Giulietta per un sogno. Il Teatro di Limosa incontra Shakespeare

Giulietta per un sogno. Il Teatro di Limosa incontra Shakespeare

CASSINO – Il 15, 16 e 17 giugno alle 17,30, una riscrittura del capolavoro di Shakespeare ci ricondurrà in spazi originari oltre i classici ruoli drammatici e le narrazioni. Il tutto in un mix di linguaggi espressivi che promettono ancora una volta di sorprenderci. L’atteso appuntamento con l’evento estivo del progetto Mouseion, curato dal Teatro di Limosa. Giulietta per un sogno senza Romeo è il titolo della pièce con cui quest’anno il regista Enrico Forte si prepara a rinnovare l’esperienza immersiva che per tre giorni prende vita nel Museo d’Arte Contemporanea CAMUSAC.  

Dopo l’originalissimo Pinocchio dello scorso anno, di cui abbiamo parlato a lungo in compagnia del regista Enrico Forte, il gruppo del Teatro di Limosa torna con una nuova edizione del progetto Mousèion al CAMUSAC di Cassino e si prepara a stupirci cimentandosi con il più grande nome della drammaturgia occidentale: quello di Shakespeare. Al centro del nuovo lavoro sono alcuni dei temi che innervano la tragedia dei Montecchi e dei Capuleti, anche se Giulietta per un sogno senza Romeo si preannucia foriero di suggestioni del tutto diverse rispetto all’opera originale da cui è liberamente tratto. Prima di anticipare alcuni dettagli di cui siamo venuti a conoscenza sul nuovo spettacolo, giova ripercorrere brevemente la storia del progetto Mousèion, di cui è promotore da alcuni anni il Teatro di Limosa, residenza teatrale a con sede a Spigno Saturnia (LT).  Il Mousèion è una “visione” che racchiude gli oltre quindici anni di vita del Teatro di Limosa. Una sorta di “arca in collina”, dove preservare ciò che in questo nostro mondo va svanendo. Un’esperienza artistica e culturale con radici che ci riportano all’anno 2000, quando nacque il progetto Per antiche vie, diretto da Mario Martone al Teatro di Roma, cui seguirono altre tappe di lavoro che videro importanti protagonisti della scena teatrale italiana e internazionale. Tra Roma, Formia, Terracina, Sperlonga, Spigno Saturnia, Coreno Ausonio, Ausonia, Gaeta, Cassino furono così rivisitati luoghi di particolare interesse storico-archeologico. Ecco perché il Mousèion rappresenta l’ultima tappa di un lungo percorso e di una ricerca di un teatro inteso “come” luogo, la cui linfa essenziale nella scrittura drammaturgica è costituita dagli spazi trascurati dallo sguardo quotidiano: il luogo abbandonato in attesa dell’evento che lo realizzi, di cui ha parlato Peter Brook, che si può identificare nei luoghi di natura, delle chiese sconsacrate, delle dimore storiche, delle aree archeologiche, dei musei in attesa di un teatro che li sveli. Dalla ricerca di nuove visioni ancorate allo spirito del luogo, il Mousèion persegue anche l’obiettivo di promuovere il territorio del Lazio meridionale, a cavallo delle province di Latina e Frosinone, dal punto di vista geografico e socio-culturale. Strumenti essenziali di lavoro sono la scena e le arti performative contemporanee (a vocazione inter-multidisciplinare di teatro, danza, art visive, teatro itinerante, teatro nelle case), che si nutrono del rapporto con luoghi, spazi, persone e ritmi, come del dialogo con le tradizioni e le culture locali. Cuore del progetto è l’ospitalità e la residenza d’arte che pone il lavoro degli artisti al centro di un processo creativo di scambio fra le popolazioni dei territori locali e non. La residenza teatrale di Limosa è, più che un edificio, un’esperienza indipendente che si nutre dell’ecosistema naturale, culturale e sociale, del ‘paesaggio‘ e si fonda sulla relazione dinamica fra individui e realtà diverse, una relazione ricca come il pensiero creativo. L’ecomuseo non è uno spazio al chiuso, ma un territorio delle arti dove, di volta in volta, sono protagonisti gli abitanti, i luoghi e le loro memorie. Limosa ed il Mousèion lavorano per una cultura dell’accoglienza che possa comprendere il processo creativo come bene comune, leggendolo nella sua dimensione di strategia e sperimentazione, importante elemento della produzione artistica contemporanea e nello stesso tempo opportunità di scambio, relazione, educazione e crescita del territorio e degli stessi artisti che rendono possibile, fruibile e prezioso lo spazio-tempo dell’attraversamento.

Nell’edizione del Mouseion 2018 il gruppo di artisti diretto da Enrico Forte si misurerà con un “testo sacro” della letteratura teatrale: Romeo e Giulietta di W. Shakespeare. Come nel caso di Pinocchio, lo spettatore si troverà molto probabilmente dinanzi a protagonisti molto “atipici”. La prima “deviazione” dal solco tracciato dal bardo inglese riguarda proprio l’elemento d’amore che prorompe in una Verona di faide familiari e di violenza. La nuova Giulietta sarà amputata del suo Romeo, secondo perno della storia d’amore per eccellenza, anch’essa svanita come qualsiasi fiaba effimera che ha lasciato nel nostro tempo senza narrazioni un vuoto spettrale in cui si sciolgono grappoli di risa infantili. Nessuno più di Proust ha saputo demolire il mito dell’amore romantico. In verità, i due ragazzi di Verona sembrano metterci molto più impegno a morire che ad amarsi. Vi è ancora spazio per il sogno di Mercuzio sulla regina Mab, ma non vi sarà più ragione di giungere alla scena finale che vede i due amanti annientati da passioni più grandi della loro età. Giulietta per un sogno si propone di scrutare gli abissi dell’odio, più che dell’amore e sarà una scrittura scenica per ripensare Shakespeare oltre ogni psicologizzazione e con l’ironica spregiudicatezza tipica di una contemporaneità fatta di fiori e fantasmi.
Non l’infelice amore dei due eroi shakespeariani sarà dunque al centro della nuova scrittura del Teatro di Limosa, ma un amore come serie successiva di apparizioni, di voci che implorano il vuoto. Respiri, mormorii, ringhi, latrati, echi… Suoni misteriosi come profondità lontane, come se la coscienza fosse un abisso: è teatro della visione e del sogno nero perché l’amore delle rose ha il pallore della cenere. I corpi sono marionette, simulacri di carne e di celluloide. Dalla tragedia emergono rivelazioni di quella finzione che la nota vicenda ironicamente cela. Un lavoro di radicale smontaggio del testo “classico” e dei personaggi, e una sistematica negazione di ogni traliccio narrativo, sono con ogni probabilità gli ingredienti del piatto freddo che dobbiamo aspettarci quest’anno al CAMUSAC. I personaggi non incarneranno ruoli fissi ma “pure funzioni sceniche” dove il performer attore-danzatore darà vita a più azioni e situazioni in cui restino tracce degli amanti, del potere spietato fatto di compromessi, della retorica e dell’odio feroce che percorrono anche il dramma originale. Una festa d’amore ammaliante come una danza visionaria agitata da figure fantasmatiche ove Giulietta sarà ridotta a una figura spettrale che farà eco alle parole inquietanti della bambina dai capelli turchini incontrata da Pinocchio.
Resta da vedere quanto fitta sarà la rete di rimandi che la scrittura scenica di Enrico Forte avrà tessuto insieme e quale il messaggio avrà (o non avrà) da consegnarci la nuova Giulietta. Difficilmente mancherà invece una forte dose di emozioni e coinvolgimento dello spettatore, risucchiato nella scena in modi sempre nuovi e inattesi rispetto a quanto avviene normalmente nel teatro italiano attuale.
Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti dell’arte e in generale per tutti coloro che amino mettere in discussione le proprie certezze trascorrendo due ore in una dimensione fuori dall’ordinario.

Mousèion 2018 – Giulietta per un sogno senza Romeo 

I partecipanti

Al progetto partecipano compagnie di teatro, danza, art visive in residenza alla casa-teatro di Limosa (Spigno Saturnia) e gli allievi del teatro-Laboratorio di Limosa.

Quando

Mousèion si svolgerà il 15-16 -17 giugno 2018 h. 17,30 al CAMUSAC di Cassino. Ingresso a prenotazione obbligatoria telefonando al 339.3679869 \ 329.1641423.
Partner Fondazione CAMUSAC Patrocinio Consiglio Regionale del Lazio, XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci, Comune di Spigno Saturnia, Comune di Cassino-Assessorato alla Cultura Teatro di limosa, maggio 2018

Artisti e collaboratori
un progetto Teatro di Limosa & Danza Più – Opera Prima Teatro – Teatri Della Viscosa compagnia Teatrolaboratorio di Limosa

Performer

Vera Cavallaro, Agnese Chiara D’Apuzzo, Edda Di Laudadio, Samantha Di Russo, Viviana Faiola, Ada Filosa, Stefano Greco, Loredana Iafano, Alessandra Iannota, Laura Pece, Enzo Santoro, Zahira Silvestri, Greta Trelli

Danza

Aurora Rao, Manuela Ruggieri, Enza Venditti & gli allievi del propedeutico e il corso scuola DanzaPiù

Coreografia

Manuela Ruggieri, Enza Venditti

Arti Visive

Rafaella Fusciello & Mimmo Forte

Collaborazione alla regia

Hector Gustavo Riondet

Direzione TeatroLaboratorio

Agnese Chiara D’Apuzzo

Direzione tecnica

Cosimo Cefalo

Musiche e testi 

AA. VV

Allestimenti, logistica

Sandra Cardillo Zallo, Maria De Meo, Giovanni Salmeri

Costumi, acconciature & trucco

Marcello Dimitrij Avellini

Foto di scena

Franco De Luca, Antonio Faiola, Alessandro Rotondo

Foto locandina 

Franco De Luca

Direzione artistica, drammaturgia e regia

Enrico Forte

2018  Giugno 15>16>17  h.17,30

Museo Camusac di Cassino v. Casilina Nord 1 
Info & prenotazione obbligatoria 
339.3679869 | 329.1641423 contributo 13,00
Teatro di Limosa  
ss.630 Spigno Saturnia | hormiaiteatro@gmail.com |www.limosateatro.tk

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Stefano Maria Pantano

Stefano Maria Pantano

Et unum facere et aliud non omittere! Ricordo con affetto queste parole, che uno dei miei più cari maestri di prima gioventù amava ripetermi. Non sempre però riesco a mettere in pratica il prezioso precetto dei padri latini, essendo io alla perenne ricerca di un equilibrio e di una pace mai trovata. Mi dibatto tra vari interessi che vanno dallo studio al teatro (visto e recitato), dallo sport alla scrittura cercando la mia stella. Fisicamente a metà fra l’atleta e il topo da biblioteca, ma sempre più tendente verso il secondo, la mia eterna preoccupazione è che quello che faccio sia fatto degnamente, secondo un’espressione orientale che mi sta molto a cuore: kung fu (“lavoro molto duro praticato con abilità e sacrificio”).
Stefano Maria Pantano

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