iPhone 5. Un anno dopo la morte di Steve Jobs

iPhone 5. Un anno dopo la morte di Steve Jobs

Il 28 settembre è uscito in Italia l’iPhone 5, il nuovo gioiellino di casa Apple.

Centinaia di persone in fila per accaparrarsi i primi modelli messi in vendita. Da buon appassionato di tecnologia, nonostante resti un Android addicted, anche io ho comprato questo prodotto e mi accingo ad illustrarvi una panoramica soggettiva sulle mie sensazioni dopo qualche giorno di utilizzo.
Una volta scartata la confezione (in classico stile minimalista Apple), mi sono accorto subito che il design non è stato rivoluzionato, ma sobriamente evoluto. Stessa larghezza del modello precedente, più sottile, più lungo (poco meno di un centimetro). La parte posteriore non è più in vetro, ma in alluminio che dà una piacevole sensazione al tatto.
Anche se il volume di questo telefono è aumentato, e nonostante Apple abbia utilizzato materiali nobili per costruirlo, il peso è stato notevolmente ridotto, grazie alle sapienti trovate degli ingegneri di Cupertino. L’ergonomia, inoltre, è rimasta immutata rispetto ai modelli precedenti e si attesta su livelli eccellenti.

La caratteristica che differenzia maggiormente l’iPhone 5 da tutti i modelli precedenti è il display.
Dopo 5 anni, dove quest’ultimo era da 3,5”, la Apple ha deciso di seguire la tendenza del mercato d’aumentare le dimensioni dello schermo, portandolo a 4”. Il Retina Display è stato aggiornato ed ha raggiunto i 326 pixel per pollici. Migliorata inoltre anche la luminosità e brillantezza, neo dei precedenti modelli. La proporzione ora è di 16:9 e l’aspetto ricorda vagamente un “telecomando”. Questa risoluzione è stata una scelta abbastanza intelligente, in quanto risulta compatibile con la miriade di applicazioni presenti nello Store. Queste, quando verranno lanciate sul melafonino, verranno comunque aperte in letterbox, ovvero con le bande nere nella parte superiore ed inferiore.
Sono poche, infatti, le applicazioni che sono state aggiornate alla nuova risoluzione pari a 1136×640. Apple, però, assicura che nell’arco di breve tempo verranno adeguate tutte le app.

Questo è anche il primo iPhone a supportare la rete ad alta velocità LTE (non ancora presente in Italia), che assicurerà una velocità di navigazione superiore a quella attuale. Grave mancanza, invece, per quanto mi riguarda, è quella della tecnologia NFC (della quale parlerò approfonditamente in un prossimo articolo) che però verrà sicuramente implementata nel prossimo modello di casa Apple.
Nel reparto multimediale, significativo miglioramento per la fotocamera frontale FaceTime che ora è in HD con risoluzione di 1,2 MP per le foto e 720p a 30 frame/secondo per i video. La fotocamera posteriore invece è della stessa risoluzione del 4s (8 MP), ma con un deciso miglioramento dell’apertura delle lenti. All’atto pratico risultano più nitide e migliori in condizioni di poca luce grazie anche al flash LED.
Audio ottimo, da top di gamma, grazie ai tre microfoni che garantisco qualità in qualsiasi situazione.

Passando al lato hardware i dati parlano chiaro: processore dual core A6 da 1 Ghz con set d’istruzioni ARM v7 appositamente modificato per questo prodotto, 1 Gb di ram e tre chip grafici (vero fiore all’occhiello dell’iPhone 5 per la potenza che riesce a gestire). Se sommiamo questi freddi dati con un sistema operativo creato e sviluppato ad hoc per questo hardware, otteniamo un’esperienza d’utilizzo davvero appagante. Passare da un app ad un’altra equivale al tempo di cambio animazione, con refresh praticamente istantanei.
Nota dolente di tutta la famiglia iPhone è di sicuro la batteria. Con l’utilizzo intenso che ne faccio io (chiamate, mail, messaggi, internet, niente giochi…) non sono mai riuscito ad arrivare a fine giornata senza fare una ricarica. Con mia grande sorpresa, invece, per il momento riesco sempre ad arrivare a sera. Questo per me, è la qualità migliore di questo smartphone.
Unica critica verso questo dispositivo è il connettore Lightning, evoluzione del vecchio Dock. In questi giorni mi sono chiesto perché far uscire un nuovo connettore proprietario e non adeguarsi allo standard del micro-usb, visto che non dà reali vantaggi rispetto a quest’ultimo? L’unica risposta che sono riuscito a darmi è… il profitto ricavato dalle grandi entrate.
In definitiva un ottimo prodotto che sicuramente piacerà ai fan della Mela e a chi si è sempre trovato bene con iOS. Per tutti quelli, invece, che hanno sempre avuto delle difficoltà ad adeguarsi alle restrizioni imposte dalla Apple, consiglio di guardare altri lidi, visto che il sistema operativo non ha subito significativi cambiamenti, mantenendo inalterati i propri pregi e difetti.

E per commemorare Steve Jobs a un anno dalla sua scomparsa, concludo con una delle sue frasi più celebri: Stay hungry, stay foolish!

5 ottobre 2012

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Andrea Guidetti

Andrea Guidetti

Nato col Commodore 64, Amiga e Nintendo 8-bit ho passato l’adolescenza sul divano in compagnia degli amici e della famiglia Playstation. Quando ero fuori casa facevo le mie prime chiamate con i gettoni, ma dagli anni ’90 ho conquistato quello che credevo essere una delle tecnologie più rivoluzionarie: il Motorola 8700, altro che il “risoluzionario” iPad di oggi! Dovevo combattere con mia madre quando con la linea a 56k pretendevo di andare in internet mentre lei voleva telefonare. Per fortuna oggi ho la casa cablata con wifi e fibra ottica.
Andrea Guidetti

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