Golden Globes 2018 vincitori e vinti: tutta Hollywood contro gli abusi sessuali

Golden Globes 2018 vincitori e vinti: tutta Hollywood contro gli abusi sessuali

LOS ANGELES – Uno dei premi cinematografici e televisivi più ambiti del mondo arriva alla sua 75′ edizione. Scopriamo insieme i vincitori.

Donne, politica e grandi sorprese. La 75’ edizione dei Golden Globes ha confermato il trend intrapreso dalle varie kermesse cinematografiche americane degli ultimi anni; in poche parole, non è il cinema a far da protagonista, bensì l’attualità, non proprio rosea se si parla di Hollywood e dintorni. Lo scorso anno il tema principale era Trump, mentre in questa edizione, il filo conduttore non poteva che essere quello legato allo scandalo delle molestie sessuali abbattutosi a gamba tesa sul pianeta cinema americano e come sappiamo, non solo.

Il tema Weinstein &Co ha influenzato praticamente tutto. Non solo i discorsi di premiazione, i monologhi dell’ottimo presentatore Seth Meyers e il red carpet, travolto da un’ondata di abiti neri (indossati dalle donne in segno di protesta contro gli abusi) ma anche i vincitori stessi.

“E’ il 2018, la marijuana è finalmente consentita e le molestie sessuali finalmente non lo sono più”. Ha esordito Meyers nel discorso d’apertura che ha poi continuato: “Erano anni che un uomo bianco non si sentiva così nervoso a Hollywood”.

Molte le dichiarazioni forti sullo scandalo durante i Golden Globes, come ad esempio quelle di Nicole Kidman, Laura Dern e Frances McDormand. Ma i 2 interventi più graffianti sono stati quelli di Elizabeth Moss e Natalie Portman.

“Eravamo le persone che non erano mai nei giornali. Vivevamo nello spazio bianco ai bordi della carta stampata – ha dichiarato la protagonista di Handmaid’s Tale (premiata come Miglior Attrice in una serie) – questo ci diede la libertà, così vivemmo nelle pause tra una storia e un’altra. Ora invece non viviamo più nello spazio bianco, ora siamo le storie sulla carta stampata, stiamo scrivendo noi stesse quella storia”.

Glaciale e spiazzante la Portman che, chiamata sul palco per consegnare il premio per la Miglior Regia, ha dichiarato: “Ed ecco tutti i candidati … tutti maschi ai Golden Globes…” al fine di sottolineare come in una delle categorie principali non ci fosse neanche una presenza femminile.

Insomma, l’argomento resta ancora molto caldo e doloroso per tutto l’ambiente.

E allora iniziamo a parlare dei vincitori dei Golden Globes, mai così sorprendenti come quest’anno.

Ad aggiudicarsi il premio come Miglior Film è “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh (7 psicopatici, In Bruges), capace di scalzare lo strafavorito “The Shape of Water” di Del Toro (vincitore a Roma 3 mesi fa). L’opera di McDonagh, thriller dai tratti Coheniani, racconta la storia di una madre disposta a qualsiasi cosa pur di trovare (Frances McDormand) l’assassino della figlia. Il film è stato premiato al Festival di Venezia e ha incassato 26 milioni di dollari in USA nel primo weekend di programmazione.

In pochi si aspettavano questo risultato, ma quasi tutti pronosticavano la vittoria della McDormand come Miglior Attrice, Premio Oscar 1997 per Fargo, e protagonista di un’altra grande performance a metà tra il grottesco e il drammatico, tra il comedy e il dark. In una parola? Grande.

Un altro grande, da troppo tempo snobbato dalla critica a stelle e strisce è Gary Oldman, premiato quest’anno come Miglior Attore per la sua incredibile interpretazione di Winston Churchil nel film L’ora più buia. Interprete maestoso Gary, in assoluto uno dei più versatili e intelligenti. Nel corso del suo percorso cinematografico, Oldman è riuscito a interpretare una quantità incredibile di ruoli, dal criminale al poliziotto corrotto, dal commissario ligio al dovere al mago controverso. E con il suo ultimo lavoro ha aggiunto un ulteriore tacca alla sua grande carriera. Che sia la volta buona anche per il Premio Oscar? Noi ci speriamo.

E Del Toro? Il messicano non ha fatto razzia di premi ma si è aggiudicato quello per la Miglior Regia, traguardo strameritato. Il suo The Shape of Water è senza dubbio il prodotto più originale della stagione cinematografica internazionale, un film che dimostra che, nel 2018, non è necessario raccontare una storia disincantata e cinica per stupire.

Capitolo Italia. Qualcuno parlerà sicuramente di delusione visto che quest’anno il cinema nostrano poteva giocarsela davvero per conquistare qualche globo d’oro. C’era Sorrentino con il suo The Young Pope; c’era Virzì con il suo esordio internazionale – Ella e John, The Leisure Seeker – e c’era soprattutto Luca Guadagnino, presente in ben 5 candidature con il suo Chiamami col tuo nome. Nessuna vittoria, ma la presenza in sé conta tantissimo e dimostra che il cinema italiano c’è e si sente. E poi hai visto mai che agli Oscar…

Ecco la lista dei vincitori dei Golden Globes 2018:

Miglior Film Drammatico: “Tre manifesti a Ebbing, Missouri” di Martin McDonagh

Miglior Film o commedia musicale: “Lady Bird” di Greta Gerwig

Miglior Regista: Guillermo Del Toro per “The Shape of Water”

Miglior Attrice in un film drammatico: Frances Mc Dormand per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior Attore in un film drammatico: Gary Oldman per “L’ora più buia”

Miglior Attrice in un film commedia o musicale: Saoirse Ronan per “Lady Bird”

Miglior Attore in un film commedia o musicale: James Franco per “The Disaster Artist”

Miglior Film d’Animazione: Coco di Lee Unkrich e Adrian Molina

Miglior Film straniero: Oltre la notte di Fatih Hakin (GER)

Miglior attrice non protagonista: Allison J Anne Y per “I, Tonia”

Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell in “Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior sceneggiatura: Martin Mc Donagh per “Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Miglior colonna sonora originale: Alexandre Desplat per “The Shape of Water”

Miglior canzone originale: “This is me” di Pasek and Paul per “The Greatest Showman”

Miglior serie drammatica: “The Handsmade Tale”

Miglior attrice in una serie drammatica: Elizabeth Moss per “The Handsmade Tale”

Miglior attore in una serie drammatica: Sterling K Brown per “This is Us”

Premio alla carriera: Oprah Winfrey

Golden Globes

Golden Globes 2018

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Paolo Riggio

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

One Response to "Golden Globes 2018 vincitori e vinti: tutta Hollywood contro gli abusi sessuali"

  1. Fabiola Cinque
    Fabiola Cinque   9 gennaio 2018 at 23:24

    Trovo tutto sbagliato in questo vittimismo, come se la donna non avesse mai avuto ne il dono di parlare né tantomeno la capacità di scegliere (ad es. non fare carriera per non scendere a compromessi…). Finalmente oggi la Deneuvue ha riscattato le donne che sanno reagire, parlare, e non svegliarsi dopo una rigogliosa carriera magari durata un ventennio….
    Scusa Paolo se divago, il tuo articolo con le foto delle star in nero ( che originalità poi scegliere il colore del lutto che rappresenta oramai il 99% di qualsiasi guardaroba…!!!) mi ha riportato a questo scandalo assurdo ed ho divagato.
    Ma per quanto riguarda i Film italiani sei fin troppo sportivo! Io sono arrabbiatissima che con 5 nomination non sia uscito neanche un premio!

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