Il grande Helmut Newton in 60 scatti a San Gimignano

Il grande Helmut Newton in 60 scatti a San Gimignano

SAN GIMIGNANO – Dal 18 aprile al 1 settembre, un’eccezionale panoramica sulla carriera del grande fotografo berlinese.

Dal 18 aprile al 1° settembre 2019 il Museo d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano accoglierà nelle sue sale un’eccezionale retrospettiva di uno dei fotografi più ammirati e contesi del ‘900: Helmut Newton. Grazie alla collaborazione tra Opera-Civita, e la Fondazione Helmut Newton di Berlino, è stata organizzata una mostra con ben 60 opere del grande fotografo, rigorosamente selezionate dal curatore Matthias Harder al fine di dare una panoramica a 360° della brillante e intensa attività di Newton, notoriamente legato al mondo della moda e dello spettacolo.

Helmut Newton
Catherine Deneuve. Esquire, 1976, Helmut Newton Foundation, Berlin. Foto MyWhere®

Un’icona lui stesso, forse anche più di quelle immortalate dal suo obiettivo, Helmut Newton ha rappresentato una svolta epocale nel mondo della fotografia di moda, con un approccio anticonvenzionale, in cui confluiscono atmosfere surreali, senso dell’ironia, raffinata seduzione ed erotismo eccentrico. il tutto sempre accompagnato da un rigoroso senso estetico ed indiscussa eleganza.

Questa ricerca di nuove possibilità espressive, fuori dagli schemi tradizionali, venne consolidata a seguito di un soggiorno parigino negli anni ’70 e ’80; da allora verso il mondo della moda si è manifestato un interesse crescente, che attraverso riviste, libri e mostre specializzate sul tema, ha raggiunto un pubblico sempre più vasto  ed ha influenzato   il modo di fotografare.

Helmut Newton
Daniel, Guy e Alec Wildenstein. Parigi, 1999
Helmut Newton Foundation, Berlin Foto MyWhere®

 

I servizi realizzati per le varie sedi di Vogue (Francia, USA, Germania),  Bluemarine, Thierry Mugler, come per altre affermate brand, hanno lasciato un segno indelebile nel caleidoscopico e continuamente variabile mondo dell’immagine fotografica legata alla moda: i suoi scatti, infatti, non ricercano solo armonia ed eleganza, mostrando  modelle (e modelli) semplicemente in statuarie e sensuali pose, stagliati su un fondo neutro, ma sono dei veri e propri racconti visivi, ricercatissimi tranches de vie, di incerta casualità, in un sottilissimo confine tra realtà e finzione, e in cui la location non fa solo da sfondo ai corpi ma dialoga con essi in un rapporto simbiotico, che ora risulta misterioso, ora inquietante, ora divertente o provocatorio, ma che non lascia mai l’osservatore indifferente, invitandolo ad una lettura più attenta.

L’altro importante campo in cui Newton si è cimentato con originalità e uguale raffinatezza formale è quello della ritrattistica. Da Andy Wharol a Leni Riefenstahl, una sezione del percorso espositivo è dedicata a foto di personaggi famosi, spaziando dalle star del cinema ai giganti della finanza e dell’imprenditoria, in una bellissima e affascinante carrellata di ritratti in bianco e nero. Qui, se da un lato (concettuale e fisico, perché i due “sessi”sono esposti su pareti opposte) l’universo femminile catalizza lo sguardo per la rinomata bellezza e il fascino delle protagoniste, come nei suadenti primi piani di Faye Dunway e Anita Eckberg, e l’immagine femme-fatale di Catherine Deneuve, quello maschile è altrettanto interessante, e perfino divertente, per la formidabile introspezione psicologica che ne viene fuori: lo sguardo intenso di Ralph Fiennes, che il bianco e nero rende ancora più penetrante, è collocato tra l’imponente figura di Gianfranco Ferré e il nobile profilo dell’ “Avvocato” Agnelli, le cui rughe sembrano evocare la fierezza di quelle dei busti-ritratto della Roma repubblicana; fisionomie regalmente austere che contrastano con il gioco di sguardi diffidenti e agguerriti della controversa dinastia Wildestein!

German Vogue. Berlino, 1979
German Vogue. Berlino, 1979 Foto MyWhere®

Insomma, girare tra queste icone e tra altri capolavori, a colori o in bianco e nero, è una continua sorpresa e fa venire la voglia di andare a visitare la Fondazione di Berlino. Questa venne concepita dall’artista nel 2003 come uno spazio da adibire sia all’esposizione delle sue opere, che di quelle di altri fotografi, ma purtroppo non ebbe la soddisfazione di vederla completata perché morì prima. Il progetto è stato poi portato avanti dalla moglie, nota come Alice Springs, e le risposte del pubblico e della critica hanno testimoniato la validità e il successo di questa iniziativa.

Pensate che la prima artista a usare questo spazio per presentare le sue opere è stata Vera von Lehndorff, negli anni ’60 nota come Veruschka. Per i più giovani forse va precisato che Veruschka era famosa per stare …dall’altra parte della macchina fotografica, perché è stata una delle modelle più glamour di quel periodo!

Se Helmut si rivoltasse nella tomba, sono sicura che sarebbe solo per la gioia.

INFO

Periodo mostra: 18 aprile – 1° settembre 2019

Luogo: Galleria d’arte Moderna e Contemporanea di San Gimignano

Ente promotore: Musei Civici del Comune di San Gimignano

Curatore del progetto espositivo: Mathias Harder

Produzione: Opera Civita e Fondazione Helmut Newton di Berlino

Per approfondimenti su Helmut Newton vi consiglio, inoltre, di leggere un interessantissimo articolo di Lamberto Cantoni

Helmut Newton a San Gimignano

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Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

One Response to "Il grande Helmut Newton in 60 scatti a San Gimignano"

  1. Antonio Bramclet
    Antonio   29 Aprile 2019 at 11:53

    A mio avviso Newton é andato oltre il paradigma della “raffinata seduzione” scegliendo consapevolmente e con grande ironia il rischio di essere percepito come un pornografo (il fotografo, per prendere in giro le femministe, amava presentarsi proprio così). Sono d’accordo con l’autrice sulla rilelevanza dei suoi ritratti. La durezza dei suoi b/n li rendeva personaggi inquieti. E credo che questa bellezza da politicamente scorretta piacesse moltissimo allo star system. E ovviamente al grande pubblico.

    Rispondi

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