Il Napoli, il MANN Museo Archeologico ed il suo Direttore Paolo Giulierini

Il Napoli, il MANN Museo Archeologico ed il suo Direttore Paolo Giulierini

NAPOLI – Si apre al pubblico dal 22 dicembre la mostra Il Napoli nel mito- storie, campioni e trofei mai visti. L’esposizione è nata dalla collaborazione tra il MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la SSC Napoli. Ed io ho approfittato per intervistare il Direttore del MANN Paolo Giulierini. Ecco a voi la nostra chiacchierata.

Il MANN, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, è per molti di noi una tappa fissa, non solo per ammirare le collezioni archeologiche presenti in esso, di cui vi abbiamo dato ampia descrizione nell’articolo dedicato,  ma per seguire gli eventi e le relative mostre che si susseguono e ci colgono sempre più di sorpresa. Vi avevo parlato infatti della mostra dedicata al grande stilista Gianni Versace, Dialoghi / Dissing.  Magna Grecia Tribute, unica esposizione dedicata all’artista che ispirava le sue opere alla Magna Grecia in onore anche alle sue origini calabresi.

Insomma il programma di questo bellissimo Museo del centro di Napoli gode di una varietà ed una vivacità uniche e non smette di stupirci. E con quest’altra mostra dedicata alla squadra calcistica della città, organizzata dal MANN diretto da Paolo Giulierini e la SSC Napoli,  si chiude in bellezza l’annata 2017. E’ proprio per questo che ho approfittato, alla presentazione della stampa  della mostra Il Napoli nel mito- storie, per intervistare il Direttore del MANN Paolo Giulierini.

Da quando lei è alla direzione del Mann c’è stata una rivoluzione nel modo di gestire e di rilanciare il Museo. Com’è stata accolta questa nuova modalità di gestione da parte dei suoi collaboratori?

All’inizio sono stato osservato a distanza, poi c’è stato un unanime consenso e tanta voglia di partecipare al progetto di rilancio.

E qual è stata la reazione del pubblico rispetto a tutte le iniziative messe in campo?

Il pubblico di Napoli è attento e raffinato. Ma se si accorge di una sincera volontà di aiutare la città ti premia con partecipazione entusiastica. Così è successo.

Tra le varie attività, realizzate nel corso di questi anni, quale ha preferito maggiormente e quale ha avuto un maggiore impatto sul pubblico? 

Sono piaciute moltissimo le mostre di Adrian Tranquilli legata ai super eroi, il fumetto Disney di Pisapia, i cartoon di Mad del progetto obvia coordinato da Daniela Savy. Ma il pubblico ha amato tanto la riapertura dei giardini realizzati dall’arch. Silvia Neri e le tante collezioni nuovamente riesposte, da quella egizia a quella epigrafica, grazie al grande lavoro di Valeria Sampaolo.

L’utilizzo di forme anche poco “ortodosse” impiegate negli eventi del Museo ha mai suscitato critiche o polemiche?

Nessuna polemica. Nel museo c’è spazio per le idee e gli studi di tutti: dagli artisti agli accademici. Il museo è un enorme cantiere di idee, di confronto, di ricerca. Io sono l’ago della bilancia dell’equilibrio tra questi mondi e pretendo non monopoli né lobby, ma rispetto reciproco.

Qual è il progetto più complesso e ambizioso che le piacerebbe realizzare in futuro? E quali altre particolari iniziative sono già in programma?

Voglio concludere al più presto la riapertura dell’ala nuova del museo, con caffetteria, auditorium, laboratori didattici, ristorante ed aprire il terzo giardino. Questo ci permetterà di avere un museo con standard qualitativi internazionali.

Passando in rassegna la sua esperienza da direttore di un museo situato in una realtà poliedrica e contraddittoria come quella di Napoli, ci può dire sinceramente cosa le è piaciuto e cosa no sia dello stesso MANN sia della città?

Del Mann ho apprezzato, oltre che i suoi tesori d’arte, la professionalità di molte persone. Non ho trovato invece una capacità di fare squadra. Della città amo i colori, i monumenti, il mare, le tradizioni, la straordinaria accoglienza delle persone. C’è molto da lavorare per far comprendere invece che occorre l’impegno diretto di tutti i cittadini per risolvere problemi che sono, solo apparentemente, di natura pubblica.

Ci sarebbero ancora tante domande da porre a Paolo Giulierini, per avere anticipazioni sulle iniziative del MANN nel nuovo anno. Ma ci vorrà un’altra chiacchierata. E questo non mi spaventa, anzi. Più si torna a Napoli e più si vivono esperienze uniche, quindi mi avvio verso l’hotel, che come sempre è Palazzo Caracciolo, e continuo a vivermi quest’atmosfera partenopea che anticipa il Natale.

INFO MOSTRA:

Accanto a memorabilia e cimeli, in occasione della prima mostra ufficiale SSC Napoli (fino al 28 febbraio 2018 aperta tutti i giorni, tranne il martedi, dalle 09.00 alle 19.30) saranno esposti insieme, per la prima volta, tutti i trofei vinti dalla squadra partenopea nel corso della sua storia. Progettata dall’architetto Andrea Mandara, per la parte grafica da Francesca Pavese, con testi di Serena Venditto, propone nelle tre sale espositive del piano terra affacciate sul giardino delle camelie, un percorso cronologico, dagli albori del calcio a Napoli ai giorni nostri. La storia del club azzurro viene ricostruita e raccontata in particolare attraverso i materiali ed i cimeli di Momenti Azzurri, un’associazione nata nel 2007 da un’idea di Dino Alinei e Giuseppe Montanino, in collaborazione con Chrystian Calvelli. La mostra si avvale di preziosissime collaborazioni del mondo editoriale e giornalistico. La Rai, partner televisivo unico della mostra, ha fornito video e filmati storici che animano il percorso espositivo. Il Corriere dello Sport, con Alessandro Vocalelli, Direttore Responsabile, che ha fornito esclusivo materiale fotografico sulla squadra nel corso di tutta la sua storia. L’Archivio fotografico Carbone, che ha messo a disposizione il suo patrimonio di immagini storiche della città e della squadra.
La mostra è organizzata in collaborazione con: Electa (bookshop) e Coopculture (biglietteria).

MANN MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

22 dicembre 2017 – 28 febbraio 2018

Il Napoli nel mito – storie, campioni e trofei mai visti, in mostra al MANN

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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