Gli Stati di Natura per Giacomo Cossio

Gli Stati di Natura per Giacomo Cossio

CESENA_ Domenica 11 marzo a Corte Zavattini 31 arriva Giacomo Cossio con i suoi Stati di Natura, potenti pitto-sculture che raccontano un’idea di “naturale” sospesa fra esaltazione e mistificazione.

L’artista parmense Giacomo Cossio sarà il protagonista, con le sue “nature morte”, del secondo grande progetto espositivo dei Cantieri Cristallino presso gli spazi Corte Zavattini 31 a Cesena. La personale Stati di Natura a cura di Roberta Bertozzi raccoglie, infatti, gli ultimi esiti della sua produzione indirizzata a un preciso focus sul concetto di naturale, non senza una messa in dubbio del modo, sommariamente contraddittorio, con cui le società contemporanee ne danno interpretazione.

Giacomo Cossio

Il “naturale” è infatti qui ripreso inscenando un perfetto controcanto rispetto a tutta quella gamma di significati che esso generalmente evoca: ciò che è primigenio, genuino, incontaminato. Se il nesso politico da intravedersi in questi lavori riguarda la parzialità della nostra visione, i suoi limiti ideologici, d’altra parte il senso profondo della sua operazione ci invia di rimando ad altri, più arcani spessori.
Tramite l’installazione di piante in vaso ricoperte di vernice, e dunque, a prima vista, “snaturate”, ciò che qui si intende sottolineare è in effetti la pura e semplice datità della natura – quel suo sottrarsi a ogni determinazione storica e contingente, il suo ineluttabile stagliarsi davanti al nostro sguardo sotto forma di archetipo. L’esito sono delle potenti pitto-sculture, perché nel suo caso pittura e scultura agiscono all’unisono – dei conglomerati, in cui risalta soprattutto la sua personale fascinazione per i valori cromatici e insieme plastici della materia.

Giacomo Cossio

L’esercizio artistico di Giacomo Cossio, classe 1974, risulta da sempre caratterizzato dalla volontà di ristrutturare la realtà attraverso stratificazioni, sovrapposizioni, assemblaggi di elementi e materiali diversi.
Fotografie, fotocopie, schiume, fiori sintetici sono gli elementi che compongono i collage oggettuali che spaziano dai “paesaggi artificiali”, rivisitazioni del tema della natura morta, alla ricostruzione di macchine, ruspe, scavatrici, scomposte e ricomposte.

La personale dell’artista si inserisce nelle attività dei CANTIERI CRISTALLINO che ha per comun denominatore una indagine tesa a rinvenire i simboli politici del presente. In che misura possiamo identificare come “politici” certi paradigmi del contemporaneo che sembrano simulare tutt’altra evidenza? La prassi politica che tipo di dimensione culturale e umana ha nel tempo istituito, quali le forme, esplicite o implicite, del suo esercizio? Questi gli interrogativi a cui si cercherà di dare risposta durante la programmazione dei Cantieri Cristallino e che troveranno sintesi nel prossimo numero del semestrale di arti e letterature contemporanee EDEL, la cui uscita è prevista ad aprile 2018.

Cantieri che hanno inaugurato domenica 14 gennaio con la bi-personale HEIMAT di Mària Chilf e Maurizio Battaglia negli spazi della galleria CORTE ZAVATTINI 31 e che sono proseguiti a febbraio con due appuntamenti che hanno aperto altre prospettive sul tema: il seminario di Giulia Marchi, artista e fotografa, dal titolo Tassonomia del linguaggio, un percorso sui campi di relazione tra le arti e sulla lettura del simbolo come tassello politico, e l’evento Un corpo estraneo, che ha visto in dialogo la fotografa e performer Marilisa Cosello e il poeta Vincenzo Frungillo, dove l’asse della ricerca convergeva sul corpo, sulle costrizioni fisiche e mentali e sulla conseguente limitazione dell’individuo nella società, nel suo trasformare la persona da soggetto ad oggetto.

GIACOMO COSSIO – STATI DI NATURA
a cura di Roberta Bertozzi
Vernissage domenica 11 marzo H 17
Galleria Corte Zavattini 31
Corte Zavattini 31, Cesena (FC)
Dall’11 marzo al 15 aprile 2018
orari di apertura: da giovedì a domenica: ore 17.00 – 20.00

www.cortezavattini31.com

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Sonia Catena

Sonia Catena

Viaggiatrice accanita e affamata di moda, arte e design, mi sposto costantemente sulla penisola italiana dal 2004, anno in cui dopo la maturità decisi di trasferirmi a Rimini e poi a Bologna per  l’Università. Con una laurea in moda e una specialistica in arte contemporanea amo creare delle interconnessioni fra queste discipline per organizzare eventi culturali a Milano. La tesi in semiotica mi ha insegnato a guardare il mondo con un’altra prospettiva e da lì è nato il mio progetto Ridefinire il Gioiello.  Affianco all’attività di curatela quella di addetta stampa, comunicazione e docenza (LABA di Rimini, “Fashion Writing”  IED – Firenze). La mia parola d’ordine? Scoprire sempre qualcosa di nuovo, ridefinire un sistema e rivoluzionarlo. Ho un’insaziabile bisogno di libertà d’espressione e di uscire dai tracciati tradizionali per organizzare costantemente nuovi eventi e progetti. Amo viaggiare di paese in paese e spaziare con la mente, chi mi conosce ha quasi paura quando dico “mi è venuta un’idea!”. Chiusa in ufficio o fare un lavoro di routine mi rende una mina vagante, mi sento una libera professionista sino al midollo, una ricchezza che mi permette di avere continuamente stimoli e idee. Il treno è la mia seconda casa, la prima non lo so ancora se a Milano, Bologna, Rimini, Firenze o Roma. La frase che mi rappresenta? “Le mine vaganti servono a portare il disordine, a prendere le cose e a metterle in posti dove nessuno voleva farcele stare, a scombinare tutto, a cambiare piani” dal film Mine Vaganti di Ferzan Özpetek.
Sonia Catena

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