Juve: grazie Allegri, ma ora è necessario cambiare

Juve: grazie Allegri, ma ora è necessario cambiare

TORINO – La Vecchia Signora vince l’ottavo scudetto consecutivo battendo la Fiorentina all’Allianz Stadium. La piazza però, resta depressa, e ciclo di Allegri appare ormai concluso. Agnelli ha confermato che il tecnico livornese resterà ma per riportare entusiasmo a Torino, c’è solo una mossa possibile…

L’Hiroshima europea della Juventus è ancora fresca e non potrebbe essere altrimenti. La Vecchia Signora ha fallito ancora in Champions e forse, stavolta, l’amarezza è ancora più grande e resterà. Anzi, stavolta, è talmente dolorosa e depressiva da rendere l’ottavo scudetto quasi un fastidio, quasi una beffa. Appare assurdo, perché la Juve è l’unica cosa che funziona nell’Italia del Pallone, un Italia, quella del Pallone, che oltre a Madama offre il nulla assoluto. La Roma è un cantiere perpetuo, il Napoli dopo Sarri, ha perso quella magia che la circondava ed è caduta in una profonda e inaspettata apatia calcistica, e non parliamo di Milan e soprattutto di Inter, divenuta quasi una macchietta per il caso Icardi-Wanda, perché una società come quella nerazzurra, con la sua storia gloriosa e incredibile, non può gestire il rapporto con un suo giocatore come lo farebbe la De Filippi in Uomini e Donne.

Insomma, in Italia, regna il nulla assoluto e la Juve rappresentava l’ultimo baluardo per farci sentire in Europa, per farci dire: “Si! Noi ci siamo!”. E invece la Juve, quella di Ronaldo , quella dei supereroi, in Europa non c’è stata. I gol di Van Beek e De Ligt, credo abbiano sancito la fine di un ciclo. Il ciclo di Allegri. Nonostante i successi e un lavoro straordinario durato 5 anni e 5 scudetti, il punto di non ritorno è arrivato. Attenzione! Non sto dicendo che Allegri sia scarso, tutt’altro, sono convinto che altrove, magari all’estero, troverà gli stessi successi conseguiti in bianconero. Ma poi, se ci pensate, che gli dobbiamo appellare? 5 scudetti, 4 Coppa Italia, 2 supercoppe, 2 finali di Champions. Roba da alieni o quasi. Credo però che con Allegri, di più non si possa fare, e che la depressione che si percepisce, sia dettata proprio dalla sua presenza sulla panchina della Juve.

I tifosi si sono espressi, non lo vogliono più. La Juve ha peccato di intensità, di idee e di ferocia con l’Ajax, non è riuscita a esprimere quella cattiveria mostrata solo una volta quest’anno e in maniera devastante con l’Atletico. “Quando non mi divertirò più andrò via” – aveva esclamato qualche settimana fa, prima di Hiroshima, prima del disastro europeo. In quel momento Allegri, rivendicava il suo lavoro, sottolineando che prima di lui a Torino, anche una semplice partita con il Malmo veniva vissuta con timore. Tutto vero, con Max la Juve è cresciuta tanto nella consapevolezza ma ora occorre un nuovo step e quello step passa dal bel gioco. Un bel gioco che Allegri ha sempre deriso e perculato, ma che nel calcio di oggi a mille all’ora, sta acquisendo un ruolo sempre più cruciale.

CHI SARA’ IL PROSSIMO ALLENATORE DELLA JUVENTUS?

allegri

Chi prendere? Difficile da dire. Gasperini sarebbe un magnifico rischio, lui si dell’intensità ne ha fatto un mantra, ma di esperienza in palcoscenici così maestosi ne ha fatta davvero poca; uno straniero è difficile, di allenatori bravi liberi ce ne sono pochi, uno su tutti Mourinho ma difficilmente si accaserà a Torino visti i trascorsi. Si parla di Deschamps ma sarebbe un errore clamoroso, parliamo di un allenatore che in carriera non ha mai mostrato nulla di rilevante, nulla che valga un ingaggio alla Juventus di oggi. Ma ha vinto la Coppa del Mondo direte voi! Si, certo, ma con una squadra pazzesca e in una competizione breve che ne ha definito le capacità gestionali ma di certo non tattiche! E allora, chi rimane? L’avrete capito, secondo me la Juve, deve riprendere Antonio Conte. Il ritorno di Antonio riporterebbe entusiasmo nella piazza, parliamo di un allenatore completo, che ha fatto esperienza internazionale e che creato la Juve di oggi qualche anno fa. Conte riporterebbe quello spirito battagliero, quell’intensità, quella fame, quelle dichiarazioni controverse, quella juventinità che aiuterebbe a ripartire con entusiasmo.

I detrattori lo accusano di aver sempre fatto male in Europa, ma parliamo di un tecnico capace di riportare lo scudetto a Torino dopo 7 anni di crisi perpetua. Parliamo di un tecnico che ha vinto la Premier col Chelsea potendo contare su una squadra da quarto posto e soprattutto dell’ultimo a far fare bella figura alla nostra nazionale disastrata (quarti di finale con Eder-Pellè in attacco, per dire).

Insomma, Conte, con qualche acquisto mirato potrebbe a parer mio, riuscire nell’impresa impossibile: riportare la maledetta coppa a Torino, che manca ormai da 23 anni. E poi naturalmente, sul mercato bisogna fare molto: non basta Ramsey, il centrocampo va rifondato tutto (io prenderei Kante e magari Conte potrebbe metterci una buona parola) occorre un grande centravanti da affiancare a CR7 e soprattutto un erede di Chiellini. La cessione di Dybala potrebbe fare cassa, ma secondo me il giocatore va recuperato e impiegato nel suo ruolo, quello di seconda punta o di trequartista. Chi vivrà vedrà, ciò che è certo è questo ottavo scudetto conseguito con la Fiorentina allo Stadium, rappresenta una delle vittorie più dolciamare della storia di Madama.

Ps. Credo comunque che alla fine Allegri rimarrà, ma sarebbe un errore…

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Paolo Riggio

Roma e Prati, mare e montagna e campi da pallone da piccolo, laurea in cinema alla Sapienza, città europee e scuola di giornalismo sportivo Mario Sconcerti da grande. Scrivo e continuo a giocare a calcio da quando ho ricordi, mi considero un calciofilo. La mia altra grande passione è il cinema che ritengo la rappresentazione più autentica del mondo, lo sguardo di chi analizza al microscopio i contesti della nostra vita e le sue storie offrendocene una visione diversa dalla nostra.
Paolo Riggio

One Response to "Juve: grazie Allegri, ma ora è necessario cambiare"

  1. Antonio Bramclet
    Antonio   29 aprile 2019 at 12:34

    Secondo me, se Allegri legge l’articolo, si incazza come ha fatto in tv con Adani. Non di può allenare seguendo la vox populi. E nemmeno si vince la coppa.

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