Golden Globe 2017: Meryl vs Trump e il Trionfo di La La Land

MONDO – La 74′ edizione dei Golden Globe si è appena conclusa e come ogni anno, non mancano bilanci, tributi, critiche e analisi.

Partiamo da un dato inequivocabile: La La Land, il musical di Damien Chazelle (regista di Whiplash) è stato il vero dominatore della cerimonia. 7 i riconoscimenti portati a casa da quello che si appresta a diventare il caso cinematografico del 2017 (record assoluto, battuto il precedente primato di “Qualcuno volò sul nido del cuculo” del 1975) tra i quali quelli per Miglior attrice in una commedia musicale (Emma Stone), Miglior attore protagonista in una commedia musicale (Ryan Gosling), Miglior commedia musicale e Miglior regista.

Un trionfo tanto annunciato quanto clamoroso (noi lo abbiamo visto al Festival di Venezia) che mette alla luce un messaggio chiaro e forse inaspettato: il genere Musical, considerato erroneamente passato e dèmodè, è più vivo che mai e La La Land ne è la dimostrazione.

La serata è stata caratterizzata da numerosi siparietti divertenti ma soprattutto dalle solite pungenti battute sull’attualità, che in questa prima edizione post-Obama, non potevano che avere un unico filo conduttore: “Eccoci ai Golden Globes – dice il bravissimo Jimmy Fallon nel segmento d’apertura – uno dei pochi posti dove l’America onora ancora il voto popolare!”

Ma su tutti è stata Meryl Streep a andarci più pesante. Durante il suo discorso per il Premio alla Carriera (30 nomination ai Golden Globe! incredibile) si è scagliata contro il neo presidente Donald Trump, in quello che è stato senza dubbio il momento più intenso della serata: “E’ stato un anno di performance. Ma su tutte, una mi ha sconvolto: è stato il momento in cui la persona che chiedeva di sedersi sulla poltrona più rispettata nel nostro Paese ha imitato un giornalista disabile che superava per privilegi, potere e per capacità di reagire. La mancanza di rispetto incoraggia altra mancanza di rispetto, la violenza incita alla violenza. E quando i potenti usano la loro posizione di prevaricare gli altri tutti noi perdiamo. O.K., andare avanti con lui”.

La Streep si è inoltre soffermata sul dilagante risentimento nei confronti delle diversità etniche: “Chi siamo noi e che cos’è Hollywood? Siamo solo persone provenienti da altri luoghi. Hollywood come l’America è infestata da stranieri e da gente che viene da fuori. E se li cacciassimo tutti a calci non ci rimarrebbe nulla da guardare se non il football e le arti marziali miste. Che non sono arti”.

Attualità ma anche romanticismo e comicità. Il Golden Globe alla più appassionata dichiarazione d’amore va al regista francese Paul Verhoven, vincitore con Elle del premio per Miglior Film Straniero, che si è rivolto così alla sua musa Isabelle Hupert (Miglior attrice protagonista): “Per il tuo talento, per la tua audacia, per l’autenticità della tua interpretazione, io ti amo, ti amo, ti amo.”

Divertentissimo il siparietto tra Kristen Wiig e Steve Carrel, chiamati ad annunciare il vincitore nella categoria Miglior Film d’animazione (premiato Zootropolis): “Ti ricordi quando hai visto il primo film d’animazione al cinema?” Chiede la Wiig al comico americano: “Certo che me lo ricordo – risponde – è stato un momento che mi ha cambiato la vita. Avevo 6 anni e mio padre mi portò a vedere Fantasia. All’uscita c’era mia madre che ci aspettava e proprio in quell’istante disse a mio padre che voleva il divorzio. Invece che mi dici qual è stato il tuo primo film d’animazione?” Lei: “Bambi, l’ho visto nel giorno in cui abbiamo soppresso il nostro cane”.

Ma ora torniamo ai premi conferiti. Il Golden Globe per Miglior Film drammatico è andato a Moonlight (scritto e diretto da Barry Jenkins), toccante storia su razzismo e omofobia. Nonostante la qualità del film vincitore, un po’ tutti si aspettavano la vittoria di Manchester By The Sea, capolavoro assoluto a parer mio, che si è dovuto “accontentare” del premio per Miglior Attore protagonista in un film drammatico, assegnato a Casey Affleck.

Importanti riconoscimenti anche per Viola Davis (Barriere) e Aron Taylor Johnson (Animali Notturni), vincitori dei rispettivi premi per i Migliori attori non protagonisti. Vittoria strameritata per il giovane attore americano, finora sempre protagonista in film di supereroi e per teenager, capace invece in Animali Notturni di Tom Ford di offrire una prestazione a dir poco pazzesca, in grado di aprirgli le porte del firmamento di Hollywood.

Per quanto riguarda invece il pianeta Serie Tv, netto il trionfo di The Crown, incentrata sulla vita di Elisabetta II e sulla famiglia reale britannica.

Golden Globe 2017

The 74th Annual Golden Globe Awards - Press Room
The 74th Annual Golden Globe Awards – Press Room

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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