Incantesimi. Costumi e gioielli di scena del Teatro alla Scala

Incantesimi. Costumi e gioielli di scena del Teatro alla Scala

MILANO – Vi racconto in anteprima la mostra appena inaugurata, e che sarà a Palazzo Reale fino al 28 gennaio 2018, che ci narra la storia degli abiti e gioielli di scena.

Abiti e gioielli di scena visibili da questa settimana nella mostra Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi, curata da Vittoria Crespi Morbio, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e dall’Associazione Amici della Scala con la collaborazione del Teatro alla Scala.

Incantesimi sono, citando Chateaubriand ( “Genio del Cristianesimo o bellezze della religion cristiana”, 1804), tutti quei rumori sparsi, semplici e quotidiani come il suono delle campane che disperdendosi nell’aria attraversano la Natura; allo stesso modo i 24 abiti di scena, selezionati e restaurati grazie agli Amici della Scala, diventano elemento di congiunzione per raccontare, assieme ai gioielli di scena, dagli anni trenta del Novecento ad oggi, una parte della storia del teatro milanese più amato e anche la storia del costume stesso.

Nicola Benois, Boris Godunov, 1960. foto Bianca Cappello
Gioielli di Scena in Incantesimi: Nicola Benois, Boris Godunov, 1960.

Dal grande Carramba, che negli anni venti e trenta crea costumi pensando in grande ma rimanendo attento al minimo dettaglio affidando la creazione dei magnifici gioielli di scena alla ditta Corbella; a Nicola Benois che dalla seconda metà degli anni trenta ha interpretato il costume di scena dando massima importanza al colpo d’occhio e all’insieme spettacolare affidandosi per i gioielli di scena a Corbella, Marangoni e Rancati.

Anna Anni, Cavalleria Rusticana, 1981. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Anna Anni, Cavalleria Rusticana, 1981.

Subito dopo l’immediato dopo guerra il costume è l’esito di una precisa ricerca culturale e storica filologica grazie ad un gruppo di giovani talenti cresciuti intorno a Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Piero Tosi, Lila de Nobili, Anna Anni. In questo periodo sono memorabili i gioielli di scena di Antonino Lembo.

Ezio Frigerio, Lohengrin, 1981. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Ezio Frigerio, Lohengrin, 1981.

Negli anni sessanta la rottura dovuta al processo di revisione critica apre la creatività dei costumisti verso nuove strade di ricerca contemporanea in sintonia con i linguaggi dell’arte corrente. L’abito di scena diventa uno dei tramiti di astrazione e concettualizzazione come in Pietro Zuffi e Pier Luigi Pizzi.

Karl Lagerfeld, I Troiani, 1982. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Karl Lagerfeld, I Troiani, 1982.

Il linguaggio del costume di scena diventa una rielaborazione personale e questo è evidente nelle magnifiche creazioni di Emanuele Luzzati che inserisce in questo campo i suoi patchwork cromatici e la sua geniale manualità.

Odette Nicoletti, Idomeneo. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Odette Nicoletti, Idomeneo.

Negli anni ottanta i grandi nomi della moda, grazie all’onda di risonanza internazionale ottenuta proprio in questo decennio, si impongono nel teatro investendo i propri codici stilistici anche nel teatro. La sfida è pericolosa ma il risultato è eccezionale come si vede nelle creazioni di Karl Lagerfeld e Gianni Versace che collaborano per Luca Ronconi e Robert Wilson. Così come nella moda, gli stilisti abbinano gli abiti ai gioielli di scena portando nel teatro i loro bigiottieri di fiducia come Ugo Correani e Sharra Pagano, per citarne alcuni.

Jean-Pierre Ponnelle, La donna senz'ombra, 1986. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Jean-Pierre Ponnelle, La donna senz’ombra, 1986.

Gli anni novanta, anche nel teatro, presentano una frammentazione di personalità che si muovono in una nuova piena libertà come si vede nelle creazioni di Brigitte Reiffenstuel, di Gabriella Pescucci, Maurizio Millenotti solo per citarne alcuni.
Anche se i gioielli di scena in questa bella mostra non sono nominati è una gioia per gli occhi poterli vedere dal vero.

Alexandre Benois, Eugenio Oneghin, 1954. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Alexandre Benois, Eugenio Oneghin, 1954.

Là dove, per inevitabili lacune di conservazione, non è stato possibile inserire i gioielli di scena originali, si è fatto ricorso a modelli verosimili, come nel caso della mise di Tatiana indossata da Renata Tibaldi nell’Eugenio Oneghin del 1954, i cui splendidi bijoux esposti sono dei pezzi contemporanei realizzati da Carlo Zini.

Piero Tosi, La sonnanbula, 1955. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Piero Tosi, La sonnanbula, 1955.
Lila De Nobili, Aida, 1963. foto Bianca Cappello
Gioielli di scena in Incantesimi: Lila De Nobili, Aida, 1963.

INFO MOSTRA:

Incantesimi. I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi

dal 10.10.2017 al 28.01.2018

A Palazzo Reale Piazza del Duomo, 12, Milano

INGRESSO GRATUITO

Una mostra organizzata da Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale e dall’Associazione Amici della Scala

Con la collaborazione del Teatro alla Scala

A cura di Vittoria Crespi Morbio

Foto Bianca Cappello

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Bianca Cappello

Bianca Cappello

Storica e critica del gioiello, ha trasformato questa disciplina in una vera e propria ossessione personale che le permette di insegnare in alcune tra le più prestigiose scuole d’Italia del settore dell’oreficeria e del design del gioiello, di curare mostre collaborando con musei ed enti pubblici e di scrivere libri appassionati in collaborazione con le più rinomate case editrici d’arte. Vive a Milano e trova gioielli anche là dove nessuno li vede.
Bianca Cappello

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