Jeff Koons a Firenze: un dialogo tra passato e presente.

Un inedito accostamento tra sculture contemporanee e rinascimentali.

Il 25 settembre 2015 è stato un giorno che ha segnato una svolta epocale nella storia dell’arte di Firenze, e probabilmente anche nella storia dell’arte in generale con l’arrivo di Jeff Koons.

Quella mattina, infatti, i fiorentini, o chiunque passava da piazza Signoria, hanno trovato una grossa (in tutti i sensi) sorpresa: vicino al David di Michelangelo (che è, lo ricordiamo, una copia) si stagliava con tutta la sua imponenza una mega scultura in acciaio cromato color giallo-oro! Forse un’allucinazione? No, niente affatto.

La “new entry” dell’Arengario, raffigurante il soggetto mitologico di Pluto e Proserpina,  è una delle due opere dello scultore americano Jeff Koons, che saranno esposte per 3 mesi a Palazzo Vecchio a Firenze, dando il via a In Florence,  un ambizioso e audace progetto volto a far “dialogare” l’arte del passato con quella del presente.

La seconda scultura di Koons si trova, invece, all’interno di Palazzo Vecchio, nella Sala dei Gigli, contendendo la scena alla Giuditta di Donatello. Si tratta di Gazing Ball, una copia rivisitata del Fauno Barberini di Roma, realizzata in gesso, rappresentante un fauno dormiente che tiene sopra la gamba una sfera azzurra specchiante.

A promuovere questo singolare evento è stato il Comune di Firenze insieme alla Biennale Internazionale di Antiquariato di Firenze, che lo hanno reso possibile grazie all’Associazione Mus.e,  responsabili dell’organizzazione, e al prezioso contributo della Galleria Moretti e della Camera di Commercio.

Con questa audace iniziativa si è voluto dare una ventata innovativa alla città di Firenze, nel tentativo di farla uscire dai cristallizzati luoghi comuni che la vogliono solo “culla del Rinascimento”, e inserirla invece in un contesto culturale di più ampio respiro, più moderno, più in sintonia con le esigenze della comunicazione globale. E l’arte di Jeff Koons si presta mirabilmente a perseguire questo obiettivo, grazie al suo linguaggio poliedrico, accattivante e in continua trasformazione.

Come ha precisato nella conferenza stampa di quello stesso giorno il sindaco Dario Nardella “inserire statue contemporanee accanto a opere storiche non è una provocazione,  ma un progetto culturale, volto a far rivivere nel presente la grandezza della città di Firenze, che ha sempre trovato nell’arte il momento più alto del suo linguaggio”. E riferendosi alla reazione delle persone davanti a quel nuovo assetto di Piazza Signoria, ha aggiunto che “l’arte che non genera curiosità è morta,  l’arte deve essere anche contrasto, sfida e confronto“.

Sullo stesso tono si è espresso il giovane collezionista ed esperto d’arte, Fabrizio Moretti, quando ha ribadito che “l’arte è senza tempo, è sempre stata contemporanea”. A seguire l’intervento di Sergio Risaliti, curatore della mostra, il quale ha affermato che, nonostante la sua formazione da studioso del Rinascimento, si è sentito a suo agio a lavorare con un artista contemporaneo e così importante come Jeff Koons, del quale loda, in particolare, la costante tendenza alla perfezione e il mirabile modo di sfruttare lo spazio pubblico. E in merito a questo, ha azzardato anche un accostamento tra l’arte di Koons e l’arte barocca, in quanto entrambe “scatenano meraviglia”.

Nella sala c’era molto fermento e si respirava un’atmosfera di allegria e soddisfazione, che ha toccato uno dei momenti più belli quando il sindaco ha consegnato le chiavi di Firenze a Koons.

Sorridente e distinto, Koons infine, accompagnato dall’interprete è stato invitato a prendere la parola; dopo aver ringraziato tutti e aver detto di sentirsi onorato della scelta di Firenze  sulle sue opere, ha poi ribadito il concetto della necessità dell’arte di dialogare, non solo tra diverse epoche ma creare un dialogo tra artisti e la gente, entrare in contatto con la storia e la vita di tutti. E ha spiegato che attraverso la lucentezza e il colore egli vuole ricreare questo dialogo, perché il colore è un aspetto della vita, l’aspetto biologico e la superficie specchiante, inglobando la propria immagine e quella del mondo intorno,  permette allo stesso modo di entrare in una sorta di comunicazione con gli altri.

Dopo la conferenza dalla Sala delle Udienze si è passati nella Sala dei Gigli, dove è esposta  l’opera del Fauno Barberini (tratto dalla serie Gazing Ball). Poi c’è stata la proiezione di un simpatico video che riprende la messa in opera delle due sculture (in particolare quella clandestina del Pluto e Proserpina) e poi infine tutti fuori nell’Arengario dove, davanti a una folla numerosa e sempre più curiosa, è stato finalmente svelato l’arcano dello…“splendente intruso”!

Foto: gentile concessione di Opera Laboratori Fiorentini-Gruppo Civita

Periodo Mostra: 26 settembre- 28 dicembre 2015

Jeff Koons

JEFF KOONS A FIRENZE: UN DIALOGO TRA PASSATO E PRESENTE. Un inedito accostamento tra sculture contemporanee e rinascimentali.

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Giuliana D’Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell’arte mi sono interessata più all’aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l’inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C’è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna…
Giuliana D'Urso

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Giuliana D'Urso

Romana di nascita e toscana di adozione, dopo 21 anni vissuti tra Firenze, Sesto Fiorentino e Prato, ormai non so più neanche quale accento prevale!  Sebbene sia cresciuta in una famiglia di artisti – mio nonno era pittore e mosaicista di professione e mio padre e mia zia lo erano per diletto – dell'arte mi sono interessata più all'aspetto teorico che pratico, laureandomi in Lettere con indirizzo storico-artistico. Fortuna volle che avessi  studiato  anche l'inglese, grazie al quale, di fatto,  riesco  a mantenermi, poiché con Giotto, Raffaello e compagnia bella si campa ben poco in Italia, specialmente se vuoi insegnare. Da brava gemelli sono molto curiosa e vorrei fare 3000 cose, e sempre da brava gemelli ne inizio diverse ma ne porto a conclusione solo alcune.  C'è comunque una cosa che non lascio mai a metà: i dolci!!! Soprattutto quelli con la panna...
Giuliana D'Urso

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