Google all’assalto di SMS e Whatsapp

Google all’assalto di SMS e Whatsapp

MONDO – È da anni che Google sta cercando di realizzare un sistema unico per lo scambio di messaggi tramite Android, e ora i tempi sembrano maturi per assistere a questa mossa: secondo i rumour infatti è pronto il nuovo Chat basato sul sistema RCS, che potrebbe essere dunque “resuscitato” e implementato per rispondere alle esigenze degli utenti e lanciare l’assalto a SMS e Whatsapp.

Le mosse di Google

L’obiettivo di Big G sembra essere quello di estendere il proprio dominio anche al settore della messaggistica istantanea, dando la spallata finale al sistema degli SMS, messo in crisi dall’arrivo delle app stile Whatsapp ma non ancora “decaduto”. Se infatti i messaggini hanno perso il loro fascino come mezzo di comunicazione interpersonale, negli ultimi anni hanno riscoperto una seconda vita come strumento di promozione aziendale.

Gli SMS come strumento di marketing

Anche in Italia esistono infatti compagnie che offrono l’acquisto e l’invio di “pacchetti” di messaggini con cui comunicare con clienti già attivi o potenziali, informandoli su promozioni, sconti e iniziative; come si può leggere sulla guida di SMSHosting.it, la chiave sta in un software sms marketing che è facilmente personalizzabile in base alle esigenze di ogni business.

Risposta a Whatsapp?

In realtà, questo interessante ambito era stato già “adocchiato” da Whatsapp, che a gennaio di quest’anno ha lanciato WhatsApp Business, versione enterprise del sistema di messaggistica online più utilizzato al mondo pensata e creata appunto per professionisti e aziende: in soli 4 mesi di vita, la piattaforma ha già conquistato 3 milioni di utenti nei 5 soli Paesi al mondo in cui è disponibile (Italia inclusa), secondo quanto rivelato da Mark Zuckerberg nell’ultimo incontro con gli azionisti, anche se i risultati dell’app globale sono nettamente superiori (si parla di circa 1,5 miliardi di persone che si scambiano messaggi con Whatsapp).

La nuova app Chat

Ecco che dunque anche Google sta portando avanti la propria mossa, con un nuovo standard che – sempre stando alle indiscrezioni che arrivano dagli Stati Uniti – dovrebbe chiamarsi semplicemente “Chat“. Non si tratterà di una applicazione specifica (sullo stile di iMessage su dispositivi Apple o Facebook Messenger), ma di una implementazione del servizio RCS (Rich Communications Services) che già stato sviluppato già nel 2007, ma che è rimasto sostanzialmente abbandonato a se stesso.

Le caratteristiche del servizio

Un articolo esclusivo su The Verge racconta che la “chat” di Google consentirà di far funzionare “Messaggi”, l’app predefinita di Android, in maniera differente: il primo tratto distintivo sta nella possibilità di superare lo storico limite di 160 caratteri dei messaggini e, allo stesso tempo, aggiungere contenuti multimediali evitando gli MMS, un servizio che ormai è finito nel dimenticatoio anche a causa degli alti costi richiesti dai gestori per il loro utilizzo.

Una piccola rivoluzione

Per gli utenti non ci dovrebbero essere differenze sostanziali, almeno nel periodo iniziale, perché Chat dovrebbe imporre un cambiamento soprattutto nel mercato della telefonia, visto che il servizio non sarà sotto il controllo di Google, ma degli operatori telefonici. Questo significa, dunque, che anche l’attivazione dipenderà dai singoli gestori di rete, anche se il gruppo di Mountain View potrebbe mantenere un ruolo da guida e coordinamento dell’iniziativa.

Evitare un altro flop

Il merito di Big G è quello di aver messo d’accordo una cinquantina tra i principali operatori di telefonia mobile al mondo e una decina di produttori di smartphone intorno a questo progetto, ma gli osservatori sembrano scettici sui tempi e sull’effettivo successo di questo nuovo standard di comunicazione, ricordando anche gli altri “flop” di Google. Basti citare il caso di Google Talk, Hangouts o Google+, sistemi che non hanno mai spiccato il volo.

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Gianluca Bottiglieri

Gianluca Bottiglieri

Napoletano, classe ’91. Tre passioni nella vita: calcio, musica e scrittura. Dopo aver conseguito il Tesserino da Giornalista pubblicista ho collaborato per diverse testate online e cartacee parlando di tutto un pò. Amo scrivere per documentarmi, per avere “la scusa buona” per approfondire le mie conoscenze. Che sia con una tastiera, un display o con una penna poco cambia. Di recente ho acquistato una Olivetti Lettera 35 del 1972, proprio per non farci mancare nulla. Spero di allietare chiunque legga i miei articoli, suscitare interesse, generare discussione!
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