La parata infinita. Lettera a Gianluigi Buffon

La parata infinita. Lettera a Gianluigi Buffon

ITALIA – Venerdì 24 marzo contro l’Albania, Gigi Buffon raggiungerà le 1000 presenze in carriera, traguardo incredibile riuscito solo a Paolo Maldini tra gli italiani. Noi di MyWhere celebriamo il miglior portiere di tutti i tempi con una lettera a cuore aperto.

Ho sempre pensato che essere un portiere di calcio fosse davvero strano. Insomma, ci vuole una certa dose di masochismo per scegliere un ruolo del genere anche se da bambini la componente acrobatica del N.1 e il desiderio della parata impossibile attrae tutti, almeno per un po’. È strano perché hai il potere di comandare la squadra da dietro, ma non puoi segnare, puoi solo subire gol. Devi sopportare da solo pressioni indicibili, critiche feroci e offese. Immagino come devi sentirti ogni volta che fai un errore o una papera o quando non riesci a giocare come Buffon (anche se non succede molto spesso). Perché quando non rendi come vorresti e giochi in porta, il destino non solo tuo ma della squadra, è sostanzialmente segnato. Se si dovesse spiegare a un bambino cosa significhi essere un portiere, non avrei dubbi, gli parlerei di te Gigi Buffon. Perché tu, come pochi altri incarni perfettamente la figura dell’estremo difensore. Ne rappresenti l’esaltazione, l’apoteosi, la sublimazione. Il coraggio, i riflessi, la fisicità, la tua capacità di coprire la porta facendola sembrare più piccola all’avversario, la personalità. Le tue doti migliori? Il piazzamento e la capacità di entrare nella testa di chi sta tirando. Questo i portieri non lo sanno quasi mai fare perché non hanno mai giocato davanti, mentre tu da piccolo eri anche un buon centrocampista.

E non serve in una lettera elencare tutti i tuoi trofei, i record, le vittorie, le coppe che da Capitano hai alzato nel corso di una carriera straordinaria. Perché il palmares nel tuo caso, per quanto completo, è qualcosa di restrittivo per rappresentare la tua vera grandezza. Una grandezza che tutti gli appassionati di calcio – juventini, non juventini, italiani o stranieri – conoscono benissimo e non mancano di celebrarla.

Quando nei bar, nei campi di calcio, nelle scuole o per strada si parla di Buffon, è facile pensare a un campione che ha vinto praticamente tutto, ma dietro a ogni trionfo c’è sempre stato un tocco originalissimo di dedizione, spirito di squadra, attaccamento alla maglia, tanto lavoro e una determinazione fuori dal comune. La stessa determinazione che fa di te ancora oggi, uno dei più forti portieri al mondo, anche se il tempo passa e l’esplosività non è più quella di qualche anno fa.

La stessa determinazione che ti ha spinto a rimanere alla Juventus nel 2006, nell’inferno della Serie B in seguito allo scandalo di Calciopoli. Con rabbia e voglia di rivalsa, hai ripagato i tifosi con 5 scudetti di fila, due finali di Champions, un Mondiale e tante altre cose…

Oggi a 39 anni, continui a inseguire altri sogni, su tutti la tanto agognata Coppa dei Campioni. Intanto però non la smetti di frantumare record, anche se non credo che la cosa ti interessi più di tanto. Se c’è una cosa che ho capito del tuo carattere, è che non ti soffermi mai su cosa hai ottenuto o sui dati statistici, ma credo che quest’ultimo traguardo, quello delle 1000 presenze in carriera, meriti un pensiero speciale anche da parte tua.

Stasera Gigi, poco prima di Italia-Albania, potrai dare un’occhiata alle tue grandi mani da portiere. Le hai usate per più di 25 anni, ti hanno accompagnato in una parata infinita che non smette di stupirci e appassionarci domenica dopo domenica. Forse perché la tua storia Gigi, è anche un po’ la nostra.

Dedicato a Gigi Buffon, e alla grande scuola dei portieri italiani.

Buffon

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

15 Responses to "La parata infinita. Lettera a Gianluigi Buffon"

  1. Marco Aurelio   24 Marzo 2017 at 13:19

    Portiere sopravvalutato tecnicamente, aiutato dal fisico e dai media
    Complimenti per i suoi traguardi, ma questo significa oscurare il talento e la tecnica di molti altri portieri, come ad esempio Storari

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  2. Marco Vives   24 Marzo 2017 at 13:20

    “Con queste mani, le mie mani, ho combattuto e sono diventato grande. Ho vinto e perso. Ho superato limiti e sfidato l’impossibile. Ho parato palloni e paure. Le ho tese nella continua speranza di arrivare dove gli altri si erano arresi. Ho spinto chi non aveva il coraggio di buttarsi. Ho cercato di trattenere chi voleva andar via.” Gianluigi Buffon

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  3. Antonella   24 Marzo 2017 at 13:23

    Invia questa lettera a Buffon!

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  4. Max 77   24 Marzo 2017 at 13:25

    Oltre ad essere un portiere unico è ancora oggi figura polarizzante della Juve e della Nazionale. E’ lui a infondere la mentalità e a tenere tutti in riga quando le cose non vanno bene

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  5. Piero Tancredi   24 Marzo 2017 at 13:27

    Per me ora dovrebbe lasciar spazio a nuovi portieri, Donnarumma è più forte di lui in questo momento

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  6. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   24 Marzo 2017 at 13:30

    Si sono d’accordo con te Max, tra le sue doti spiccano anche quella del senso di responsabilità e della leadership. Buffon è il vero motivatore della Juve e della Nazionale

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  7. Massimo Meridio   24 Marzo 2017 at 13:34

    Storari ha 190 anni!
    Su Buffon posso solo fargli gli auguri da romanista gli auguro di continuare così.
    Noi stavamo per prenderlo nel 2002 ma poi vrammo su quel pippone di Pelizzoli… Penso di aver detto tutto

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  8. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   24 Marzo 2017 at 14:11

    “Ho perso poco nella mia vita, ma le sconfitte mi hanno insegnato più delle vittorie. Quando perdo, spesso mi focalizzo sulla bravura dell’avversario e sugli errori che ho commesso. È un modo corretto per non cercare alibi e diventare uomini che si prendono le proprie responsabilità. Non va bene giustificarsi dicendo che il rivale è stato fortunato o ha avuto un aiuto: sono scuse che non fanno crescere. Io ho fatto tanti errori e ne sono consapevole, alcuni di questi erano anche vergognosi, ma sono umano e ho il diritto di sbagliare”.

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  9. Agnese   24 Marzo 2017 at 14:14

    Mi sa che però la Champions non ce la fa a vincerla!!

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  10. Mauro da Mantova   24 Marzo 2017 at 14:16

    La parata su Zidane in finale mondiale!!! Mammamia!

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  11. Franco   25 Marzo 2017 at 00:15

    Cara Agnese Buffon potrà nn vincere mai la Champions, ma rimane il fatto che la vostra cara Rometta non vincerà per i prossimi 20 anni considerando che siete una squadra di inetti senza DIO

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    • Fabiola Cinque
      Fabiola Cinque   26 Marzo 2017 at 23:20

      Sulla tua frase che “la Roma sia senza Dio”, caro Franco, mi permetto di intervenire e non in difesa in quanto sono lontana anni luce dai colori giallo rosso… La juve avrà anche Buffon, ma un Campione con la C maiuscola, sportivo e dalla fede, professionalità, coerenza e correttezza unica come il loro Capitano mi spiace non ce n’è. Quindi il Dio, come lo chiami tu, ce l’ha più la “Rometta” che la Juve.

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  12. andrea   27 Marzo 2017 at 17:17

    Mi piace!

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  13. Paolo Riggio
    Paolo Riggio   29 Marzo 2017 at 14:53

    Franco fidati la Roma vincerà nel futuro prossimo, il ciclo della Juve non può durare per sempre.
    Su Totti sono d’accordo con te Fabiola,la sua figura non può essere eguagagliata da nessun giocatore nel calcio attuale per attaccamento alla maglia e abnegazione.

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  14. Franco   30 Marzo 2017 at 00:20

    Cara Fabiola Totti rappresenta esattamente cioè che c’è di peggio nella nostra societa: un ipocrita che si nasconde dietro l’immagine di bandiera per accaparrarsi il favore di un branco di pecoroni, che sostiene una societa sportiva a scopo di lucro blaterando su valori come l’onore e la fedeltà, mentre questi giocatori prendono milioni alla faccia del popolino stupido che si fa fieramente abbindolare

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