Golden Globes 2019, il trionfo di Rami Malek. Che delusione per Lady Gaga!

Golden Globes 2019, il trionfo di Rami Malek. Che delusione per Lady Gaga!

HOLLYWOOD – Uno dei premi cinematografici e televisivi più ambiti del mondo arriva alla sua 76′ edizione. Riviviamo insieme i momenti salienti, le sorprese e le scene più divertenti della cerimonia.

Notte di grandi sorprese ai Golden Globes 2019. La 76′ edizione del fratello minore degli Oscar, si distacca profondamente dal trend intrapreso dalle varie kermesse cinematografiche americane degli ultimi 2-3 anni, dove non era tanto il cinema a far da protagonista, bensì l’attualità, non proprio rosea se si parla di Hollywood e dintorni. Non siamo qui a condannare la direttiva degli autori delle passate edizioni di parlare per il 50% del tempo delle sparate di Trump o del caso Weinstein, vogliamo invece sottolineare che in questi Golden Globes 2019 è stato il cinema l’argomento principale (nonostante non si trattasse di un’annata esaltante) e la cosa non poteva che farci molto piacere.

GOLDEN GLOBES 2019, FREDDIE MERCURY BATTE LADY GAGA

RAMI MALEK GOLDEN GLOBES 2019
Freddie Mercury e Rami Malek a confronto

Partiamo subito dai vincitori (e anche dagli sconfitti) davvero inaspettati, perché di sorprese ai Golden Globes 2019, ce ne sono state davvero tante. Bohemian Rapsody (cliccate qui per la nostra recensione), il biopic sulla fantastica storia dei Queen, snobbato dalla critica ma esaltato al box office, si aggiudica clamorosamente il premio di Miglior Film, sbaragliando la concorrenza di A Star is Born di Bradley Cooper, dato per strafavorito alla vigilia. Il film di Bryan Singer è già diventato il biopic con il più alto incasso cinematografico di sempre. Questo non solo perché racconta la storia di Freddie Mercury e dei Queen ma anche perché lo fa dannatamente bene, con punte di fantasia certo, ma con una profondità e un’intensità raramente viste in un biopic. E se Bohemian Rapsody vince Miglior Film, la diretta conseguenza non può che essere la vittoria come Miglior Attore Protagonista di Rami Malek (anche in questo caso sorpresissima). Straordinario, mimetico, sorprendente, l’attore già visto nella fortunata serie Mr Robot è riuscito nell’impresa di farci riappassionare alla figura di Freddy Mercury, attraverso un’interpretazione talmente somigliante sia dal punto di vista emotivo che soprattutto fisico da farci quasi paura.

Il 37enne statunitense è salito sul palco dopo aver abbracciato il chitarrista dei Queen Brian May e, visibilmente emozionato, ha dedicato il premio al cantautore britannico: “Grazie Freddie Mercury per avermi regalato la gioia di una vita. Ti amo, uomo bellissimo”, ha detto Malek tra gli applausi.

RAMI MALEK GOLDEN GLOBES 2019
Il look di Lady Gaga ai Golden Globes 2019

Insomma, la notizia è che Lady Gaga, che scelse questo nome d’arte in onore della canzone “Radio Gaga” dei Queen, è stata sconfitta proprio dal suo idolo Freddy Mercury. E pensare che la serata per la cantante americana era partita benissimo, con la vittoria (scontatissima e meritatissima) per la Miglior Canzone Originale, “Shallow”, scritta proprio per A Star is Born (cliccate qui per la nostra recensione) , seguita però da tre cocenti delusioni: quella del miglior film appunto, quella della miglior regia (Alfonso Cuaron ai danni di Bradley Cooper) e soprattutto quella riguardo al premio per la Miglior Attrice Protagonista. A vincerlo infatti non è Lady Gaga, bensì la granitica Glenn Close (6 nomination all’Oscar mai una vittoria, che sia il 2019 l’anno buono?) con The Wife, film sulla vita di Joan Castleman, moglie del controverso Joe Castleman, premio Nobel e tra i più grandi scrittori di sempre. La verità è che, dei due, è Joan la scrittrice; il sessismo in letteratura l’ha spinta, sin da giovane, a mandar avanti il marito, sprovvisto di talento ma carismatico. “In tempi di MeToo e Time’s Up, le donne che hanno subìto molestie sono ascoltate e credute. Un passo avanti rispetto a una generazione fa. Certo, dobbiamo tutti trovare un equilibrio, qui. Gli esseri umani sono fallibili e imperfetti. Credo sia attuale la scelta di una donna che, per vedere le sue opere riconosciute, decide di ‘farsì uomo” racconta l’attrice.

CUARON E IL PRIMO SUCCESSO DI NETFLIX. CHE SORPRESA GREEN BOOK!

RAMI MALEK GOLDEN GLOBES 2019
Alfonso Cuaron ai Golden Globes 2019

Oltre a Bohemian Rapsody, le altre due pellicole a far razzia di premi sono state Green Book (in sala a gennaio) – che si porta a casa i premi per il Miglior Film Commedia, per la Miglior Sceneggiatura e per il Miglior Attore Protagonista a Mahershala Ali – e Roma di Alfonso Cuaron, che conferma di essere uno dei più brillanti e più potenti nomi hollywoodiani degli ultimi dieci anni anche ai Globes 2019, conquistando i premi per la Miglior Regia e quello per il Miglior Film in lingua non inglese.

Green Book, diretto da Peter Farrelly (Tutti Pazzi per Mary, Scemo e più scemo) racconta l’amicizia tra un buttafuori italoamericano (Viggo Mortensen) e un pianista afroamericano (Mahershala Ali) nell’America negli anni sessanta. È ispirato alla storia vera di Tony Lip, padre dello sceneggiatore Nick Vallelonga.

Roma di Cuaron, è una pellicola girata completamente in bianco e nero, ed è un ritratto vivo e crudo del conflitto domestico e della gerarchia sociale in un momento molto difficile per tutto il Messico a causa dei disordini politici. “Con Roma ho voluto rendere omaggio alle figure femminili della mia infanzia, il matriarcato ha caratterizzato la mia esistenza” ha raccontato il regista premio Oscar in una recente intervista. Il film poi, segna la prima vittoria importante di Netflix in una kermesse prestigiosa: “Ringrazio Netflix prima di tutto – afferma Cuaron – la piattaforma ha consentito che questo film così improbabile abbia avuto risalto mondiale. Netflix può rappresentare il cinema e può avere le sue stesse capacità e funzioni. Il cinema costruisce ponti e abbatte i muri, ci fa capire quello che può sembrare strano e poi finisce per esserci familiare e anche che abbiamo molto in comune”.

I MOMENTI SALIENTI DEI GOLDEN GLOBES 2019

RAMI MALEK GOLDEN GLOBES 2019
Christian Bale ai Golden Globes 2019

Capitolo conduzione. La cerimonia è stata condotta da Sandrah Oh e Andy Samberg, che hanno intrattenuto il pubblico con i consueti riferimenti all’attuale clima di Hollywood e a qualche cenno di natura politica, con grande tatto e senza prendersi la scena. Ci sono piaciuti molto e ci hanno divertito, come ad esempio nel discorso di apertura, dove hanno esordito così: “Siamo le uniche persone di Hollywood che non sono finite nei guai per aver detto qualcosa di offensivo”. Per non rischiare nulla, la coppia ha evitato ironicamente di deridere i candidati, pronunciando elogi come se fossero insulti.

Tra i momenti più toccanti non potevamo non parlarvi del discorso di Jeff Bridges, premiato alla carriera, che ha raccontato se stesso e ha dato la sua visione del cinema: “Grazie alla mia ragazza da 45 anni, Suzy, mia moglie. E a Michael Cimino. E a Peter Bodgdanovich. A mio fratello e mio padre che è qui con noi. A me piace pensare a me stesso come a una di quelle piccole navi che guidano le grandi navi nei porti. Noi possiamo fare tutto!” Grande Jeff, resterai per sempre il nostro Drugo.

Concludiamo infine con il momento più divertente e shockante della serata, arrivato durante la consegna del Globo D’Oro al grande Christian Bale per il Miglior Attore Protagonista in un film comedy. Bale ha sfoderato una grandissima prestazione in Vice, film sulla vita del machiavellico Dick Cheney (altro che George W Bush, c’era lui a comandare il mondo nei primi anni ‘2000!) e ha voluto fare un ringraziamento particolare durante il discorso di rito: “Grazie Satana per avermi dato l’ispirazione per interpretare questo ruolo” ha detto l’attore con ironia mista a pazzia, che con la sua consueta abilità (e anche grazie a una dieta ipercalorica che gli ha fatto guadagnare 30 chili) si è completamente trasformato, fisicamente ma anche psicologicamente, nella controversa figura di Dick Cheney, potente vice-presidente durante l’amministrazione di George W. Bush.

TUTTI I VINCITORI DEI GOLDEN GLOBES 2019

Da sinistra, Viggo Mortensen, Peter Farrelly (Miglior Sceneggiatura e Miglior Commedia per Green Book) e Mahershala Ali (Miglior Attore non protagonista)
Da sinistra, Viggo Mortensen, Peter Farrelly (Miglior Sceneggiatura e Miglior Commedia per Green Book) e Mahershala Ali (Miglior Attore non protagonista)

In conclusione vi lasciamo con la lista completa dei vincitori dei Golden Globes, e vi diamo appuntamento al prossimo grande premio cinematografico, il più ambito, vale a dire gli Oscar 2019.

MIGLIOR FILM DRAMMATICO

Bohemian Rhapsody, regia di Bryan Singer

MIGLIOR FILM COMMEDIA O MUSICALE

Green Book, regia di Peter Farrelly

MIGLIOR REGISTA

Alfonso Cuarón – Roma

MIGLIOR ATTRICE IN UN FILM DRAMMATICO

Glenn Close – The Wife – Vivere nell’ombra

MIGLIOR ATTORE IN UN FILM DRAMMATICO

Rami Malek – Bohemian Rhapsody

MIGLIOR ATTRICE IN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Olivia Colman – La favorita (The Favourite)

Golden Globes 2019
Sandrah Oh e Andy Samberg, i conduttori della serata

MIGLIOR ATTORE IN FILM COMMEDIA O MUSICALE

Christian Bale – Vice – L’uomo nell’ombra (Vice)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Regina King – Se la strada potesse parlare (If Beale Street Could Talk)

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA

Mahershala Ali – Green Book

MIGLIOR FILM STRANIERO

Roma, regia di Alfonso Cuarón (Messico)

MIGLIOR FILM D’ANIMAZIONE

Spider-Man – Un nuovo universo (Spider-Man: Into the Spider-Verse), regia di Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman

MIGLIORE SCENEGGIATURA

Brian Hayes, Peter Farrelly e Nick Vallelonga – Green Book

MIGLIOR COLONNA SONORA ORIGINALE

Justin Hurwitz – First Man – Il primo uomo (First Man)

MIGLIOR CANZONE ORIGINALE

Shallow (Lady Gaga, Mark Ronson, Anthony Rossomando, Andrew Wyatt) – A Star Is Born

Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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