I colori della Côte d’Azur visti con gli occhi degli artisti

I colori della Côte d’Azur visti con gli occhi degli artisti

COSTA AZZURRA – Quando si parla della Côte d’Azur il pensiero va a Yacht, Casinò, motori ruggenti di macchine sportive e tutto ciò che può brillare come le pietre più preziose. Ma la luce della Provenza, questa volta, l’ho voluta vedere con gli occhi degli artisti. Quelli che vi hanno soggiornato, che hanno preso ispirazione, che l’hanno amata e vissuta nelle sue contraddizioni.

Dire di aver fatto un tour in Costa Azzurra nei musei dei più grandi artisti del primo novecento è riduttivo. Ho attraversato i loro parchi, mi sono soffermata nei loro atelier, affacciata dai balconi delle loro ville e respirato l’aria di questa terra, a volte brulla e selvaggia, e a volte esplosione di colori e profumi, proprio come loro hanno fatto oramai un secolo fa.
Partita da Cannes ho proseguito per Juan Le Pen e Antibes, poi soffermata a Le Cagnet così come a Le Cannet, fino a giungere a Nizza. Purtroppo il mio viaggio non mi ha permesso di raggiungere Aux an Provence, dove ho perso il mio amato Cezanne, così come anche Biot per visitare il museo di Léger, ma al momento era impossibile far tutto.

Dove soggiornare in Costa Azzurra
Ecco dove soggiornare in Costa Azzurra

Ad ogni modo vi racconto qui l’itinerario in Costa Azzurra che vi suggerisco vivamente di copiare per un vostro prossimo viaggio.

Per iniziare, se volete un mio consiglio, non soggiornate nei grandi hotel a numerose stelle e catene varie che si affacciano sulla croisette. Io ho avuto questa fortuna, che diventa assolutamente necessaria se venite da un periodo super stressante.

Costa Azzurra
Uno dei lussuosi Hotel di Cannes dove ho soggiornato

Ovviamente se siete partiti davvero affaticati il confort 5 stelle sarà di sicuro giovamento, ma poi, per vivere il clima provenzale della costiera, soggiornate in appartamenti che si affacciano nelle piazze dei mercati o sui giardini dove i francesi amano intrattenersi a giocare a bocce, o nei luminosi appartamenti con grandi balconi che si aprono sui porticcioli e sulle insenature delle località meno turistiche.

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Queste mantengono un gusto più francese, (e meno internazionale) nei loro borghi eretti tra colline e dolci promontori coltivati a vigneti, tra le rocce che incorniciano la costa azzurra. Io ho fatto così, centellinato il sapore bohémienne in spicchi di Costa che andavano da Le Cannet a Mandelier La Napule, località dove nascono le Rocce Rosse che incorniciano i paesaggi fino a Saint Tropez.

Mandelier La Napule
Ecco le Rocce Rosse che incorniciano i paesaggi da Mandelier La Napule fino a Saint Tropez

L’immersione nelle tele d’artista è iniziata da Cagnes Sur Mer al Musée Renoir. Uno dei padri dell’impressionismo decide di far costruire la sua villa in quest’angolo di Provenza; la villa-museo  permette di fare un viaggio a ritroso nel tempo e di muoversi in quegli stessi spazi in cui vissero Renoir e la sua famiglia. Arredi d’epoca, la cucina, tele, sculture, documenti insieme all’enorme atelier dell’artista ricreano l’universo personale di Renoir.

costa azzurra
Musée Bonnard a Le Cannet

Dal verde degli ulivi provenzali in cui è immerso il Musée Renoir al Musée Bonnard a Le Cannet, località residenziale alle porte di Cannes molto elitaria, dal fascino elegantemente retrò. Qui le ville ed i palazzi nel tipico stile architettonico francese del primo novecento, contornate da giardini fioriti e parchi dalla vegetazione lussureggiante, ti immergono in uno stile bella Epoque.

Museo BONNARD
Ingresso del Museo BONNARD

Nella villa a Le Cannet, Bonnard è vissuto tra il 1922 e il 1947: questi paesaggi e la luce del Sud furono un’inesauribile fonte di ispirazione tanto che appartengono a questo periodo i dipinti migliori dell’artista. Dal 2003 è stata messa in atto un’importante campagna di acquisizione delle opere dell’artista, arrivando a possedere un cospicuo ed invidiabile nucleo di capolavori.

Museo BONNARD

La villa ora è un museo molto moderno che non ha perso però una briciola di fascino.
Qui i disegni, le foto dell’atelier e la sequenza di opere che trasformano il colore e l’energia della pennellata di Bonnard in modo sempre più consapevole con lo scorrere degli anni, ci mostrano paesaggi, luoghi e colori della Provenza filtrati dai suoi occhi.

Lo sguardo dell’artista attraversa e reinterpreta le stampe giapponesi, (qui esposte accanto ai suoi disegni), un genere da cui trae ispirazione come molti altri artisti del tempo.

Rientro a Cannes, per un aperitivo sulla spiaggia nella quiete di uno stabilimento che, dopo una giornata oggiosa, si appresta a chiudere senza mostrare alcun segno di fatica.

C’è silenzio e tranquillità intorno a me e provo ad immaginare questo lembo di Costa senza albergoni e boutique griffatissime. Si, la Côte d’Azur un secolo fa doveva avere un fascino impareggiabile.

Museo di Picasso ad ANTIBES
Io al Museo di Picasso ad ANTIBES

Il giorno dopo mi avvio per Juan Le Pen e poi per le antiche mura di Antibes, che come uno scrigno magico avvolgono il Castello Grimaldi con il Musée Picasso. Una sosta qui è d’obbligo! A parte l’incanto del luogo si respira l’atmosfera  vissuta dall’artista più controverso, longevo ed estroso del secolo scorso.

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Da antico castello a residenza vescovile, per essere poi trasformato in museo; tra il 1945 e il 1956 Picasso vi soggiornò, su invito dell’allora direttore Romuald Dor de la Souchère che gli propose di trasformare in atelier parte del castello. In questi spazi realizzerà molte opere che alla sua partenza donerà alla città di Antibes.

Museo Picasso

Sculture, disegni, fotografie e… quei meravigliosi piatti che Picasso si divertiva a creare! Li ho sempre amati: per l’ironia, la freschezza dell’immediatezza creativa e la sintesi artistica.

Come non pensare che qui Picasso, in questa residenza dalla posizione invidiabile e dalla costruzione austera in pietra chiara, non abbia potuto godere appieno del suo tempo trascorso qui?

Tappa da non saltare, assolutamente, così come il Museo Matisse.
Ma qui stiamo parlando di Nizza, città che mi ha sorpreso ed affascinato più di altre, dal profumo del mercato al reticolato di vie dove pullulavano locali, bar e ristoranti di tutte le culture culinarie che conosciamo.

Io al Museo Matisse
Io al Museo Matisse

Città multirazziale ma anche un po’ snob nella sua decadenza, dove ogni profumo si integra con i colori, dove la magnificenza dei palazzi accoglie, anziché respingere, in dolci passeggiate che degradano fino al lungomare.

È in questa città, collinare anch’essa, dove salendo si arriva prima al Museo Chagall. In Provenza non mancano i luoghi per ammirare i più celebri artisti dell’arte internazionale. E Chagall è sicuramente uno di loro. All’interno di un’architettura sobria e rigorosa, si può scoprire il museo Chagall, che vide il suo primo nucleo proprio in un cospicuo gruppo di opere (oltre 200) donate dall’artista stesso, nel 1972; ad esso si aggiungono successive acquisizioni, formando un nucleo di opere davvero introvabile altrove.

Lascio Chagall per arrivare al Musée Matisse. 

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Qui si attraversano giardini e sito archeologico per giungere all’entrata della vecchia e magnifica Villa dove l’artista è risieduto. Il museo possiede opere e oggetti ereditati e quasi totalmente provenienti dal laboratorio dell’artista: si offrono così ai nostri occhi come una testimonianza unica.

Questo non solo per il valore inestimabile degli oggetti in sè, ma perchè Matisse era collezionista di sè stesso: ogni oggetto da lui conservato ha dietro una precisa ed accurata scelta che ci permette di osservare una collezione intrisa della sua personalità nonchè intimità quotidiana.

Museo Matisse

Dalle grafiche editoriali di Jazz ai papier colle, dai dipinti ai cartoni fino agli arazzi, è un’esplosione di gioia e colore. La bellezza della villa aggiunge fascino alla vita artistica di Matisse, qui ben descritta e suddivisa nelle varie fasi creative e paesaggistiche da dove lui traeva ispirazione.

È un percorso questo al quale dovete dedicare tempo, non perché gli spazi siano grandi, assolutamente no, e neanche perché affollati. Il turismo ahimè qui in Costa Azzurra non si dedica all’arte, infatti qui ho visitato tutti questi musei quasi sempre vagando da sola nelle stanze deserte e silenziose. Ma perché dopo la visita dovete concedervi una pausa sulla panchina del parco, con vista sul muro rosso sbiadito e leggermente scrostato dal tempo della villa di Matisse, per immaginare in quale paradiso lui abbia creato la sua arte.

L’incisività del suo colore è quella della luce che circonda questo spazio, quella della aiuole e del mare in lontananza. Sentirete anche voi la Joie de vivre che provava Matisse nello svegliarsi qui, aprendo ogni mattina le finestre su un panorama ineguagliabile. Il vostro sguardo coglierà l’emozione che pervade tutte le sue opere, da La danza al Nudo in blu, dove, come una bambina emozionata davanti al suo gioco preferito, ho voluto farmi scattare questa foto ricordo.

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Io davanti all’incantevole Nudo in blu di Matisse nella sua Villa Museo

Io mi sono fermata qua, ma voi se avete più tempo proseguite, credo che l’esperienza di andare a visitare anche il Museo Léger a Biot valga assolutamente la pena, per non parlare di quello di Cezanne ad Aix en Provence: dieci dei capolavori del padre della pittura moderna sono esposti proprio al musée Granet.

L’arte della Costa Azzurra va vista attraverso gli occhi di questi maestri, e quindi rilassatevi ed abbandonatevi ai loro colori, vedrete ogni paesaggio con il vigore delle pennellate e l’energia del profumo della Provenza.

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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