca Saitto
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Annamaria Gargani

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questa frase dello scienziato Albert Einstein racchiude tutta la mia personalità. La curiosità nei confronti della vita mi ha spinto a scegliere il giornalismo e la comunicazione come modo di raccontare ciò che i miei occhi vedono e le mia mente assimila come spugna. Napoletana di nascita, vivo la vita giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli sia da me stessa e sia dalle persone che incontro sul mio cammino. D’altronde la vita è un cammino siamo tutti un po’pellegrini.
Annamaria Gargani

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