Intervista a Federico Frusciante. Il cinema, quello vero, lo racconta lui!

Intervista a Federico Frusciante. Il cinema, quello vero, lo racconta lui!

LIVORNO – Il nostro viaggio nel mondo di YouTube continua. Con Federico parliamo della Mostra del Cinema di Venezia (dal 28 agosto al 7 settembre) dei decani del genere Horror, del nuovo film di Quentin Tarantino e della situazione in cui latita il cinema italiano.

Quante volte, soprattutto negli anni passati, siamo andati in una videoteca chiedendo dettagli e consigli su un film particolare? Ecco, il sogno di tutti gli usufruitori e maniaci del cinema, è sempre stato quello di trovare un videotecaro di fiducia, uno che ti racconti tutti i particolari di una pellicola, che ti dica qualcosa che te non sai, che ti salvi dal vedere un film orribile, o che ti regali una serata magnifica in compagnia di un titolo sconosciuto, ma eccezionalmente originale. Federico Frusciante fa questo di mestiere e qualche anno fa, ha deciso di trasferire tutte le sue competenze su YouTube.

Partiamo subito da un fatto. Le recensioni di Federico Frusciante, videotecaro da 20 anni nella sua Livorno, critico cinematografico e youtuber allo stesso tempo (ma etichettarlo in qualsiasi maniera sarebbe quantomeno riduttivo) sono ciò che di meglio si può trovare in rete, perle assolute piene di competenza, passione ed esuberanza. Non è un critico ma non è neanche uno youtuber, Frusciante è Frusciante, esagerato, pungente, politicamente scorretto, stramaledettamente livornese e preparato. Dice sempre quello che pensa senza filtri. Il suo linguaggio arriva a tutti e riesce a spiegare con un minuziosità ogni dettaglio di un film, anche di uno che non vedresti mai.

FEDERICO FRUSCIANTE SI RACCONTA A MYWHERE

frusciante

Insomma, se siete amanti del Cinema, quello vero, nel canale YouTube di Frusciante troverete l’El Dorado. Per conoscere meglio la sua storia e per affrontare i temi più attuali (e non solo) legati alla Settima Arte, ci siamo fatti una bella chiacchierata con lui.

CRITICO O ANTICRITICO?

Ciao Federico. Ci racconti la tua storia? Come ti è venuta l’idea di aprire un canale YouTube legato alla tua passione per il cinema?

L’idea di aprire un mio canale dedicato al cinema (ed in parte anche alla musica) è una conseguenza dei miei primi video che erano all’interno del canale YouTube dei Licaoni, un gruppo di bravissimi cineasti livornesi, che amavano il mio modo di parlare di cinema e musica. Quando nel 2014 decisero che si volevano buttare anima e corpo nei loro lavori e che non potevano più “girare” video con me ci siamo amichevolmente divisi ed è nato quindi il mio canale. Insomma tutto un caso e nulla di premeditato.

Ti arrabbi se ti definiamo un critico cinematografico? Cosa ne pensi di questo settore specifico?
Non mi arrabbio, meglio critico che coglione. Però non amo le etichette in genere, mi ritengo più uno che ama quello di cui parla e lo fa con cognizione di causa e non a casaccio come molti improvvisati (non)amanti del cinema di genere od indie che fino a ieri sembravano non esistere m che adesso fanno gli espertoni.  del settore?Detto ciò comunque mi sembra anche sbagliato mettermi in tale categoria visto che non ho il “foglio” per essere un critico.Tutto quello che so sulla musica e sul cinema me lo sono studiato da solo, senza contare che suono da più di 30 anni e che amo girare cortometraggi da decenni, sperando che il 2020 sia l’anno buono per preparare un lungo. che ne penso del settore? Da quel che ho visto il 90% dei suddetti critici non capiscono un cazzo della settima arte, ma non è grave. Tanto il pubblico non li ascolta più. E’ un cane che si morde la coda: il critico non fa più il suo dovere ma solo marketing verso ciò che lo renderà più cool ed il pubblico a quel punto non riceve più stimoli da una critica sterile e lecchina.

Perché secondo te si da poca importanza al saper vedere il cinema?

Perché ormai la settima arte viene vista dal solito 90% (le eccezioni ci sono sempre) di spettatori come qualcosa che non deve arricchire ( in special modo il cinema d’intrattenimento che è il vero veicolo per fare, secondo me, il grande cinema) ma solo far spegnere il cervello. Credo che un’espressione più stupida di questa sia raramente stata coniata, ma è sulla bocca di quasi tutti.

HORROR MOVIE

Federico Frusciante
La Notte dei Morti Viventi (1968). Federico Frusciante lo ha inserito tra gli Horror più riusciti di sempre

Capitolo horror. Chi ti segue lo sa, sei a dir poco un patito. Se dovessi consigliare 3 pilastri del genere quali sceglieresti?

Sono un fissato dell’horror da quando avevo 7 anni, quindi quasi 40 anni fa. Tre pilastri? Son pochi. Se devo scegliere: LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI di Romero, ROSEMARY’S BABY di Polanski e LA MASCHERA DEL DEMONIO di Bava. Ma sono solo i primi che mi son venuti in mente adesso, ce ne sono altri 100 al pari livello dai tempi del muto fino a ieri che potrei “intercambiare”.

In che situazione si trova il genere horror secondo te al giorno d’oggi? C’è qualche autore che ti riesce a colpire come quelli del passato?

Sai, penso che ci voglia del tempo per capire se un regista vale davvero e la storicizzazione del suo lavoro ci dirà se diventerà un “classico”. Qualche nome comunque mi viene in mente. David Robert Mitchell, Robert Eggers, Ari Aster, Ben Wheatley, Lucky McKee, Rob Zombie, Neil Marshall, Karyn Kusama, Jennifer Kent, Jennifer Lynch. Ce ne sono anche altri ma adesso mi sfuggono, ho una certa età.

VENEZIA 76

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La locandina della 76′ Mostra del Cinema di Venezia

Parliamo un po’ della Mostra del Cinema di Venezia. Negli ultimi anni si predilige l’Evento ai danni dell’arte; insomma, le logiche sembrano sempre più essere promozionali. Sei d’accordo?

Certo, ormai i festival sono luoghi che diventano trampolini per le star più che vere fucine dove trovare grandi artisti. Ma anche lì ci sono eccezioni, c’è chi ci va solo per farsi selfie con le presunte star ( che però ricordo defecano come noi comuni mortali), c’è invece chi non vede l’ora di spararsi più film possibili. I distributori ed i produttori sono degli affaristi a quali della qualità non credo freghi molto. Devo però in sincerità anche dire che non sono un frequentatore assiduo di tali festival perché mai mi hanno invitato e perché non ho mai ricevuto un accredito.

Quali sono i film che attendi più della manifestazione?

Attendo “Om det oändliga” di Andersson, “Ad Astra” di Gray, “Guest of honor” di Egoyan, “Ema” di Larrain, “J’accuse” di Polanski, “the laundromat” di Soderbergh, “Adults in the room” di Costa-Gavras.

C’ERA UNA VOLTA A HOLLYWOOD

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I protagonisti di “C’era una volta a Hollywood”, nuovo film di Quentin Tarantino

A breve uscirà anche nelle sale italiane C’era una volta a Hollywood, il nuovo film di Tarantino. Sei fiducioso per la riuscita?
Sono sempre fiducioso con Tarantino, vero genio che siccome troppo di moda si becca critiche assurde. Dopo aver visto critici togati definire orribile il capolavoro “The Hateful Eight” ho perso ancora di più la fiducia verso le capacità cognitive degli esseri umani, in special modo poi se è gente pagata per giudicare un film e non uno spettatore sprovveduto.

IL CINEMA ITALIANO E IL FUTURO

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Luca Marinelli e Alessandro Borghi in una scena di “Non essere cattivo”, capolavoro di Caligari

Ci fai una breve radiografia dell’attuale cinema italiano?
Negli ultimi anni ho visto una certa spinta verso il genere, verso la ricerca di un cinema che non sia il solito fatto di commedie da quattro soldi o finti filmini d’autore che invece sono solo filmetti per educande e benpensanti. Certo che è ancora poco se si pensa poi che il cinema indie il più delle volte è amatoriale e che alcuni dei nostri registi più giovani e dotati devono andare all’estero per trovare piccole produzioni o virare verso il web. Insomma si producono 400 film e se ne ricordano cinque,  gli altri sono come dei fantasmi, ci sono ma nessuno li vede. Quindi non esistono. Non faccio nomi tra i giovani più talentuosi sennò poi qualcuno si potrebbe incazzare.

Ringraziandoti, concludiamo con una profezia. Qual è il futuro del cinema?
Il futuro del Cinema?…purtroppo non ho la palla di vetro, ma la vedo male, molto male. Grazie a voi per  questa bella chiaccherata.

Federico Frusciante Canale YouTube

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

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