I giovani talenti determinano la settimana dell’alta moda romana

I giovani talenti determinano la settimana dell’alta moda romana

ROMA – L’edizione estiva di AltaRoma 2018 è terminata confermandosi trampolino di lancio per giovani talenti della moda italiana. Designer che avanzano con i piedi di piombo tra le passarelle dell’alta moda romana,  ma che riescono a stare al passo con i grandi designer del passato e presente del Made in Italy.

Anche quest’anno AltaRoma 2108 decreta il miglior giovane emergente con il progetto Who’s on the next?. Anzi tre  sono i vincitori.

Alta Roma

Unanime la decisione della giuria di premiare due vincitori ex equo per l’edizione 2018 (dal 28 giugno al 1 luglio).

Da un lato MRZ di Simona Marziali, che promuove la tradizione della straordinaria produzione italiana della maglieria, iniettandola con un senso di divertimento e un’attitudine moderna.

AltaRoma2018
MRZ Simona Marziali

Dall’altro MTF di Maria Turri Ferro, a dimostrare la bellezza delle piccole cose, un approccio artigianale unito a poetiche silhouette, uno stile che non si lascia guidare dalle tendenze della moda.

Grande successo, invece, per Delirious Eyewear di Marco Lanero per il suo dall’approccio intelligente e sostenibile. E’ emersa la  sua particolare attenzione nei confronti della ricerca dei materiali, oltre che dall’inclinazione, nell’affollato mercato dell’occhialeria, alla valorizzazione di un eccellente lavorazione italiana.

AltaRoma 2018
Gli occhiali di Delirious Eyewear

Non solo WION

I giovani designer non si sono fatti vedere solo attraverso il progetto WION promosso da AltaRoma e Vogue Italia. Durante la quattro giorni negli studios di Cinecittà ne abbiamo visti tanti e tutti molto interessanti. Di sicuro ne sentiremo parlare ancora. Speriamo solo che non lasciano la kermesse romana per passerelle più allettanti come Milano o Parigi.

Di questi giovani cosa ci ha colpito? Estro, la capacità di rielaborare la trazione con la contemporaneità.  Il coraggio di romperi gli schemi e creare abiti secondo le linee guida dell’ecosostenibilità. Ecco alcuni nomi.

Di Marianna Cimmini ci è piaciuto il suo romanticismo. Una donna fresca, romatica che sa coniugare la trazione e il moderno.

Edith Marcel porta sulle passerelle la sua collezione PLAY che mixa l’activewear e linee genderless con allure ricercata.

AltaRoma 2018
Edith Marcel

Angelia Ami, di cui abbiamo pubblicato una sua intervista, che con i suoi abiti vuole raccontare storie provenienti da luogi differenti.

Caterina Moro, porta la sua componente sartoriale e poetica al quotidiano, riscoprendo la preziosità del vestirsi nel dettaglio.

Semplicemte meravigliose le borse di Nico Giani. Scoperto tra i banchi di Showcase, la geometria e il colore sono i must della sua collezione. Quello che ci attira di più è la pelle ricoperta da una plastica speciale che la ripara dal suo invecchiamento naturale.

AltaRoma 2018

L’ecosostenibilità è i fil rouge di Tiziano Guardini, vincitore del Green Carpet di Milano, emerge per i suoi capi tipicamente italiani ed ecosostenibili.

La stagavanza delle borse di Maissa ci conquista al primo sguardo.  Innovative nel design che viene associato alla stampa in 3D. Tecnica che rende la collezione della giovane designer nessun impatto ambientale.

La tradizione di AltaRoma 2018

Uno stile mai banale. Architetture laserate, sapientemente fessurate, che lasciano intravedere e percepire gli spazi. Abiti che si disegnano come se fossere delle piccole tele di Penelope con il laser. Un outfit lineare e geometrico con un’impronta architettonica, ma di estrema eleganza e sensualità. Ecco la collezione Optical di Sabrina Persechino. Un’esemplare certezza di AltaRoma.

AltaRoma 2018
Optical di Sabrina Persechino

AltaRoma 2018 dedica per questa sua edizione un tributo a Renato Balestra. L’omaggia con la sfilata tributo nella piazza di Roma antica negli studios di Cinecittà. Una sfilata di 70 capi, che però hanno avuto la sfortuna di incontrare una pioggia inaspettata e rovente. Dal primo Blu Balestra all’ultimo capo Blu designato dall’ultranovantenne stilista.

AltaRoma 2018
Il primo Blu Balestra

Ma la notizia di questa edizione è la nascita della Fondazione Renato Balestra che, in collaborazione con AltaRoma e MIBACT, mira a raggruppare in un complesso museale tutti gli abiti che hanno fatto la storia della maison italiana. Non è un saluto questo, ma solo un breve racconto dello stilista.

L’archivio di Balestra diviene definito dal Ministero dei bene e delle attività culturali un bene di interesse storico particolarmente importante per lItalia. Le sue collezioni e il suo stile faranno parte del Portale degli Archivi della Moda del Novecento. Un portale che ha come obiettivo di scoprire, valorizzare e rendere fruibile un ampio ventaglio di fonti, finora inesplorate, del patrimonio archivistico, bibliografico, iconografico, audiovisivo relativo alla moda italiana.

Dall’architettura della Persechino, al Blu Balestra ecco HC #03 – Lovers di Sylvio Giardina. L’ amore e il desiderio di apparire unici agli occhi dell’amato sono il mood di questa nuova collezione. Maestria sartoriale ed estro: sono l’arma vincente delle sue collezioni.

AltaRoma 2018
Lovers di Sylvio Giardina

AltaRoma 2018 promossa; nonostante la nuova location, la pioggia inaspettata e la mancanza di grandi nomi. Una kermesse per niente agli sgoccioli, ma che può trovare la forza di crescere di più proprio grazie alla presenza di giovani designer.

Giovani talenti che devono essere sostenuti dai grandi stilisti dell’alta moda italiana.

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Annamaria Gargani

Annamaria Gargani

“Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questa frase dello scienziato Albert Einstein racchiude tutta la mia personalità. La curiosità nei confronti della vita mi ha spinto a scegliere il giornalismo e la comunicazione come modo di raccontare ciò che i miei occhi vedono e le mia mente assimila come spugna. Napoletana di nascita, vivo la vita giorno per giorno, cercando sempre nuovi stimoli sia da me stessa e sia dalle persone che incontro sul mio cammino. D’altronde la vita è un cammino siamo tutti un po’pellegrini.
Annamaria Gargani

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