Il kimono giapponese arriva via mare ed approda a Santa Severa

Il kimono giapponese arriva via mare ed approda a Santa Severa

ROMA – Al Museo del Castello di Santa Severa l’esposizione, allestiti come opere d’arte, di antichi Kimono giapponesi, obi, hakama, provenienti da importanti collezioni private. Siamo andati a vedere in anteprima la mostra Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda, a cura di Stefano Dominella.

Chi era Hasekura Tsunenaga?

Perché la sua moda giapponese aprì un’epoca?

E perché l’omaggio all’abito più sensuale e affascinante che esista viene esposto al Museo del Castello di Santa Severa?

Scoprire i legami tra Oriente ed Occidente sul fil rouge del Kimono è un viaggio di moda che lo conduce fino alle sponde della costa laziale. Il percorso della mostra, attraverso reperti archeologici e storia, ci ha rivelato il legame tra questa splendida località e l’antico oriente. Ci siamo sentiti accolti e coinvolti nel percorso che si snoda nelle varie sale del castello dal primo impatto con la scalinata di accesso con in mostra la sfilata di Kimono nelle varie nuance del rosa.

Kimono Giapponizzati

E’stata una piacevole scoperta ammirare le prestigiose sale, appena restaurate, del Castello di Santa Severa a pochi passi da Roma. Pochi sanno, anche noi che viviamo nella Capitale, di questo straordinario gioiello di storia, cultura e archeologia eretto dai normanni intorno all’anno mille e rimasto chiuso per oltre dieci anni fino alla Festa della Liberazione del 25 aprile dello scorso anno. Merita un viaggio anche solo per riscoprire il percorso archeologico ben documentato dagli scavi al restauro.

Kimono Giapponizzati

Hasekura Tsunenaga, partito nel 1613 da Ishinomaki in Giappone, fu mandato in spedizione alla volta di Roma per incontrare Papa Paolo V. Questo viaggio rappresenta l’unica risposta diplomatica e politica, durante gli anni delle grandi navigazioni, dell’Asia Orientale all’Occidente. I rapporti diplomatici tra Italia e Giappone, sorti per necessità di carattere commerciale, continuarono poi positivamente nei decenni successivi ed ebbero delle invidiabili conseguenze di carattere culturale. Hasekura Tsunenaga fu il primo samurai-ambasciatore giapponese. Il suo personaggio descrive qui la sua figura emblematica di vassallo convertito al cristianesimo che, nel 1615, arrivò in Italia indossando sontuosi drappi indiani e cappelli alla romana, a simboleggiare di come la moda riesce a varcare qualunque confine.

L’ambasciatore, fu ospitato proprio nel castello di Santa Severa, a poca distanza dal porto romano di Civitavecchia, importante teatro di scambi culturali. E sul corpo vestito di Hasekura Tsunenaga si legge la storia del Kimono, tra arte e contaminazione culturale che sono alla base della moda giapponese.

Kimono Giapponizzati

L’esotismo giapponese è stato tema di grande ispirazione nella letteratura, nella musica, nel teatro, nell’arte e nella moda. Nei primi del ‘900 scoppia in Europa e in Italia una diffusa passione per il Giappone e per la sua cultura, nasce il giapponismo.
La moda femminile cambiò drasticamente preferendo capi più ampi e disegnati con una forte impronta orientale, volumi, tessuti rigidi, sovrapposizioni, realizzati in tessuti e colori diversi, ma armoniosi, che rispecchiano le stagioni e gli stati d’animo: creazioni ispirate ai kimono. Contemporaneamente, dopo un periodo di grande chiusura, il Giappone si ispira all’occidente, a tal punto che anche le donne cominciarono ad indossare, in alternativa al kimono, abiti europei ed essere chiamate moga, modern girl.

Una contaminazione bilaterale dove la tradizione d’una cultura diventa la trasgressione dell’altra senza comprometterne l’eleganza. Seguendo il ritmo del racconto, Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda ripercorre l’iter cadenzato da stili e periodi diversi, tra revival e contemporaneo. Sono in mostra  capi creati da stilisti di chiara fama, da designer emergenti, da sarti e da ospiti internazionali che hanno interpretato nelle varie significazioni  il tema del giapponismo. Ecco in esposizione, allestiti come opere d’arte, antichi Kimono giapponesi, obi, hakama, provenienti da importanti collezioni private.

La mostra a cura di Stefano Dominella ripercorre l’influenza che la cultura giapponese ha avuto sulla moda italiana e non solo. L’esposizione-evento è stata realizzata sotto l’egida della Regione Lazio e del Presidente Nicola Zingaretti, di LazioCrea e con il contributo dell’Assessorato Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo guidato dal Vicepresidente Massimiliano Smeriglio.

Fabiola Cinque con Stefano Dominella_2644
Io con Stefano Dominella all’inaugurazione della mostra Giapponizzati.

Ci sono 49 creazioni presenti in mostra tra cui spicca il Kimono di Gattinoni in maglia metallica dipinto a mano,  della collezione Madama Butterfly Gattinoni del 2004/del 2005. Poi incantevole il Kimono di Antonio Marras (Modateca Deanna), così come quello Comme des Garçons (Modateca Deanna) o di Maurizio Galante, Alessandra Giannetti, Giovanni Cavagna. Per non dimenticare i grandi designer del Sol Levante come Issey Miyake (Modateca Deanna), Yohji Yamamoto (Modateca Deanna).

Kimono GATTINONI

La Madama Butterfly ci volge le spalle per guardare l’orizzonte, nella speranza che il mare riconduca al suo porto l’amato. Il suo personaggio tragico ed incantevole allo stesso tempo è interpreta da un Kimono sulle sfumature del verde acqua, chiuso sul retro da un grande fiocco nelle gradazioni vermiglie. E’ un omaggio al grande Teatro realizzato grazie agli strabilianti costumi provenienti dagli archivi storici del Teatro dell’Opera di Roma e di Annamode Costumes.

Kimono Madama Butterfly
Io di spalle al Kimono di Madama Butterfly

Tra i giovani designer ecco l’eco designer Tiziano Guardini (fresco vincitore del premio “Franca Sozzani” GCF Award Italia), Italo Marseglia, Ivan Donev, Santo Costanzo, Silvia Giovanardi, Tommaso Fux. Inoltre, anche brand tra arte e moda come NOH (la designer Anna Rotella in collaborazione con gli artisti Marco Carac e Fabio Truffa) e Dedalus Art (l’artista Marco Carac in collaborazione con Anna Rotella).

Kimono Giapponizzati

La scenografia della mostra, oltre ad autentici geta e tessuti del Sol Levante, è arricchita dalle Geisha-wig e dalle sculture ispirate ai Manga realizzate dall’artista Federico Paris.

Insomma la moda giapponese è arrivata da lontano via mare, ed ora che è esposta in tutta la sua attualità al Castello di Santa Severa, non potete davvero perdervela!

 

INFO MOSTRA: Giapponizzati. Racconti di un viaggio di moda

a cura di Stefano Dominella

Museo del Castello di Santa Severa

Strada Statale 1 Via Aurelia, Km 52 – Santa Severa – Roma

Durata mostra e orari: dal 26 ottobre 2017 al 15 gennaio 2018

dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 16

sabato, domenica e festivi dalle ore 10.30 alle ore 17

24 e 31 dicembre 2017 dalle ore 10.30 alle ore 14

Castello di Santa Severa

Info e prenotazioni, biglietti di ingresso e visite al castello: 06-39967999.

Il servizio è attivo dal lunedì alla domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00

La visita della mostra è inclusa nel prezzo del biglietto

Informazioni: info@castellodisantasevera.it

 

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Fabiola Cinque

Fabiola Cinque

Napoletana fino alla milionesima generazione (dal 1.400), nobile d’animo ma non più per albero genealogico, viaggiatrice e curiosa delle bellezze e delle stranezze del mondo riporto tutte le mie impressioni attraverso tutti i sensi che abbiamo e che vogliamo usare. Di estrazione e definizione “fondista”. Azzurra di nuoto per tutte le distanze più lunghe e massacranti che vi possono venire in mente. La fatica è il mio karma. Mai nulla regalato, tutto conquistato. La comunicazione e la pubblicità sono la mia anima, la moda la mia vita presente e futura. Vivo in un paese bellissimo dal quale desidero sempre di allontanarmi, per tornare e riassaporare i profumi ed i sapori. La mentalità e l’amore sono anglosassoni, ma d’altronde si sa, i Borboni sono stati dominati dai francesi come gli inglesi e gli spagnoli, quindi le mie origini ed il mio essere è globale, sono bastarda dentro.
Fabiola Cinque

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